AGRICOLTURA STEP “PRIMARIO” DI TUTTE LE ECONOMIE ITALIANEGUIDI: RETE IMPRESE PER RIDISEGNARE MAPPA PRODUTTIVA SENZA CONFINI

paesaggiook"La caratteristica dell'imprenditore è quella di cogliere i cambiamenti". E di evolversi. Una coscienza comune accomuna il mondo tecnico ed imprenditoriale del settore Primario: L'agricoltura da sola non basta più. Se il presidente di Ismea Arturo Semerari parla ad AGRICOLAE della necessità di un maggiore equilibrio tra produzione agricola e trasformazione industriale e commercializzazione (gdo), il presidente di Confagricoltura Mario Guidi parla dalla Luiss di Roma nel corso del convegno dal titolo Alimenta il Pil, di "Hub". "Nel nuovo governo non più un ministero delle Politiche agricole, ma un hub, un centro nevralgico per lo sviluppo AgroAlimentare" lontano dal modello ministero. "Uno snodo per favorire le collaborazioni tra imprese, allocare correttamente le risorse sui fattori strategici tagliando drasticamente la burocrazia". Un modello piaciuto anche ad Enrico Letta nel corso del suo incontro con Agrinsieme.
Anche perché la creazione del valore si va spostando dal prodotto al processo. "Occorre creare un settore agroalimentare che faccia network attraverso contratti di rete e che trovi nella condivisione - e non nella divisione - le occasioni di crescita". Un'agricoltura intesa quindi come parte integrante del tessuto connettivo dell'economia italiana. Non più come un settore a se stante, ma come lo step primario per avviare un sistema economico che superi i confini dei diversi settori imprenditoriali. "Vogliamo ridisegnare la mappa produttiva delle imprese superando i confini settoriali".
Quattro le linee guida strategiche: rafforzamento organizzativo e competitivo delle imprese agricole; potenziamento del l'offerta agroalimentare italiana; internazionalizzazione; e sviluppo dell'ecosistema d competitività del territorio. Un ecosistema produttivo che operi attraverso un agronetwork comun denominatore del sistema imprenditoriale nazionale. Il progetto si articola nel superamento della frammentazione del comparto e nel potenziamento quantitativo del l'offerta agricola e industriale. Con un orientamento verticale che valorizzi capacità trainante dei comparti manifatturieri e della distribuzione. È il momento di un'agricoltura 3.0 che premi le imprese che fanno innovazione.
"Le risorse pubbliche e i fondi UE non devono andare dispersi", prosegue Guidi, che propone 25 progetti territoriali deputati ad integrare attori di comparti diversi: "il Sud può ripartire proprio grazie al settore agroalimentare ma occorre dare alle piccole e medie imprese gli strumenti adatti", conclude Guidi. "Il valore dell'agronetwork nel suo complesso è del 15 per cento. Più di ogni altro comparto privato".

Parla di una "stagione nuova dell'agricoltura il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. Che si deve però basate su nuove fondamenta. "Dobbiamo avere un progetto per tutte le agricolture del paese", non solo per quelle di nicchia. "Il tema da affrontare è l'efficienza delle filiere e come queste arrivano sul mercato". "Il valore non può rimanere ancorato al prodotto ed è quello che accade se non lo si trasferisce al 'processo'. Poi Gardini parla di Pac: "non sono sicuro che in questi anni le risorse UE siano andate nella direzione giusta, a chi fa impresa e mercato. È stata una Pac più sociale che economica". "Giusto chiamarla agroindustria, una catena lunga che contiene in sé la produzione, l'industria e i servizi. Un settore che può rilanciare l'economia del paese", spiega il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera in un video messaggio. "Sono pochi i settori che pur già grandi possono raddoppiare". "Voglio farmi carico dell'idea di base di questo progetto ambizioso, seppur diffide da realizzare", spiega Enrico Letta. Anche perché rimane importante l'internalizzazione. "Metà del lavoro del ministro dell'Agricoltura - spiega Letta - è quello di 'litigare' con i colleghi europei di Bruxelles. Ma questo non può avvenire se il ministro cambia ogni anno: sarà nostro impegno dare continuità a chi andrà a capo del Mipaaf". Infine Letta: "se non investiamo in questo settore mi chiedo in quale altro comparto si debba investire". Un progetto da realizzare anche per Maurizio Gasparri, "fare sistema a livello nazionale e semplificare burocrazia, compito di chi fa politica". Poi Gasparri parla di "politiche di impresa" per far crescere le aziende. "Siamo a metà del guado" per il ministro delle Politiche agricole Mario Catania. "Dobbiamo ridare all'agricoltura quella centralità che merita in un contesto economico che punti su tutte le valenze positive che ne conseguono", da quella ambientale a quella salutistica. Una visione rinnovata " in cui si torna a crescere con un modello migliore". Dobbiamo continuare insieme con un'unica stella polare: far tornare l'agricoltura centrale", conclude Catania.

alm

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