AGROALIMENTARE TRAINA EXPORT MADE IN ITALY

dieta-Made-in-Italy"Non e' il momento di parlare di alleanze ma di mettere in campo i contenuti" twitta il ministro delle Politiche agricole Mario Catania. A poco più di un mese dalle elezioni tutti in campo per presentare i propri programmi. Si parla di fondi pubblici, di tasse, di Imu e di politica. Ma si parla poco di agricoltura, settore strategico per rilanciare l’economia reale del paese. E l’unico che apre le porte dell’Italia all’export. Con la crisi, quasi la metà delle famiglie ha alleggerito il carrello della spesa, riducendo ad esempio le quantità acquistate di ortofrutta (il 41,4 per cento) e di carne e pesce (il 38,5 per cento). Per fortuna, però, il “made in Italy” agricolo vola sui mercati esteri, registrando a novembre un incremento delle vendite oltreconfine del 6,5 per cento tendenziale, che arriva quasi a doppiare la crescita media delle esportazioni (+3,6 per cento annuo). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati sul commercio estero diffusi oggi dall’Istat.
Nonostante le difficoltà del settore, che sconta un’assoluta mancanza di politiche “ad hoc” e aumenti incredibili dei costi produttivi e degli oneri fiscali -sottolinea la Cia- l’agricoltura si dimostra molto vitale ed economicamente strategica per il Paese. Soltanto l’export di frutta e verdura vale 4 miliardi di euro l’anno, ma c’è ancora un enorme margine di crescita sui mercati stranieri, tanto più che la domanda mondiale, sostenuta proprio dai paesi Bric, è passata da 70 a 170 miliardi di dollari in pochi anni. E’ chiaro però -aggiunge la Cia- che bisogna rafforzare la capacità delle imprese agricole di esportare e investire all’estero, creando strumenti normativi che le sostengano direttamente, semplificando e razionalizzando le risorse, lavorando sulla frammentazione dei soggetti e sulla mancanza di innovazione, promuovendo i prodotti agricoli sulle vetrine internazionali come già si fa per pasta, vino e parmigiano. Con una quota complessiva di 25 miliardi di euro nel 2012 (+8% sul 2011) e con la previsione ICE di 32,1 miliardi di euro nel 2015, l’alimentare – rileva invece Federalimentare - registra una storica crescita, diventando primaria voce del made in Italy. Diversa la situazione in Usa dove il segretario all’Agricoltura Tom Vilsack dichiara: “Il presidente Obama ed io condividiamo un profondo apprezzamento per l’America rurale e il suo potenziale illimitato negli anni a venire per alimentare una popolazione in crescita mondiale, rivoluzionare l’energia degli Stati Uniti, proteggere ulteriormente le nostre risorse naturali e creare più posti di lavoro qui a casa. Continueremo a sollecitare il Congresso per passare un disegno di legge alimentare, l’agricoltura e l’occupazione”.

Neo

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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