AGCM ‘BOCCIA’ LA COLDIRETTI: “NON PUBBLICA I BILANCI E I SUOI DIRIGENTI HANNO INTERESSI DIRETTI IN IMPRESE PRIVATE”. IL DOCUMENTOIL MINISTERO DELLA SALUTE SCRIVE AL GARANTE: NON E' SOLO UN SINDACATO AGRICOLO MA ANCHE AZIONISTA DI NUMEROSE AZIENDE PRIVATE E COOPERATIVE. QUINDI AGISCE DA CONCORRENTE

L'Antitrust 'boccia' la Coldiretti. E dice: "dato che l'organizzazione non fornisce i propri bilanci contabili non è possibile avere un quadro informativo sulle sue partecipazioni societarie". Poi affonda: "strutture territoriali di Coldiretti sono titolari di partecipazioni in importanti imprese nazionali attivi produttivamente sia in Italia che all’estero". E infine: "negli organi direttivi della Coldiretti siedono persone che hanno interessi diretti in imprese del settore lattiero caseario".

E' quanto si legge nel bollettino dell'Autorità per la concorrenza del 24 giugno che alleghiamo in formato PDF qui di seguito e a pié di pagina: BOLLETTINO AGCM 25-19. Tutto è nato da una richiesta della stessa Coldiretti che è tornata indietro come un boomerang diventando un vero e proprio autogol per l'organizzazione guidata da Prandini e Gesmundo.

Nel 2017 infatti l'organizzazione che aveva già dato vita alla 'febbre gialla', manifesto con il quale voleva diventare l'unica organizzazione agricola nazionale, aveva chiesto al ministero della Salute - tra l’aprile e l’ottobre 2017, tramite un’istanza di accesso civico ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 - la comunicazione dei dati sul latte e sui prodotti lattiero caseari per sapere le entrate, le uscite e i depositi delle aziende italiane del settore.

Al 'niet' del ministero allora guidato da Beatrice Lorenzin segue l'istanza da parte della Coldiretti al Tar prima (che rigetta con sentenza 2994 del 16 marzo 2018) e ricorso al Consiglio di Stato poi.

Quest'ultimo stabilisce, con sentenza n. 1546 del 6 marzo 2019, “l’obbligo dell’Amministrazione intimata di dare corso, senza alcun indugio, alla seconda domanda di accesso civico dell’Associazione appellante, previa attivazione e conclusione, nei termini di legge, della procedura di confronto con i potenziali controinteressati, i quali, in relazione alla specificità del caso, potranno essere interpellati preliminarmente in via generale secondo modalità telematiche". 'L’Amministrazione potrà, se del caso, - si legge ancora nel bollettino Agcm - tenere conto (mediante il parziale oscuramento dei dati) solo di eventuali specifiche ragioni di riservatezza dei controinteressati' (para. 21)".

Ed ecco l'autogol: al fine di dare seguito alla pronuncia citata, in parallelo allo svolgimento della procedura di confronto con i soggetti controinteressati, il Ministero ha chiesto all’Autorità “se la diffusione dei dati richiesti dalla Coldiretti possa compromettere la concorrenza sul mercato oltreché la credibilità e la produttività delle aziende, tenuto conto che tali dati hanno un ruolo fondamentale nella strategia aziendale e che la loro diffusione ad aziende concorrenti potrebbe essere gravemente lesiva degli interessi economici e commerciali, considerato pure che la Coldiretti non è solo un sindacato agricolo, rappresentante di coltivatori diretti, imprese e società agricole, cooperative di trasformazione e consorzi di imprese, ma è anche azionista, con propri rappresentanti nei consigli di amministrazione, di numerose aziende di trasformazione private e cooperative ed agisce quindi anche da concorrente delle aziende delle quali chiede dati e informazioni riservate e che, pertanto, esiste il concreto rischio che le informazioni diffuse [dal Ministero] vengano utilizzate in modo strumentale, distorto o parziale da parte di uno o più concorrenti”.

L’Autorità, nella sua adunanza del 5 giugno 2019, rende il seguente parere:

"Con riferimento alla possibilità di effetti anticoncorrenziali derivanti dalla comunicazione dei Dati a Coldiretti, occorre considerare, in primo luogo, come quelle richieste siano informazioni commerciali sensibili, non aggregate e pertanto tali da consentire a chi ne entri in possesso di veder ridotte in maniera significativa le naturali incertezze inerenti il confronto competitivo tra imprese; ciò in quanto il loro contenuto attiene, tra l’altro, a fonti di approvvigionamento e relative dipendenze operative, attività produttive e loro programmazione, con la possibilità di desumerne anche le stesse capacità installate di un determinato operatore. Tenuto conto delle caratteristiche del settore economico di riferimento e della predetta natura dei Dati, in linea con una consolidata giurisprudenza di riferimento (cfr., ex multis, Corte di Giustizia UE, C-8/08, sent. 4 giugno 2009, T-Mobile Netherlands), appare dunque certa una rilevanza degli stessi in una prospettiva antitrust nel caso in cui questi fossero scambiati tra operatori concorrenti. In ragione della natura e conseguente rilevanza concorrenziale dei Dati, va in secondo luogo considerato se un pregiudizio per la concorrenza possa discendere dalla loro disponibilità da parte di Coldiretti, in ragione delle caratteristiche soggettive e operative di tale organizzazione.

A tale proposito, l’Autorità rileva in via preliminare come, a causa dell’indisponibilità di bilanci contabili pubblici relativi a Coldiretti (intesa quale sistema di cui fanno parte sia la confederazione nazionale che le varie diramazioni locali), non sia possibile avere un quadro informativo sulle sue partecipazioni societarie, e più in generale le sue attività economiche rilevanti.

Nondimeno, risulta da fonti aperte come quantomeno strutture territoriali di Coldiretti – in specie, una federazione provinciale – siano attualmente titolari di partecipazioni in importanti imprese nazionali operanti nel settore lattiero-caseario, e ciò per di più in partnership con primari operatori del medesimo settore che sono attivi produttivamente sia in Italia che all’estero.

Risulta altresì che negli organi direttivi e rappresentativi di Coldiretti, sia a livello di confederazione nazionale che di singole federazioni locali, siedano persone fisiche detentrici di interessi diretti in imprese del settore lattiero-caseario.

Infine, è notorio come alla Coldiretti siano associate un numero elevato di imprese attive nel settore lattiero-caseario, rispetto alle quali l’organizzazione, oltre a svolgere attività di rappresentanza e difesa degli interessi comuni, fornisce servizi di varia natura, comprese consulenze aziendali, per i quali la disponibilità dei Dati potrebbe costituire sia una primaria risorsa operativa che un elemento di differenziazione rispetto ai servizi eventualmente resi da imprese concorrenti. In assenza di specifiche, rigorose, predeterminate e trasparenti misure volte a circoscrivere e tracciare l’impiego da parte di Coldiretti dei Dati al fine di garantire che questi non siano impiegati da essa in quanto impresa ovvero interlocutrice e/o facilitatrice di contatti tra imprese terze (siano o meno queste sue associate), non si può pertanto escludere che dalla trasmissione a tale organizzazione dei Dati possano derivare pregiudizi alle corrette dinamiche di mercato. A fronte degli elementi qui sopra rilevati, con riferimento alla richiesta di parere formulata dal Ministero, l’Autorità sottolinea che il Consiglio di Stato, nella citata sentenza n. 1546/2019, ha chiaramente richiamato l’obbligo per l’Amministrazione di avviare, al ricevimento della domanda,il procedimento in contraddittorio con gli eventuali controinteressati al fine di tutelare i loro diritti. Qualora, nel contesto di tale procedura d’interpello, i controinteressati sollevassero la potenziale rilevanza sotto il profilo concorrenziale, nei termini sopra indicati, della comunicazione dei Dati a Coldiretti, siffatta obiezione dovrebbe essere tenuta in considerazione quale specifica ragione di riservatezza, al fine di evitare ogni pregiudizio alle condizioni concorrenziali del settore di riferimento.

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il bollettino AGCM

BOLLETTINO AGCM 25-19

Per saperne di più, era già stato pubblicato:

SPENDING REVIEW? RETRIBUZIONE SEGRETARIO GENERALE COLDIRETTI AUMENTA NEL 2014 DI OLTRE 600MILA EURO. E SFIORA I DUE MILIONI IN NOVE MESI EGUAGLIA QUELLA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E DEL PRESIDENTE USA BARACK OBAMA MESSI INSIEME (E IN DUE ANNI E MEZZO). MONCALVO: "CLAMOROSAMENTE FALSO". AGRICOLAE: CERTI DI QUANTO PUBBLICATO. E M5S FA INTERROGAZIONE A RENZI E MARTINA

RETRIBUZIONE COLDIRETTI

La retribuzione del segretario generale della Coldiretti aumenta di oltre 600mila euro e sfiora i due milioni. Più di Obama Napolitano e Renzi messi insieme

Periodo di grama? Tempo di vacche magre? Spending Review? Il presidente del Consiglio Matteo Renzi “limita” nel 2014 gli stipendi dei supermanager pubblici a un massimo di 400mila euro lordi l’anno. Sembra non esserci crisi invece a palazzo Rospigliosi dove la Coldiretti lo stesso anno aumenta la retribuzione del suo segretario generale di ulteriori 600mila euro facendolo arrivare – solo nei primi nove mesi – ad oltre un milione e 800mila euro. Ammonta a 1.677.029 euro (da gennaio 2014 a maggio 2014) la retribuzione Coldiretti del segretario generale. Cui si vanno ad aggiungere altri 138.460 euro da giugno a settembre. Mancano ancora tre mesi, ottobre, novembre e dicembre. Ma già in nove mesi si arriva a 1.815 489 euro.

Oltre ad ulteriori 70.774 euro di reddito imponibile per attività di collaborazioni per Germina Campus Spa (società che ha sede a Palazzo Rospigliosi), edizioni Tellus, Bluarancio Spa (società informatica di Coldiretti) e Green Assicurazioni Srl. In un momento di tagli e difficoltà economiche e di calo dei redditi agricoli, la retribuzione del vertice della Confederazione dei coltivatori diretti registra un aumento, rispetto al 2013, di 600mila euro circa. Nel 2013 il segretario generale aveva raggiunto 1.191.318 euro oltre ad ulteriori 94.188.020 euro in collaborazioni sempre tra Bluarancio, Edizioni Tellus, Germina Campus e Green assicurazioni. Solo per quanto riguarda la retribuzione Coldiretti, il segretario generale ha avuto un aumento nell’ultimo anno da 1.191.318 euro nei 12 mesi a 1.815.489 euro nei primi nove mesi del 2014.

Tanto per fare un esempio restando all'interno del mondo agricolo la retribuzione dell’omologo della Cia, Rossana Zambelli, direttore generale della Confederazione agricola, è stata di 127.232,00 euro nel 2013 e ammonta a 102.398.00 euro nei primi dieci mesi del 2014 dal 01-01-2014 / 31-10-2014.

Se poi si mettono insieme i 380 mila euro del presidente Usa (ne prendeva 400mila ma si è ridotto la retribuzione del 5 per cento come gesto di solidarietà con i milioni di dipendenti pubblici che perderanno decine di ore di lavoro pagate a causa dei tagli della spesa pubblica), i 114.796.68 euro del presidente del Consiglio Matteo Renzi e i circa 239 mila euro del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si raggiunge soglia 733 mila euro. Quasi un terzo della retribuzione di soli nove mesi del vertice Coldiretti.

AGRICOLAE rende noto che ha contattato nella serata di ieri, tra gli altri, la Coldiretti per avere precisazioni o delucidazioni in merito. Il presidente Roberto Moncalvo ha risposto con una diffida alla pubblicazione.
Qui di seguito riportiamo la lettera inviata alla redazione di AGRICOLAE e la risposta della redazione:

Spett.le e Editore e Direttore responsabile del sito web Agricolae.eu, Il sottoscritto Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, elettivamente domiciliato presso la sede legale della Coldiretti in Roma alla via XXIV maggio n.43 ove intende ricevere qualsiasi comunicazione, avendo appreso che sarebbe intenzione del vostro sito di pubblicare dati relativi ai redditi dei vertici di alcune organizzazioni agricole, tra cui la Coldiretti, osserva quanto segue. In via preliminare si registra la scorrettezza connessa all’invio, alle ore 19.00, di una comunicazione inerente un pubblicazione che dovrebbe avvenire nella giornata successiva, lasciando così un tempo minimo per replicare. Con riferimento al merito della questione, si prende atto che Agricolae non precisa da quale fonte abbia tratto le informazioni sui compensi, né a quali soggetti si riferiscano. La perifrasi “vertici delle organizzazioni”, infatti, non consente neanche di comprendere a quali soggetti si riferisca l’articolo.Le oscure modalità di acquisizione dei dati inducono a ritenere che gli stessi siano stati illecitamente trafugati e che, di conseguenza, sia fondato il pericolo che gli stessi siano falsi. Appare utile ricordare che gli autori di un articolo analogo sono già stati denunciati all’autorità giudiziaria, talchè il 20 febbraio 2015, si terrà l’udienza di conclusione del processo penale innanzi alla XII sezione del Tribunale di Milano (Giudice dott. La Rocca). Stante l’illiceità del trafugamento dei dati, la probabile falsità degli stessi, la lesione della riservatezza conseguente dall’eventuale pubblicazione e l’assenza di qualsiasi interesse pubblico, a tutela dell’organizzazione sindacale e della riservatezza delle persone

SI DIFFIDA

Il Direttore ed il Responsabile p.t. del sito web Agricolae.eu dal pubblicare qualsiasi dato inerente la retribuzione dei “vertici” della Coldiretti, precisando fin d’ora che, in caso di pubblicazione, si adiranno le vie legali a tutela dei propri diritti ed interessi.

Roma, 13 gennaio 2015                                                                                  Il Presidente della Coldiretti

 

La replica:

Spett.le dott. Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti

Abbiamo ricevuto, in risposta ad una nostra mail del 13 gennaio c.m.che preannunciava l’imminente pubblicazione di un articolo “sui redditi dei vertici di alcune organizzazioni agricole tra cui quelli di Coldiretti” una Sua risposta redatta nei termini della diffida.
In essa, Lei, parla di “oscure modalità di acquisizione dei dati” che indurrebbero “a ritenere che gli stessi siano stati illecitamente trafugati e che, di conseguenza, sia fondato il pericolo che gli stessi siano falsi”.
Premessa la gravità delle affermazioni contenute, che paventano una inesistente trafugazione ed una ancora più inconferente falsificazione ci preme rassicurarLa: niente di oscuro c’è nell’acquisizione dei dati: essi provengono da una segnalazione uscita da Palazzo Rospigliosi e da una fonte alla quale abbiamo altre volte attinto riscontrandone l’assoluta affidabilità. Com’è corretta prassi giornalistica non ci siamo limitati a prendere atto dei dati, ma li abbiamo scrupolosamente verificati. Cifre e numeri che pubblicheremo sono esatti al centesimo. Chiediamo una vostra parola a ulteriore conferma della esattezza della nostre informazioni.
I dati relativi alle retribuzioni dei vertici sono nella vostra immediata disponibilità. Basta rispondere rendendo noti gli emolumenti del Presidente e del segretario generale.
Crediamo Signor Presidente che non si tratti di lesione della riservatezza. Non si tratta del reddito di liberi professionisti, ma degli emolumenti percepiti dalle figure apicali di una grande organizzazione che conta migliaia di iscritti i quali, fino a prova contraria, hanno il diritto sacrosanto di sapere come e quanto vengono retribuiti i loro dirigenti.
Un interesse questo, ne converrà, legittimo e acuito in una fase come la presente nella quale la crescita delle diseguaglianze conseguente alla crisi rende particolarmente sensibile e vigile l’opinione pubblica. Per questo con la presente avanziamo formale richiesta di informarci sugli effettivi emolumenti del presidente e del direttore generale e di confermare o smentire se sia vero che nel corso di questo anno la retribuzione del Segretario Generale sia stata aumentata rispetto all’anno precedente di alcune centinaia di migliaia di euro. In omaggio a una trasparenza ovviamente non obbligatoria ma quantomeno doverosa.
Ci chiediamo inoltre come mai la risposta è invece una minaccia di diffida. Se pubblichiamo all’ultimo centesimo gli emolumenti dei capi di governo, come mai tanta riservatezza su quelli della Sua organizzazione?

In attesa di un Suo cortese riscontro La salutiamo con viva cordialità.

Cordiali saluti

La redazione di AGRICOLAE.EU

Riceviamo e pubblichiamo smentita di Moncalvo:

Spett.le Editore e Direttore Responsabile del sito web Agricolae.eu,

come supposto e temuto nella diffida inviata in data 13 gennaio 2015, i dati pubblicati inerenti i compensi del Segretario Generale della Coldiretti sono clamorosamente falsi come sarà formalmente dimostrato in sede giudiziaria. Gli informatori contattatati dal sito web Agricolae.eu, hanno infatti diffuso dati palesemente falsi ed addirittura in controtendenza con quella che è stata l’attività di riduzione dei compensi realizzata dalla Coldiretti nel corso del 2014.

Conseguentemente si intimano i responsabili del sito Agricolae.eu a:

- rimuovere immediatamente dal sito web i dati relativi ai compensi relativi agli anni 2013 e 2014 del Segretario Generale della Coldiretti in quanto falsi e lesivi della reputazione della stessa Coldiretti nonché del Segretario Generale;

- a pubblicare immediatamente, con la medesima evidenza, la presente intimazione.

Si precisa che, in ogni caso, si adiranno le vie legali a tutela dei diritti ed interessi della Coldiretti ribadendo che, per una vicenda analoga (false comunicazioni del compenso del Presidente p.t. della Coldiretti), è prossimo alla definizione il giudizio pendente presso la XII sezione penale del Tribunale di Milano (Giudice dott. La Rocca).

Si diffida chiunque dal divulgare le suddette notizie illecitamente pubblicate sul sito web Agricolae.eu in quanto false e gravemente lesive della reputazione della stessa Coldiretti nonché del Segretario Generale, precisando che chiunque riprenderà le stesse, sarà perseguito in sede giudiziaria.

Il Presidente della Coldiretti

Roberto Moncalvo

Replica di Agricolae

Coldiretti contesta i dati pubblicati da Agricolae.eu “inerenti i compensi del Segretario Generale dell’Organizzazione”. “Sono clamorosamente falsi”, scrive –il presidente Moncalvo e aggiunge che questo “sarà formalmente dimostrato in sede giudiziaria”.

Per parte nostra ribadiamo quanto già affermato: i dati sono veritieri e sono stati da noi scrupolosamente verificati prima della pubblicazione. Ci aspettavamo altro dal presidente: non una intimazione che peraltro non ci risulta essere contemplata dalla legge sulla stampa. La quale invece prevede la rettifica. Ma la lettera del presidente Coldiretti non rettifica niente. Bastava poco: bastava dire le cifre sono false. Ecco quelle vere. Noi le avremmo pubblicate. Invece si è scelta un’altra strada, quella della intimazione.

Per saperne di più

MONCALVO: DATI RETRIBUZIONE CLAMOROSAMENTE FALSI. RIMUOVERE ARTICOLO

AGRICOLAE: CERTI DI QUANTO PUBBLICATO. IN CASO CI ASPETTAVAMO I DATI, NON INTIMAZIONI

COLDIRETTI, INTERROGAZIONE M5S A RENZI E A MARTINA SU “TRASPARENZA DEL MONDO AGRICOLO”
Qui di seguito l'articolo de L'Espresso:

CONTADINO E MILIONARIO, STIPENDIO DA RECORD PER SEGRETARIO COLDIRETTI

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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