AGEA, DG AGRI UE NON SI FIDA DI QUANTO COMUNICATO. E SCRIVE A MASSARI: NONOSTANTE NUMEROSI INVITI MANCA PIANO AZIONE, RELAZIONE E SPIEGAZIONI. LA LETTERA

Ancora missive da parte della Dg Agri ad Agea e a Maurizio Massari, Ambasciatore, Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea "per intraprendere azioni immediate e a portare a termine l'attuazione del piano d'azione concordato in corso". E Jerzy Plewa invita "caldamente" le autorità italiane a inviare la relazione mai pervenuta e a chiudere il piano di azione la cui scadenza era prevista tempo addietro. Anzi, dice la Dg Agri, non abbiamo avuto nulla nonostante le numerose missive, neppure spiegazioni. E quindi ora per fare chiarezza sull'Agea di Lorenzini e Pagliardini scrive direttamente a Massari.

"Con lettera del 28 giugno 2019 ho informato le autorità italiane delle riserve formulate nella relazione annuale di attività per l'esercizio finanziario 2018. Nella stessa lettera ho indicato che le opportune azioni correttive per rimediare alle carenze riscontrate durante la relativa procedura di verifica di conformità devono essere concordate con la direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale (DG AGRI). Si invitano caldamente le autorità italiane a intraprendere azioni immediate e a portare a termine l'attuazione del piano d'azione concordato in corso.
Inoltre, nella lettera inviata il 9 agosto 2018 (rif. Ares(2018)4179024) la Commissione ha approvato il progetto di piano d'azione riguardante quanto segue.

Il SIPA deve essere costituito sulla base di parcelle di riferimento che contengano unità territoriali che rappresentino solo aree agricole; le parcelle di riferimento devono essere misurabili, in modo da consentire la localizzazione univoca e inequivocabile di ciascuna parcella agricola dichiarata annualmente e la stabilità nel tempo; il SIPA deve consentire una chiara determinazione della superficie ammissibile, comprendere uno strato EFA e indicare se al terreno si applicano determinate altre disposizioni della PAC (ad esempio zone soggette a vincoli naturali, zone Natura 2000 mantenute in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione, zone sensibili dal punto di vista ambientale ecc.). Esso dovrebbe inoltre consentire la determinazione corretta della superficie ammissibile a pascolo nelle zone definite come "prati permanenti - pratiche locali tradizionali" (PG-ELP).
L'attuazione della GSAA deve garantire che tutte le domande siano presentate con il metodo geospaziale entro la data finale di presentazione delle domande conformemente ai requisiti di legge e che la GSAA sia utilizzata per i controlli
incrociati di tutte le domande.
Qualsiasi altra carenza grave e sistemica nel sistema di controllo nazionale deve essere individuata dalle autorità italiane.
È stato concordato con le autorità italiane che le modifiche strutturali sopra elencate sarebbero state attuate entro fine marzo 2019.
Desidero far presente che:
la DG AGRI non ha ricevuto risposta alla richiesta inviata il 21 novembre 2018 di comprovare lo stato di avanzamento dei lavori e di fornire la spiegazione e la giustificazione per cui secondo le autorità italiane non è necessario rivalutare le zone Natura 2000 e PG-ELP;
la DG AGRI non ha ricevuto la relazione di chiusura dopo il 31 marzo riguardo al completamento del piano d'azione;
le autorità italiane non hanno presentato una richiesta motivata di proroga del termine;
poiché il piano d'azione non è stato chiuso, entro il 15 maggio doveva essere presentata una relazione intermedia. Tale relazione intermedia non è pervenuta alla DG AGRI.
Sebbene nelle relazioni intermedie ricevute le autorità italiane abbiano indicato che le azioni richieste sono state puntualmente attuate, la DG AGRI nutre seri dubbi.
Le autorità italiane sono invitate a informare quanto prima la DG AGRI sui progressi relativi al piano d'azione in corso, tenuto conto che il termine per la presentazione della relazione intermedia era il 15 maggio. Esse sono invitate inoltre a redigere un ulteriore piano d'azione formale di interventi correttivi entro il 16 settembre 2019 per ovviare alle carenze del sistema di controllo nazionale conformemente alle riserve formulate nella relazione annuale di attività 2018, che riporti:

- le misure correttive/azioni concrete (e sottoazioni se necessario) che le autorità
italiane stanno attuando e/o intendono intraprendere;

- le tappe intermedie e gli indicatori dei progressi per ciascuna azione/sottoazione;

-il calendario previsto per l'attuazione delle misure;

-un obbligo di comunicazione dei progressi compiuti;

-Al fine di consentire un migliore follow-up, si invitano le autorità italiane a fornire, oltre al documento relativo al piano d'azione, una sintesi del piano d'azione redatta secondo il modello allegato alla presente lettera.
Le relazioni intermedie devono essere inviate almeno ogni tre mesi alla casella di posta elettronica funzionale AGRI-IMPLEMENTATION-SUPPORT@ec.europa.eu

Si ricorda che la responsabilità della definizione, dell'aggiornamento e dell'attuazione dei piani d'azione spetta in primo luogo alle autorità nazionali; inoltre, se si giunge alla conclusione che lo Stato membro non è in grado di definire un piano d'azione credibile o di attuare le misure correttive necessarie, potrebbe essere proposta una riduzione o una sospensione dei pagamenti a norma dell'articolo 41, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1306/2013.
La DG AGRI seguirà attentamente la situazione e valuterà l'impatto delle azioni attuate.
La DG AGRI conferma la disponibilità a fornire il sostegno e l'assistenza necessari alla
definizione e al monitoraggio delle azioni di follow-up.

La ringrazio anticipatamente per la collaborazione.
Voglia gradire, signor Ambasciatore, i sensi della mia più alta considerazione.

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica la lettera in formato PDF:

4738492 from 22July2019 IT

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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