AGRICOLTURA, FAVA INCONTRA HOGAN: PAC, VINO, RISO, NITRATI, BANDA LARGA

Sprechi alimentari

“Quello di ieri con il commissario all’Agricoltura dell’Unione europea, Phil Hogan, è stato un incontro molto interessante. Un’ora di colloquio proficuo, che ha permesso alla Lombardia di potersi confrontare direttamente con l’Europa su tematiche agricole di carattere generali nella prima parte e molto lombarde nella seconda. Mi auguro che, come lo stesso Hogan ha confermato, possano ripetersi altri momenti di interlocuzione fra Milano e Bruxelles”.

È positivo il commento dell’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, sugli esiti di un colloquio fra Regione e Unione europea che “non era mai avvenuto prima, era stato costruito per anni e che capita in una fase cruciale per il settore, alle prese con una nuova programmazione comunitaria dopo il 2020 e che finalmente concretizza quello che molti sognano: l’Europa delle regioni e dei territori”.

L’assessore Fava si è detto “colpito dal fatto che il commissario Hogan ha ben presente i numeri della Lombardia e ha riconosciuto il peso dell’agricoltura lombarda nel contesto europeo”.

Una premessa che, nell’ottica della Politica agricola comune, conferma l’orientamento alla flessibilità come necessità, essendo difficilmente omogeneizzabile un intervento dell’Europa in Lombardia o nel sud della Grecia.

“Da Hogan ho avuto risposte soddisfacenti sul Secondo pilastro della Pac – ha precisato Fava – e il commissario mi ha appunto rassicurato sull’applicazione del principio di flessibilità, che nel caso specifico significa per la Lombardia poter accompagnare la crescita dell’agricoltura del territorio, specificando le linee progettuali e le esigenze di un’agricoltura estremamente produttiva come quella lombarda, tema sul quale ci siamo soffermati a lungo, insieme agli aspetti connessi allo sviluppo delle aree rurali”.

La conferma che la direzione della Lombardia è corretta l’assessore Fava l’ha avuta quando il commissario Hogan ha riconosciuto la puntualità dei controlli e le modalità con le quali vengono effettuati, anche grazie alla fotogrammetria”.

Sotto la lente anche questioni tipicamente regionali, come la zootecnia da latte e da carne e, inevitabilmente, la questione dei nitrati. “Ringrazio Hogan perché ho avuto la possibilità di raccontare lo sforzo che è stato fatto dalla Lombardia per dimostrare scientificamente che le connessioni fra agricoltura e inquinamento da nitrati sono estremamente deboli – ha detto Fava -. Purtroppo, il dossier elaborato dalla Lombardia e dall’Università di Milano giace in qualche scrivania a Roma da almeno due anni e lo stesso commissario Ue ha ammesso che non c’è mai stata la volontà dell’Italia di spingere in questa direzione”.

È stato affrontato anche il tema della crisi del riso. “Hogan si è preso l’impegno di completare l’istruttoria nei confronti della Cambogia, per stabilire se esistono i presupposti per l’attivazione della clausola di salvaguardia, fermo restando che la richiesta è di questi giorni e che, solo in presenza di una richiesta formale da parte di uno Stato membro è possibile, per Bruxelles, valutare se sussistono i requisiti”, ha spiegato l’assessore Fava, che ha avanzato anche una soluzione lombarda alla questione, forte del fatto che più del 40% del riso Made in Italy è prodotto nella regione.

“Ho ribadito i contenuti della nota che avevo inviato alcuni mesi fa, alla quale peraltro il commissario aveva risposto – ricostruisce Fava -. Come Lombardia saremmo disponibili a negoziare eventuali tetti di importazione, oltre i quali applicare i dazi. Una proposta senza dubbio atipica, ma che forse è, onestamente, la più realistica”. Entro fine gennaio Hogan si è impegnato a rendere noti alla Lombardia gli esiti dell’istruttoria sul riso.

Altro elemento oggetto di dialogo è stata la banda larga. “Come Lombardia abbiamo reso disponibili quasi 50 milioni di euro, in un programma nazionale gestito da Roma, ma del quale non abbiamo più visto traccia – ha specificato l’assessore -. Il commissario ha garantito che parlerà con il collega commissario all’Agenda digitale, per far presente questa fase di stallo. Gliene sono grato, perché se uno dei capisaldi della nuova programmazione sarà l’innovazione in agricoltura e l’uso delle nuove tecnologie, per noi sarà impensabile applicare nuove tecnologie in aree che non possono essere sostenute da linee adeguate”.

Flessibilità concessa anche per quanto concerne le autorizzazioni degli impianti vitivinicoli. “Al commissario ho spiegato che c’è molta insoddisfazione essenzialmente per due questioni: l’incremento fisso nella misura massima dell’1% e sul tema delle aree marginali, che semplifico nell’accezione dei cosiddetti vigneti di montagna – ha dichiarato Fava -. L’Ue non avrebbe alcuna contrarietà che, nell’ambito concesso dell’aumento vincolante massimo dell’1%, all’interno di ogni singolo Stato Membro si applichi un sistema di autoregolamentazione in modo flessibile. Per cui non vi sono elementi ostativi se, all’interno di ogni singolo Stato, si dovessero stabilire criteri di ripartizione per le riserve destinate ad esempio ai terrazzamenti”.

Un segnale, ancora una volta, per l’assessore, che “l’Europa delle Regioni è possibile, purché il dialogo avvenga senza mediazioni direttamente fra Ue e singole Regioni. Esattamente come accade con la Baviera”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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