60 ANNI DI ANGA CONFAGRICOLTURA, COPA COGECA: LA FORZA DEI MERCATI È L’UNIONE. MAIORANO: I GIOVANI SONO I PRIMI A CAPIRE I CAMBIAMENTI

Nel corso di 60 anni il mondo è cambiato e con esso è cambiata l’agricoltura e i suoi attori, ma siamo stati sempre in grado di capire gli stimoli interni ed esterni ed abbiamo costruito delle risposte. Il ruolo dell’associazione è fondamentale perché fornire risposte certe è il nostro compito.

Queste le parole di Raffaele Maiorano, presidente Giovani di Confagricoltura, nel corso della convegno per i 60 anni di Anga.

Gli effetti della globalizzazione si sentono ed hanno cambiato l’agricoltura, ha proseguito Maiorano. Abbiamo perso il 50% di superficie agricola utilizzata e il 30% di allevamenti zootecnici. Ma abbiamo registrato anche un aumento dei bufalini, dell’olivicoltura e della viticoltura. Ci troviamo però di fronte ad una crisi cerealicola mia vista prima, ma come Anga stiamo rispondendo in modo compatto e unito.

Abbiamo fatto tanto in 60 anni, come la legge di affiancamento o portando e creando innovazione. Abbiamo portato avanti la battaglia sulla terra ai giovani, assieme ad Ismea e al ministero; abbiamo teorizzato e aiutato il processo per passare dalla figura dell’agricoltore a quella dell’imprenditore agricolo, perché serve internazionalità e capacità di marketing. Anche per questo motivo siamo primi in Europa per valore aggiunto e terzi per valore della produzione.

Passare da adattamento a integrazione è una sfida fondamentale -è andato concludendo Maiorano. Dobbiamo creare e soddisfare il fabbisogno di qualità. La sostenibilità deve essere la base del nostro paradigma, insieme alla qualità e alla capacità di creare reddito. Dobbiamo puntare a passare da locale a globale per vincere le nuove sfide.

Nel corso del convegno per i 60 anni di Anga ha preso la parola Pekka Pesonen, segretario generale Copa Cogeca. Queste le sue dichiarazioni:

In merito alle relazioni commerciali ricordiamo che la Russia, quando chiuse le frontiere, comportò con la percentuale di volumi persi, la devastazione del comparto agricolo e l’embargo ha causato la conseguente chiusura di aziende in Europa. Nel 2014 capimmo quanto importante era il libero scambio.

Sugli accordi commerciali dobbiamo essere capaci di sostenere il modo di pensiero europeo, ma siamo sicuri che gli Usa o i paesi del mercosur lo accetterebbero? Sono accordi complicati ma la questione delle etichette e delle indicazioni geografiche è per noi un nodo fondamentale, se non accettano non ci può essere accordo. È fuor di dubbio che occorre negoziare, ma ancor più importante è il “come”.

L’Italia è un grande attore e produttore a livello Ue ma è difficile conciliare le varie organizzazioni degli Stati membri. Bisogna riflettere in difesa dei propri interessi e di quelli europei, ma diviene molto complicato ragionare con chi sostiene il populismo e va contro l’Ue. L’Italia in tali discussioni sarà un hotspot importantissimo, ma sarà centrale mantenere una linea e un linguaggio comune.

Il mercato unico non si può sacrificare, altrimenti si sconvolge l’economia di tutti i paesi europei, Italia compresa. La nostra forza è l’unione, ciò che ci fa più paura è la divisione".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

MORE ARTICLES