AGRICOLTURA ASSESSORE PAN, IL FUTURO STA NELLA BIODIVERSITÀ, LE 10 PRIORITÀ DEL VENETO VERSO IL 2030

Come sarà l’agricoltura veneta nel 2030? Più resiliente alle crisi climatiche, più attenta all’ambiente e al risparmio idrico ed energetico. Dovrà essere ancor più radicata nel territorio, investire sui giovani e su filiere verticali e orizzontali, migliorare il paesaggio e favorire l’inclusione sociale, garantendo il giusto reddito a chi la pratica. Le imprese del primario dovranno essere ‘multifunzionali’ e volano di ‘economia circolare’, sempre più capaci di integrare biologico e convenzionale. Solo alcune delle indicazioni emerse dagli ‘stati generali’ dell’agricoltura veneta, conclusi oggi ad Agripolis (Legnaro) con la conferenza regionale dello sviluppo rurale “Insieme verso il 2030”, punto di arrivo di un percorso di studio, ascolto e consultazione partecipata promosso dalla Regione Veneto per delineare le priorità delle politiche regionali del prossimo decennio, in vista della nuova programmazione comunitaria.

La consultazione, allargata a 310 sigle del mondo rurale (associazioni di categoria, enti ed e istituzioni, rappresentanze dei consumatori e mondo della ricerca, comprese le tre università venete), ha consentito di individuare le dieci priorità regionali che orienteranno le politiche per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Veneto fino al 2030.

“Il Veneto è la prima regione e sinora l’unica ad aver organizzato questa forma di programmazione condivisa – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura, Giuseppe Pan  - per definire le priorità strategiche delle politiche regionali e le nostre opzioni per la politica agricola comunitaria post 2020. Il percorso è durato mesi– ha aggiunto Pan – e fa sintesi delle previsioni formulate dal mondo degli esperti e della ricerca (il Crea e le tre università del Veneto) e delle aspettative espresse dai 123 soggetti del partenariato che hanno indicato preferenze e osservazioni nella consultazione online”.

Le dieci priorità regionali, che dovranno orientare bandi, misure e strategie del prossimo decennio, sono:  1. Resilienza e orientamento del settore primario; 2. Integrazione di filiera e territoriale in chiave multifunzionale; 3. Modello agroindustriale integrato e azioni di marketing; 4. Approccio agroecologico per mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; 5. Economia circolare e innovazioni della bioeconomia; 6. Servizi ecosistemici e resilienza territoriale; 7. Sbocchi occupazionali attraverso diversificazione e multifunzionalità; 8. Strategie innovative di sviluppo integrato per l’inclusione sociale; 9. Salubrità dei prodotti e benessere animale valorizzando le risorse locali; 10. Rete integrata del sistema della conoscenza e dell’innovazione.

Possono sembrare solo parole astratte – chiarisce Pan – invece indicano una strategia chiara e condivisa da tutti i nostri operatori: il futuro dell’agricoltura veneta sta nella biodiversità, nella nostra capacità di produrre prodotti più buoni e più sani e di farli conoscere e apprezzare sui mercati, proponendoli al giusto prezzo. La parola chiave sarà ‘sostenibilità’ che non va intesa solo in senso ambientale, ma anche sociale ed economico. Le nostre aziende dovranno conquistarsi il giusto reddito in virtù del valore aggiunto che sapranno garantire in termini di impatto ambientale, rispetto per le condizioni di lavoro, garanzie ai fornitori e ai consumatori, investimenti in ricerca, innovazione ed economia circolare. E’ questa l’agricoltura del futuro che abbiamo in mente e che l’Unione Europea dovrà aiutarci a sostenere, con il prossimo ciclo di programmazione comunitaria. Sappiamo già che nel bilancio comunitario post 2020 ci saranno meno risorse a disposizione e che ci verrà chiesto di investire di più nella sostenibilità ambientale: il nostro obiettivo è fare di più e meglio, compensando i minori incentivi con la valorizzazione sul mercato delle nostre produzioni, innalzando l’efficienza produttiva e i livelli di qualità e di tracciabilità”.

Quattro le parole-chiave finali indicate dalla Conferenza, destinate a fare da stella polare delle strategie agricole del prossimo decennio in Veneto:

- Imprese e territorio, vale a dire  sostenere lo sviluppo delle circa 75 mila imprese agricole e forestali, aiutandole a integrarsi e ad aggregarsi per aumentarne la resilienza;

- Multifunzionalità, per indicare  le innovazioni di processo e di prodotto, la capacità delle aziende di diversificare le attività e di produrre servizi ecosistemici:

- Economia circolare: l’obiettivo è innalzare l’efficienza produttiva, la capacità di riciclo e i livelli di qualità e di tracciabilità delle produzioni per affrontare e mitigare gli effetti del riscaldamento globale e delle crisi climatiche.

- Sviluppo delle aree rurali: l’impegno della Regione Veneto  è assicurare parità di accesso a risorse e infrastrutture e adeguate condizioni di vivibilità alle zone rurali, contrastando i fenomeni di degrado e abbandono e investendo sull’imprenditorialità dei giovani.

La Conferenza finale ha registrato quasi 300 partecipanti, rappresentanti del partenariato regionale del settore primario, e l’interesse di circa un migliaio di ‘addetti ai lavori’ che hanno seguito di persona o in streaming la presentazione del documento strategico regionale. A ricapitolare metodo e obiettivi degli ‘stati generali’ sono stati i direttori regionali del Dipartimento agricoltura Franco Contarin e Gianluca Fregolent. Andrea Povellato del Crea (il Centro per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ha disegnato le prospettive dell’agricoltura veneta nel prossimo decennio e Giuseppe Blasi, capo dipartimento del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, ha illustrato gli sviluppi della Pac post 2020.

A rappresentare il punto di vista degli operatori del mondo rurale sono intervenuti Andrea Colla (presidente provinciale Coldiretti di Venezia), Ludovico Giustiniani (presidente Confagricoltura veneta) Giuseppe Facchin (presidente Cia di Treviso), Annibale Doriano (presidente regionale Confederazione Agricola e Agroalimentare del Veneto), Stefano Zanette (presidente del Consorzio del Prosecco Doc) e Andrea Bertoldi (coordinatore del settore biologico dell'Alleanza delle Cooperative).

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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