AGRICOLTURA, ABATE (M5S): CON AFFARE ASSEGNATO LAVORIAMO PER TUTELARE FILIERA

«Secondo i dati forniti dall'Annuario dell'agricoltura italiana 2017, pubblicato dal CREA nel 2019, l’Italia, negli ultimi dieci anni, ha visto diminuire la produzione di agrumi, in controtendenza rispetto agli altri paesi produttori del Bacino del Mediterraneo, nei quali il trend è risultato in crescita, e attualmente si trova dietro a Spagna, Turchia ed Egitto. Nei confronti della Spagna, in particolare, l’Italia ha perso sempre più peso in campo internazionale e da concorrente è diventato importatore netto. Oggi la dipendenza dalla Spagna pesa per oltre 212 milioni di euro».

Lo dichiara la senatrice del M5s e membro in commissione agricoltura, Silvana Abate.

«I prodotti dell’industria agrumaria italiana sono sempre molto richiesti dai mercati, in particolare quelli internazionali, dove hanno realizzato nel 2017 un saldo attivo di 220,5 milioni di euro (114,5 milioni per succhi e 106 milioni per oli essenziali). Malgrado questi e altri segnali positivi, permane però una situazione di grave crisi nel comparto, con una riduzione netta della produzione. Oltre ai problemi di mercato, continua a preoccupare l’aspetto fitosanitario».

«Tra le esigenze segnalate da parte degli operatori - continua la senatrice M5s -, bisogna citare la realizzazione del catasto agrumicolo nazionale, la riconversione varietale accompagnata dalla ricerca, il rafforzamento dei contratti di filiera, azioni di promozione e informazione dei consumatori, attenzione agli scambi commerciali con i paesi esteri a condizioni di reciprocità delle regole produttive».

«La questione agrumicola nazionale è in questi giorni sotto la lente di ingrandimento della commissione agricoltura al Senato, in particolare con all'affare assegnato che sto portando avanti. C'è tanto lavoro da fare su tutta la filiera. Da nord a sud, il settore agrumicolo ha rappresentato e rappresenta non solo il Made in Italy ma il nostro DNA alimentare»

«Dobbiamo lavorare affinché si porti sulle nostre tavole dei prodotti di qualità -conclude Abate -, favorendo e tutelando gli agrumi italiani e dall'altra dobbiamo occuparci dei lavoratori della filiera che rappresentano il nostro bene più prezioso»

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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