CORONAVIRUS: GLI OLIVICOLTORI PUGLIESI DONANO VENTILATORI POLMONARI, TUTE E MASCHERE AL PRONTO SOCCORSO DEL POLICLINICO DI BARI

Gli olivicoltori pugliesi scendono in campo accanto a medici e infermieri che ogni giorno lottano contro il coronavirus.

Nove respiratori/ventilatori polmonari, cento maschere facciali per ventilazione, duecento tute di protezione sono stati messe a disposizione del Pronto Soccorso del Policlinico di Bari.

È questo il contributo nella lotta all’emergenza coronavirus dei produttori olivicoli pugliesi della O.P. Oliveti Terra di Bari, società che racchiude le cooperative olivicole di Bitonto, Terlizzi, Molfetta, Ruvo di Puglia, Corato, Minervino, Toritto, socia di Italia Olivicola, dei responsabili del centro di imbottigliamento e stoccaggio Finoliva Global Service e della Cia-Agricoltori Italiani Puglia.

I dispositivi di protezione saranno consegnati nelle mani del primario del pronto soccorso del Policlinico, Vito Procacci, e di Francesco Incantalupo, dirigente medico del pronto soccorso del nosocomio barese.

“Non saremo mai abbastanza grati a medici ed infermieri che ogni giorno combattono contro questo maledetto virus – ha dichiarato il Presidente della OP Oliveti Terra di Bari, Gennaro Sicolo -. Questa donazione è il nostro modo per ringraziare gli eroi col camice bianco e per contribuire nel nostro piccolo a questa guerra difficile. Ognuno deve fare la propria parte in questa battaglia perché, come dice Papa Francesco, nessuno si salva da solo”.  




TARICCO: NECESSARIO PUNTARE SU INVESTIMENTI NELL’AGROALIMENTARE PER FAR RIPARTIRE I TERRITORI

Il Senatore Mino Taricco, in sede di conversione del Decreto “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, presenta una proposta volta a rilanciare   il comparto agroindustriale quale settore con funzione strategica nella valorizzazione di ogni opportunità di investimento che permettano una prospettiva di crescita dei territori

 

Ai sensi del Codice dell’ambiente, per la sola verifica di assoggettabilità a VIA dei progetti di investimento si stima una media di 100-120 giorni cui poi, in caso di necessità di VIA si devono aggiungere almeno altri 180 giorni. Sono tempi estremamente lunghi e anche per le pratiche che richiedono il “Provvedimento autorizzatorio unico regionale” – progetti sottoposti alle procedure di Valutazione di impatto ambientale di competenza regionale e provinciale ed altre autorizzazioni quali AIA, ecc…- le tempistiche sono sostanzialmente analoghe, e possono senza fatica portare anche ad un anno dalla presentazione la possibilità di partire con gli investimenti.

 

 “La situazione in cui sta vivendo il nostro Paese oggi giorno – precisa il Senatore Taricco, ed in cui si troverà ad operare a causa dell’emergenza da COVID-19, avrà conseguenze sul piano economico e di prospettiva di sviluppo. Per questo motivo sarà fondamentale valorizzare ogni opportunità di investimento che preveda una prospettiva di crescita del nostro territorio e sicuramente il comparto agroalimentare e agroindustriale in tutto ciò avrà una funzione strategica, e i tempi che attualmente la procedura prevede mal si confanno a questo contesto.

 

Sarà fondamentale che tutti i progetti sostenibili ed in grado di rimettere in moto i territori possano esprimere tutte le loro potenzialità, e bisogna velocizzare la scansione temporale con cui gli investimenti potranno realizzarsi, eliminando, soprattutto per un comparto come quello agroalimentare e della trasformazione molto collegato ai territori, e soprattutto per i progetti nei quali non sono previste modifiche dell’oggetto produttivo, ogni possibile ritardo nell’avvio degli investimenti anche riducendo i tempi non essenziali dei procedimenti.

 

Al Governo abbiamo chiesto di valutare la possibilità di introdurre, nel primo provvedimento utile, una riduzione dei tempi di pubblicazioni, osservazioni e chiusura dei procedimenti, almeno per tutto l’anno 2020, specie nel caso di investimenti di ampliamento di impianti produttivi che abbiano quindi già ottenuto precedenti verifiche, al fine di rendere più celere l’avvio di investimenti importanti per la ripresa dei nostri territori” conclude così il Senatore Mino Taricco




CORONAVIRUS: COLDIRETTI, BENE UE SU FRONTIERE APERTE A STAGIONALI

“Bene la Commissione UE che ha raccolto l’appello lanciato da Coldiretti per l’apertura di corsie verdi per la libera circolazione dei lavoratori agricoli all’interno dell’Unione Europea per garantire le produzioni agricole e le forniture alimentari alle famiglie” è quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente l’esortazione dell’Esecutivo di Bruxelles a istituire procedure specifiche per facilitare il passaggio di tali lavoratori alle frontiere nell’ambito della Comunicazione sulle linee guida relative la libera circolazione dei lavoratori durante l’emergenza COVID 19. La Commissione ha riconosciuto che – spiega Coldiretti – alcuni settori dell’economia, in particolare quello agricolo, dipendono in larga misura da occupati stagionali che “svolgono funzioni critiche di raccolta, piantagione o cura” e per tale ragione “esorta gli Stati membri a istituire procedure specifiche per garantire un passaggio agevole” a queste persone specificando che verrà attivato anche – evidenzia la Coldiretti – il Comitato tecnico per la libera circolazione dei lavoratori per individuare le migliori soluzioni da estendere a tutti gli Stati membri per consentire ai lavoratori di operare “senza indebiti ostacoli”.

 

Secondo le stime della Coldiretti con la chiusura delle frontiere nell’Unione Europea manca quasi un milione di stagionali per le imminenti campagne di raccolta nelle campagne dei principali Paesi agricoli, con l’UE che rischia di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per un valore si 151,2 miliardi di euro con un surplus commerciale nell’agroalimentare di 31,9 miliardi. Tutti i principali Paesi agricoli dell’Unione fanno affidamento su lavoratori provenienti anche da altri Stati ed in Francia si stima manchino 200mila stagionali rumeni, polacchi, tunisini, marocchini che ogni anno contribuiscono ai raccolti mentre in Gran Bretagna gli agricoltori stanno lottando per trovare persone raccogliere lamponi e patate e in Germania c’è da colmare il vuoto di circa 300mila unità lasciato dagli stagionali polacchi e rumeni che pesa anche sulla Spagna rimasta, ad esempio, senza i consueti 10 mila lavoratori stagionali marocchini impegnati nella raccolta fragole.

 

La situazione più grave è però in Italia dove e a rischio – sottolinea la Coldiretti – c’è più di ¼ del Made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere con 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero, fornendo il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo l’analisi della Coldiretti.  Sono molti i “distretti agricoli” del nord dove i lavoratori immigrati rappresentano una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso – evidenzia la Coldiretti – della raccolta delle fragole e asparagi nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva, delle mele, delle pere e dei kiwi in Piemonte, dei pomodori, dei broccoli, cavoli e finocchi in Puglia fino agli allevamenti e i caseifici della Lombardia.

 

La comunità di lavoratori agricoli più presente in Italia – spiega Coldiretti – è quella rumena con 107591 occupati, davanti a marocchini con 35013 e indiani con 34043, che precedono albanesi (32264), senegalesi (14165), polacchi (13134), tunisini (13106) e bulgari (11261). In Italia su sollecitazione del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova è intervenuto per prorogare i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne.

 

“A livello nazionale è ora necessaria però subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “il momento attuale rende necessaria una radicale semplificazione per favorire la diffusione di uno strumento con importanti effetti sull’economia e il lavoro e che si era dimostrato valido nel favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso”.




CORONAVIRUS, CONFAGRICOLURA: PROROGA INDICAZIONE DI ORIGINE RISPONDE A ESIGENZA DI TRASPARENZA DEI CONSUMATORI

“Ai ministri Bellanova e Patuanelli va il nostro ringraziamento per la decisione di prorogare l’obbligo di indicazione dell’origine su alcuni prodotti – grano, riso e pomodoro – che sono alla base della migliore dieta al mondo: quella mediterranea”.

E’ il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, alla proroga fino al 31 dicembre 2021 della normativa vigente in materia di origine dei prodotti.

“La decisione ministeriale risponde all’esigenza di informazione e trasparenza nei confronti dei consumatori. – sottolinea Giansanti – Soprattutto in questo momento di crisi, la scelta consapevole dei prodotti che arrivano dalle imprese e dagli allevamenti italiani può dare una grossa mano ai nostri produttori impegnati a garantire la sicurezza alimentare.

Anche in Francia – segnala Confagricoltura – il governo ha deciso di prorogare la normativa interna sull’origine dei prodotti lattiero-caseari a base di carne, introdotta per la prima volta nel 2017. Il ministero dell’Agricoltura, nel motivare la decisione, ha anche indicato che l’obbligo di etichettatura non ha avuto effetti sui prezzi finali.

“A questo punto, per evitare che gli Stati membri procedano in ordine sparso su una questione delicata come l’alimentazione – conclude Giansanti – occorre un’iniziativa europea – per armonizzazione le regole in materia di corretta e trasparente informazione dei consumatori”.




COVID-19, BELLANOVA: NO A PRATICHE SLEALI, MINISTERO IN CAMPO

pratichesleali@politicheagricole.it: aperta la possibilità di inviare segnalazioni da parte di organizzazioni agricole, associazioni di produttori e altri soggetti aggregati

“La filiera agroalimentare italiana sta dando dimostrazione di grande responsabilità nel garantire l’approvvigionamento di cibo e bevande ai cittadini italiani. Uno sforzo imponente dal campo fino ai punti di vendita, che vede coinvolte migliaia di lavoratrici e lavoratori. In questo contesto non c’è e non ci deve essere spazio per i comportamenti sleali. Vietate prima, intollerabili oggi, anche dal punto di vista etico dobbiamo evitare che si possano attivare pratiche sleali a danno degli anelli più deboli della filiera.

Per questo come Ministero abbiamo deciso di dare la possibilità a organizzazioni agricole, consorzi, associazioni di produttori e soggetti aggregati di fare segnalazioni collettive di richieste anomale da parte degli acquirenti rispetto alla crisi in corso nel pieno spirito della Direttiva europea 633 del 2019. Chi pensa di poter approfittare di questa fase di emergenza per distorcere i rapporti di filiera non può agire indisturbato. Dobbiamo difendere il lavoro di tutti, nel pieno rispetto dei ruoli e delle funzioni, dimostrando ancora una volta che l’Italia sa unirsi e sa combattere insieme anche nelle situazioni più difficili”.

Così la Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova interviene annunciando la possibilità di segnalare potenziali pratiche sleali di mercato nella filiera agroalimentare da parte di organizzazioni agricole, associazioni di produttori e altri soggetti aggregati.

“Già nel Dl del 2 marzo”, sottolinea Bellanova, “abbiamo previsto multe da 15 a 60mila euro per chiunque metta in atto pratiche sleali tra acquirenti e fornitori, colpendo il made in Italy e dannegiando la nostra reputazione. Soprattutto in questo momento chi mette in campo concorrenza e pratiche sleali fa un danno enorme al Paese e ai cittadini. Non possiamo consentirlo in alcun modo”.

Per inviare le segnalazioni è stata aperta la casella di posta elettronica  pratichesleali@politicheagricole.it.

Le segnalazioni saranno poi inoltrate all’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato per evitare speculazioni.




CORONAVIRUS, COLDIRETTI: CONTRO FAME ARRIVA SPESA SOSPESA DA CONTADINO

Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare, direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica arriva l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio”. Lo annuncia la Coldiretti nel sottolineare che i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica diffusi lungo la Penisola possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta però di frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica andranno a consegnare gratuitamente alle famiglie bisognose in accordo con i Comuni. Le iniziative di solidarietà partono da domani 31 marzo dalle ore 9,30 in tutta Italia come a Milano dove pacchi salva dispense saranno consegnati ad alcune famiglie del quartiere di case popolari vicino al mercato contadino di Porta Romana, mentre a Roma verranno donati frutta, verdura, riso e pasta alla Casa di accoglienza delle Piccole Sorelle in piazza San Pietro in Vinci 6 fino in Puglia a Brindisi dove avverrà la consegna dei prodotti agricoli e agroalimentari donati dagli agricoltori del Mercato contadino di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi dove avverrà la consegna dei prodotti agricoli e agroalimentari donati dagli agricoltori del Mercato contadino di Campagna Amica di Via Appia 226 di Brindisi alla mensa diocesana degli indigenti della parrocchia della Cattedrale. Per informazioni www.campagnamica.it. Si tratta di una azione di grande responsabilità dell’agricoltura italiana in una situazione in cui le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, hanno aggravato la situazione e aumentato il numero dei quasi 2,7 milioni di persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Relazione annuale Fead del giugno 2019.  Ad essere in difficoltà – conclude la Coldiretti – sono tra le categorie più deboli quasi 113mila senza fissa dimora, oltre 225mila anziani sopra i 65 anni, e 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni che ricevono aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead.




CORONAVIRUS, ECCO IL RAPPORTO ISMEA SU MONITORAGGIO FILIERE AGROALIMENTARI. SETTORE, TRANNE PESCA E FLOROVIVAISMO, RISENTE POCO. MA MANCA MANODOPERA E MATERIA PRIMA

All’indomani delle misure restrittive adottate dal Governo italiano in risposta all’epidemia di Covid-19, l’ISMEA ha tempestivamente avviato un monitoraggio delle filiere agroalimentari, analizzando l’evoluzione delle principali variabili dei mercati nelle diverse fasi di scambio (origine, ingrosso e dettaglio).

 

Il rapporto è articolato in un’analisi dei trend dei consumi delle famiglie italiane, un’analisi di dettaglio sulla situazione di mercato e dei prezzi di tutte le filiere  agroalimentari e riporta i primi risultati di un’indagine ad hoc sviluppata in questi giorni su un panel di imprese agricole e alimentari.

 

L’analisi restituisce l’immagine di un settore che, con l’eccezione rappresentate dal florovivaismo e dalla pesca,  risente meno della situazione di crisi e, pure nella necessità di affrontare numerose criticità, è ancora sotto controllo in termini di tenuta e capacità di garantire l’approvvigionamento dei mercati finali.

 

Tuttavia, la veloce evoluzione del contesto, anche a livello internazionale, potrebbe rapidamente mutare gli scenari in cui stanno operando i settori. Già rispetto alle prime settimane di crisi analizzate nel Rapporto, la situazione complessiva è mutata in maniera anche radicale. La progressiva chiusura del canale Horeca, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, ad esempio, ha sottratto un canale di sbocco importantissimo per i prodotti di posizionamento alto e medio-alto (per esempio vino o formaggi) e che assorbe percentuali rilevanti dei flussi complessivi di export.

 

In ottica prospettica potrebbero poi palesarsi ulteriori difficoltà. Nelle imprese comincia a essere problematica la carenza di manodopera, a cui si aggiungono criticità a livello di logistica e trasporti. Inoltre la paventata chiusura delle frontiere di alcuni Paesi esteri potrebbe causare problemi per l’approvvigionamento di materie prime da trasformare o di prodotti finiti per il quale il nostro Paese non è autosufficiente.

 Per scaricare il rapporto completo cliccare al link sottostante.

REPORT COMPLETO




CORONAVIRUS. SCHENK ITALIAN WINERIES DONA 45 MILA EURO PER L’EMERGENZA SANITARIA DI TRENTO, BOLZANO E TREVISO

L’amico si riconosce nel momento del bisogno ed è con questo spirito di sostegno e vicinanza a chi lotta ogni giorno negli ospedali per combattere l’epidemia Covid-19, che Schenk italian Wineries ha deciso di devolvere 45 mila euro per l’acquisto di materiale sanitario a supporto dello straordinario lavoro che stanno facendo medici, infermieri e tutti gli operatori degli ospedali di Trento, Bolzano e Treviso. Non vogliamo far mancare il nostro aiuto al territorio in cui viviamo e lavoriamo e vogliamo dare il nostro contributo alla lotta per fermare questa epidemia. Insieme si può”.

Con queste parole Daniele Simoni, amministratore delegato di Schenk Italian Wineries, comunica la decisione dell’azienda di aderire all’iniziativa #sosteniamounospedale attraverso la donazione di 45 mila euro a supporto dell’acquisto di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari, nonché attrezzature medicali per potenziare le terapie intensive degli ospedali di Trento, Bolzano e Treviso, a cui andranno 15 mila ciascuno.  

 

Una donazione che si rivolge nello specifico ai territori del Trentino Alto Adige, dove Schenk Italia Wineries ha la propria sede, e del Veneto dove a Vidor il gruppo è presente con l’azienda Bacio della Luna.

 

Come operatori del settore vitivinicolo conosciamo bene lo sforzo che serve oggi per mantenere attiva la produzione e assicurare al contempo la massima tutela ai nostri lavoratoriconclude Simoni. Per questo non vogliamo far mancare il nostro aiuto a chi necessita velocemente di apparecchiature e strumenti per svolgere al meglio il proprio ruolo di custode della salute pubblica”. 




AGROALIMENTARE, M5S: CON PROROGA DECRETI SU ETICHETTATURA DI ORIGINE, ACCOLTO NOSTRO APPELLO A TUTELA DEI CONSUMATORI

“Accogliendo la nostra proposta Mipaaf e Mise hanno firmato la proroga al 21 dicembre 2021 dell’indicazione di origine obbligatoria per pasta, riso e derivati del pomodoro. L’indicazione dell’origine degli alimenti è una garanzia importante per il settore agroalimentare del nostro Paese e il MoVimento 5 Stelle si è messo da subito al lavoro affinché i ministri competenti si attivassero immediatamente per prorogare l’efficacia di questi provvedimenti.  In questo momento difficile agricoltori, allevatori e produttori, ma anche i cittadini, hanno bisogno di essere tutelati”. Lo dichiarano in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle della commissione Agricoltura alla Camera.

“Per questo siamo soddisfatti dell’operato del governo per garantire informazioni adeguate sugli alimenti, che limitino quanto più possibile le preoccupazioni dei cittadini. Ogni  prodotto che è stato inserito nei decreti, rappresenta un pezzo importante del nostro patrimonio agroalimentare, e noi continueremo a lavorare e vigilare affinché tutti i consumatori ricevano una tutela fondamentalmente come l’etichettatura d’origine”, concludono.

*I deputati della commissione sono disponibili per approfondimenti e interviste sull’argomento.




ETICHETTATURA, MIPAAF: PROROGATO AL 31 DICEMBRE 2021 OBBLIGO INDICAZIONE ORIGINE

Prorogato fino al 31 dicembre 2021 l’obbligo di indicazione dell’origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell’origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati.
I Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, hanno firmato oggi il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018.“L’Italia – hanno dichiarato i Ministri Bellanova e Patuanelli – si conferma all’avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni al consumatore in etichetta. Non possiamo pensare a passi indietro su questa materia e per questo abbiamo deciso di andare avanti. Diamo certezze alle imprese di tre settori chiave per l’agroalimentare italiano. Chiediamo anche all’Europa di fare scelte coraggiose nell’ambito del Green Deal e della strategia ‘Farm to Fork’, introducendo a livello europeo l’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti. Chiediamo ancora una volta alla Commissione di andare incontro anche alle richieste delle imprese, che oggi devono fronteggiare i danni da COVID-19, e di spostare di almeno un anno l’applicazione del regolamento 775. Una norma che non ci piace e alla quale oggi, con tante imprese che producono imballaggi chiuse in Europa, è difficile adeguarsi”.

COSA SI TROVA SULLE ETICHETTE ITALIANE
GRANO/PASTA
Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;
c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

RISO
Il provvedimento prevede che sull’etichetta del riso devono continuare a essere indicati:
a) “Paese di coltivazione del riso”;
b) “Paese di lavorazione”;
c) “Paese di confezionamento”.

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura “Origine del riso: Italia”.
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

POMODORO
Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.
ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA
Le indicazioni sull’origine devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.​