AGRICOLTURA E INNOVAZIONE, CORBELLINI: “EDUCARE AD APPROCCIO SCIENTIFICO PER COMBATTERE RESISTENZA A INNOVAZIONI TECNOLOGICHE”

“Innovare significa mirare a un’agricoltura integrata che inglobi armonicamente le nuove tecnologie. Per promuovere una tale prospettiva nasce l'associazione SETA (Scienze e tecnologie per l'Agricoltura), una “rete” che si propone una più corretta rappresentazione della realtà del settore, ispirata a pochi, ma solidi, principi fondamentali, come la fedeltà al metodo scientifico e l’impiego integrato di tutte le tecnologie disponibili, sulla base dei principi di sostenibilità economica, sociale e ambientale.” Così recita il manifesto del gruppo Seta, riunitosi questa sera a Roma nel corso della conferenza, promossa dall’Ardaf, sul rapporto tra scienza, politica e pubblica opinione nell’agroalimentare.

“Dobbiamo abolire e rifiutare le pseudo scienze, il biodinamico al pari dell’omeopatia e dell’astrologia. Serve invece applicare quelle tecnologie che abbiano superato il vaglio del metodo scientifico” dichiara Luigi Mariani, docente di storia dell’agricoltura e coordinatore del gruppo Seta.

“Oggi domina la demagogia, ma noi di Seta abbiamo fiducia nel metodo scientifico per redimere le questioni”.

“La gente vorrebbe un’agricoltura bucolica, che in realtà non esiste e non è mai esistita, rimanendo fossilizzata in un altro tempo. Mentre l’attuale agricoltura è ritenuta un’attività che produce cibo avvelenato e che inquina l’ambiente. L’agricoltura in realtà è un’attività di professionisti che vuole lavorare al meglio e in modo sostenibile.” Così Deborah Piovan, imprenditrice agricola, nel corso del convegno.

“Serve applicare il metodo scientifico e un approccio critico alla realtà fin dall’asilo e la prima infanzia. Sempre di più invece si instilla una cattiva educazione attraverso il marketing, che diseduca il consumatore.

L’agricoltura biologica produce di meno, ma non c’è differenza tra qualità del prodotto o proprietà nutrizionali rispetto all’agricoltura tradizionale”, prosegue Piovan. “In compenso serve molta più terra per produrre con metodo biologico, dobbiamo allora porci anche domande di tipo etico. Dobbiamo puntare ad un’agricoltura sostenibile, perché l’agricoltura è l’unica fonte di cibo sul pianeta, perciò è tanto importante concentrarsi sull’innovazione”.

“Vi è un fenomeno di resistenza culturale in ambito agroalimentare per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche e con Pecoraro Scanio in Italia abbiamo raso al suolo tutta la ricerca in campo biotecnologico” dichiara Gilberto Corbellini, direttore dipartimento di scienze umane e sociali, patrimonio culturali del CNR.

“La comunicazione dovrebbe essere molto più improntata all’ascolto e capire in quale direzione andare. Basti pensare che una delle commissioni che si è occupato di ogm aveva al suo interno un omeopata, è evidente allora che manca troppo spesso un approccio scientifico. Dobbiamo educare ad un approccio e ad un metodo scientifico, ma la conclusione è che piuttosto che avere grandi ambizioni, come cambiare il modo di pensare alle persone, a volte è più efficace fornire alla gente quattro o cinque strumenti cognitivi che possono mettere in allarme di fronte ad affermazioni errate o non scientifiche” conclude Corbellini.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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