AGRICOLTURA, MAGORNO (PD): SEMPLIFICARE E INNOVARE PER AIUTARE I GIOVANI. RIFORMA PAC OCCASIONE DA NON PERDERE

"Dall'Italia può arrivare un contributo importante e strutturale alla riforma della politica agricola comune. In quanto Paese che ha nell'agroalimentare una voce consistente e crescente della propria economia, l'Italia ha i titoli e le competenze per avanzare proposte concrete". Così Ernesto Magorno

Senatore Pd e segretario commissione Agricoltura al Senato

"Prima di tutto: maggiore semplificazione, innovazione, tutela del reddito salvaguardia delle produzioni.

Riteniamo inoltre indispensabile tagliare la burocrazia dei programmi di sviluppo di rurale. Occorre procedere con il ricambio generazionale, che in Italia è stato finora portato avanti con decisione; bisogna investire nelle aree interne che vivono una crisi notevole provocata da massicci fenomeni di spopolamento.

Fondamentali sono poi gli investimenti in ricerca e innovazione.

La riforma della Pac deve rappresentare l’occasione per rafforzare gli strumenti disponibili. Ed è necessario l’utilizzo della superficie agricola per la ripartizione delle risorse finanziarie destinate ai pagamenti diretti.

È importante puntare sullo sviluppo rurale, ma occorrono regole più semplici ed è necessario garantire tempi certi.

Basta con le attese troppo lunghe.

Lo sviluppo rurale è fondamentale per la tenuta socio-economica delle aree più deboli, ma anche per garantire forme importanti di occupazione.

Ma il tutto deve essere orientato alla competitività e all’innovazione.

Rimane di particolare importanza confermare le risorse finanziarie in dotazione anche nella futura Pac, garantendo  regole semplici e meno burocrazia" prosegue Ernesto Magorno.

"La nuova Pac deve guardare con particolare attenzione ai giovani in agricoltura, con una dotazione specifica più alta per l’insediamento di under 40.

Innovazione: la sfida dell'agricoltura di precisione e della ricerca agricola.

C’è bisogno di investimenti europei mirati  per sviluppare piattaforme di elaborazione dei Big data agricoli, per dare continuità alla ricerca e al sostegno delle biotecnologie innovative e sostenibili, agli investimenti in tecnologie e agricoltura di precisione.

Ecco perché la proposta di riforma presentata allo stato non è condivisibile e potrebbe far perdere all’Italia circa 2,7 miliardi. Questo avrebbe un forte impatto negativo sui redditi degli agricoltori. Ragion per cui avanziamo proposte concrete e migliorative, rispondenti alla domanda di qualità e innovazione che proviene dal nostro comparto agricolo".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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