ALLEANZA PESCA: NON TELECAMERE A BORDO PER CONTROLLARE EQUIPAGGIO

E ora l’Europa vuole anche mettere le telecamere a circuito chiuso a bordo dei pescherecci. Dopo le dimensioni delle reti, le taglie dei pesci, questa è la volta di sistemi di registrazione da installare a bordo delle imbarcazioni. È l’allarme lanciato dall’Alleanza delle Cooperative pesca in merito alla revisione del regolamento sui controlli nel settore, che si preannuncia ancora più severa nei confronti degli adempimenti imposti alle imprese. Una preoccupazione espressa in una lettera inviata ai coordinatori di tutti i gruppi politici italiani della Commissione pesca del Parlamento europeo e sottoscritta anche dai sindacati e dalle altre sigle datoriali. “Una impresa ittica su due rischia di scomparire piegata dalla crisi, ingenerata dalla pandemia. Occorrono liquidità e iniziative per favorire i consumi e valorizzare le produzioni. No a paletti assurdi che esasperano l’attività degli operatori, imponendo ulteriori lungaggini burocratiche, mentre il mondo produttivo chiede a gran voce una semplificazione”, sottolinea l’Alleanza. E invece le modifiche proposte nel regolamento vanno nella direzione di un inasprimento delle sanzioni ed una ulteriore complessa articolazione delle procedure di controllo  che “non tengono in considerazione la differente condizione del Mediterraneo  rispetto ad altri mari e violano, come nel caso delle telecamere, la privacy a bordo. Un sistema fortemente invasivo, che inverte completamente l’onere della prova ispirandosi a principi di presunzione di colpevolezza”, afferma l’Alleanza. “Il sistema delle infrazioni gravi, con tutto il carico sanzionatorio che si porta dietro, ha contribuito a creare distorsioni eccessive tra pescatori appartenenti a differenti marinerie, oltre che tra pescatori Ue e extra-Ue. Nuovi inasprimenti potrebbero far aumentare questi squilibri, creando una ulteriore penalizzazione in aggiunta a quelle dei tanti dumping già subiti dalla pesca europea”, conclude l’Alleanza nel chiedere all’Europa di respingere le proposte di modifiche del regolamento sui controlli, così come sono state pensate, e dare vita, invece, ad una riforma che coniughi il rispetto delle regole con la possibilità di fare impresa.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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