AL VIA B/OPEN, RASSEGNA DEDICATA AL BIOFOOD. TUTTE LE DICHIARAZIONI DI ISMEA, ASSOCERTIBIO, AIAB, ASSOBIO, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, FEDERBIO E MIPAAF

B/Open, la rassegna dedicata al bio foods & Natural self-care, inaugura oggi la serie di webinar dedicati alla formazione. L'evento, in programma a Veronafiere il 23 e 24 novembre 2020, accende i riflettori sul mondo del biologico in Italia.

B/Open, il primo appuntamento di formazione digitale, è titolato "l bio in Italia nell’era Covid: superfici, operatori e aziende (e un focus sulla filiera olivicola)" e presenterà le analisi elaborate dell’Osservatorio Dati istituito da Assocertbio, l’Associazione degli organismi di certificazione del biologico.

 

B/OPEN, ISMEA: GAP DI PREZZO TRA OLIO BIO E NON BIO È DEL 42%

B/Open, Riccardo Meo, Direzione servizi per lo sviluppo rurale di Ismea, parla della filiera ovicola biologica, di cui l'Ismea si è occupata. "La GDO in questa fase ha veicolato i consumi insieme all'E-commerce. In particolare l'olio bio ha continuato a crescere nel corso degli ultimi 10 anni. Il 68% dell'olio bio della GDO si concentra nell'Italia settentrionale, ma durante il lockdown, fino al 17 maggio il settore olivicolo bio è cresciuto del 15%, rispetto al 7% del non bio. Nel 2019 il gap di prezzo tra olio bio e non bio è stato del 42% di media, su tutto il territorio italiano, questo per i prezzi all'ingrosso, mentre questo differenziale sale al 66% nelle vendite al consumo".

B/OPEN, CALLERIS: OLIVO QUINTA COLTURA BIO AL MONDO

B/Open, Roberta Callieris, Mediterranean Agronomic Institute of Bari, sottolinea l'importanza dell'Olivo, "quinta coltura bio al mondo, tanto da aver superato l'8% delle superfici biologiche mondiali. L'Italia è al secondo posto nelle superfici utilizzate, dietro la Tunisia e davanti la Spagna con il 26,70% del totale. In Italia, in particolare, ci sono 238mila ettari utilizzati per la coltura bio dell'Olivo, il 23% del totale. Gli operatori sono quasi 45mila, mentre i frantoi sono 1600. Gli etichettatori sono saliti dai 166 del 1996 ai 4138 del 2018. Da questi numeri emerge come molte olive non vengano valorizzate come dovrebbe essere, il potenziale di trasformazione potrebbe essere più elevato. Oggi quasi la metà dell'olio bio viene importato, soprattutto dalla Tunisia e per questo andrebbe introdotto un sistema di certificazione semplificato, soprattutto per i piccolo produttori e per i frantoio a basso volume

B/OPEN, ASSOCERTIBIO: TREND IN CRESCITA PER CERTIFICAZIONI

B/Open, Riccardo Cozzo, presidente di Assocertbio, ha analizzato l'andamento dei primi 5 mesi del 2020, quelli colpiti dal Lockdown. Assocerctbio certifica circa il 95% degli operatori del biologico e questo facilità il monitoraggio del settore. "L'anno passato c'è stata una frenata nella crescita degli operatori certificati, scesa all'1,35%, anche a causa delle procedure burocratiche, che andrebbe ridotta a favore dei controlli tecnici. Nel 2020 c'è una sostanziale tenuta, un dato importante alla luce delle difficoltà vissute in questi primi 5 mesi. Abbiamo inoltre segnali di ripresa per giugno e una ripresa nella seconda metà dell'anno, così da tornare ai livelli del 2019. Il dato interessante emerge dall'aumento di produttori vegetali solo bio, aumentati del 6% in questo 2020. Il trend, dunque, sarà ancora moderatamente in crescita".

B/OPEN, AIAB: PIANO COLAO METTE AGRICOLTURA IN SECONDO PIANO

B/Open, Vincenzo Vizioli, Vicepresidente del Consiglio Direttivo Federale AIAB, boccia il piano Colao: "La parte agricola è stata messa in secondo piano. L'agricoltura biologica non è stata concepita come motore di sviluppo. Siamo su posizioni di retroguardia sulla Pac. Sul Farm to fork il governo è defilato in Europa. Il biologico è tenuto dai consumatori e non dagli incentivi della politica. Il piano strategico elaborato all'Expo di Milano è rimasto sulla carta, mentre oggi il decreto rotazioni è un oltraggio ai principi dell'agronomia, è un biologico che non si può chiamare tale. Continuiamo a proporre proposte di sviluppo dei territori, ma per l'ennesima volta chi cresce sono gli importatori: questa è miopia dei ministeri e delle associazioni di categoria. Se la domanda cresce, possibile che dobbiamo rispondere con le importazioni? Dobbiamo applicare una politica del biologico, di sostegno".

B/OPEN, ASSOBIO: SERVE MAGGIORE TRACCIABILITA

B/Open, Roberto Zanoni presidente Assobio, chiede una maggiore attenzione sulla tracciabilità: "Serve una piattaforma validata dal Ministero e utilizzata da tutti. Gli operatori sarebbero tutti molto felici di questa soluzione e di tranquillità. I dati sono positivi nella crescita dei consumi, anche in pieno periodo Covid, A giugno i dati indicano una crescita del 19%. La legge sul bio è impantanata alla camera e dobbiamo impegnarci a farla approvare, sarebbe un riconoscimento del nostro settore e spero che tutti ci diano una mano.

B/OPEN, COLDIRETTI: OCCORRE MAGGIORE SFORZO PER USCIRE DA ‘EQUIVOCO’

B/Open, Francesco Giardina, responsabile Associazione produttori biologici Coldiretti, chiede un maggiore forzo per uscire da quello che definisce un equivoco: "Ci siamo dimenticati della parte agricola quando parliamo di biologico. L'agricoltura è centrale invece e va ribadita con forza. Oggi nemmeno il 10% del nostro olio viene certificato, ma contemporaneamente continuano a crescere le importazioni, oltre tutto spesso non conformi. Solo per fare un esempio, il 31% del grano bio importato non risulta conforme. Dobbiamo quindi riportare al centro le aziende agricole, il biologico è secondario rispetto all'appartenere al mondo contadino, almeno per i nostri iscritti, che devono essere tutelati e promossi".

B/OPEN, CONFAGRICOLTURA: DIMINUISCONO SUPERFICI IN CONCESSIONE

B/Open, Luigi Tozzi, responsabile Ufficio Qualità e sicurezza alimentare di Confagricoltura, ha parlato della diminuzione delle superfici in concessione: "Questo probabilmente dipende dalla saturazione del mercato e questo è un fenomeno preoccupante soprattutto se la Farm to Fork prevede un aumento delle superficie, una soluzione non utile. Legare l'aumento del bio con l'aumento delle aree non serve a nulla. Le politiche devono essere fatte in questa prospettiva. La domanda cresce e il bio non è sufficiente se il mercato fa aumentare le importazioni. Per questo bisogna spingere sulla semplificazione, che è un cambio di mentalità, il controllo fa fatto sul processo e non sulle carte, come succede oggi. Con il Farm to Fork rischiamo solo di favorire le importazioni, perché le condizioni imposte all'agricoltura biologica sono onerose e non potremo mai imporle ai paesi extra Ue, provocando un gap".

B/OPEN, FEDERBIO: IL NON BIOLOGICO COSTA TROPPO POCO

B/Open, Andrea Bertoldi, vicepresidente di Federbio ha parlato del differenziale tra i prezzi bio e non bio: "Il non biologico costa troppo poco, così non si riesce a fare reddito. Dobbiamo dare il giusto valore ai prodotti, in particolare per quelli certificati, perché non scaricano sulla collettività dei costi che poi lo stato deve pagare. In un certo modo noi facciamo prevenzione, sull'alimentazione non dobbiamo risparmiare e per questo dobbiamo fare informazione su quello che chiamiamo "il giusto prezzo". Ricordiamo che gli agricoltori sono coloro che custodiscono il territorio e per questo vanno salvaguardati, dobbiamo aiutare il cambio generazionale, ma i giovani vanno incentivati con il giusto guadagno".

B/OPEN, BARBIERO, MIPAAF: STANZIATO GIA 10 MLN DI EURO

B/Open, Roberta Barbiero, dirigente del ministero delle Politiche agricole - Agricoltura biologica e Sistemi di qualità alimentare nazionale e affari generali, ha voluto replicare alle critiche per l'inazione del Mipaaf: "Abbiamo stanziato 10 milioni di euro, per il 2020 per le mense scolastiche per il bio, oltre a altri 5 milioni annui per la ricerca dedicata all'agricoltura biologica. Siamo sempre aperti alle proposte portate al tavolo tecnico con le regioni, tanto da finanziare anche ricerche nell'agricoltura biodinamica. Con la nuova legge vogliamo focalizzare l'attenzione del consumatore sulla materia prima del prodotto".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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