AMARONE, LE ‘FAMIGLIE D’ARTE’ CAVALCANO DECISIONE EUIPO: ABBIAMO RAGIONE. CONSORZIO VALPOLICELLA: NON FACCIAMO CONFUSIONE, SENTENZA DEL TRIBUNALE E’ LEGGE

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Continua la querelle tra le Famiglie d'Amarone d'arte (che per il tribunale delle imprese di Venezia non esiste più e il consorzio della Valpolicella

La denominazione sociale “Le famiglie d’Amarone d’arte” non esiste più. Almeno per ora e quanto meno a livello legale. Il tribunale delle imprese di Venezia ha parlato chiaro in seduta collegiale: si tratta di concorrenza sleale, va tolto il marchio dalle bottiglie, cancellare il sito ed eliminare il regolamento. Manifesto compreso. Solo in questi giorni le 13 aziende della società sono venute a conoscenza di una decisione degli uffici dell’Euipo (Ufficio brevetti europeo) che circa quattro mesi fa ha accettato la domanda di registrazione del marchio limitatamente alle classi servizi e ristorazione.

Secondo le 13 aziende riunite “Il marchio europeo e il bollino dell’Associazione Le Famiglie dell’Amarone d’Arte sono quindi perfettamente validi e la decisione europea fa cambiare lo scenario”. “La decisione europea ci dà ragione sull’intera linea difensiva proposta dai nostri legali, sia in campo di marchio sia in campo di "A" preteso come laudativo”, dichiara la Presidente Maria Sabrina Tedeschi.

La Decisione dell’Autorità Europea, infatti, spiega, rigetta ogni richiesta del Consorzio sia in merito al presunto uso illegittimo di una denominazione protetta in marchio privato, sia sull’uso del termine Arte, non ritenendolo né laudativo né ingannevole per il consumatore, precisando che il termine “d’Arte” richiama unicamente il fatto che Le Famiglie dell’Amarone d’Arte seguano modalità e tecniche considerate corrette.

Il provvedimento emesso in sede Europea e relativo al marchio riconosciuto a livello Europeo – continuano dalle Famiglie dell’Amarone - è totalmente opposto e antecedente di quattro mesi a quello del Tribunale di Venezia, che peraltro si riferisce al solo marchio Italiano. Due decisioni in netta opposizione relative a un marchio di contenuto identico, ma a questo proposito è utile ricordare che il sistema di tutela relativo alla protezione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche è basato interamente su una normativa europea che prevale sulla legislazione nazionale del paese membro.

Ma le cose non sembrano essere esattamente così per il Consorzio della Valpolicella:

“La decisione dell’ufficio Euipo e la sentenza del tribunale delle imprese di Venezia trattano questioni assolutamente diverse”, secondo il consorzio di tutela dei vini della Valpolicella. “L’Euipo – spiega – tratta esclusivamente il marchio europeo sotto il profilo del brevetto privato industriale. La sentenza si occupa e sancisce tre cose: l’illegittimità della denominazione sociale dell’associazione Le famiglie dell’Amarone d’arte; la nullità del marchio italiano; l’illegittimità dell’uso di questo marchio rilevando una responsabilità per concorrenza sleale. E’ comunque importante chiarire – proseguono - che questa vicenda non è una contrapposizione tra fazioni ma una doverosa tutela della denominazione. Il ministero delle Politiche agricole infatti con comunicazione ufficiale ha invitato il consorzio all’azione per proteggere l’Amarone della Valpolicella da private strumentalizzazioni”.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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