ANBI: DAL VENETO UN MONITO ED UN ESEMPIO: CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

“Nelle regioni devastate dal maltempo, ad iniziare dal Veneto, solo la prevenzione idrogeologica, che vede in prima linea anche i Consorzi di bonifica, ha evitato conseguenze ancora peggiori per le comunità locali, comunque colpite pesantemente dagli effetti di cambiamenti climatici, che causano  eventi atmosferici di una violenza finora sconosciuta al nostro Paese e con pesanti ricadute economiche oltre che umane: 800 millimetri d’acqua in 8 ore sul bellunese sono una  bomba d’acqua, di cui solo possiamo limitare i danni!” Ad affermarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), esprimendo solidarietà alle famiglie ed alle regioni colpite dall’ondata di maltempo, nonché ammirazione per il lavoro della Protezione Civile.

“Nell’attesa di ormai ineludibili scelte planetarie, mirate a diminuire il surriscaldamento della Terra – aggiunge il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano - è necessario aumentare la resilienza delle comunità locali, realizzando nuove infrastrutture idrauliche e migliorando l’efficienza di quelle esistenti.  Per questo, è quantomai urgente che la Conferenza delle Regioni licenzi, la prossima settimana, il Piano Nazionale degli Invasi, che prevede investimenti per 250 milioni in un quinquennio a partire già dal 2018; anche in questo caso, come per i 283 milioni del Piano Irriguo Nazionale ed i 177 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione, i Consorzi di bonifica hanno presentato un pacchetto di progetti già definitivi: sono 84 quelli già ritenuti ammissibili a finanziamento.”

“L’esperienza di questi giorni – conclude Vincenzi - dimostra come sia l’integrazione pubblico-privato, l’unica scelta capace di ottimizzare le risorse a disposizione, permettendo un’azione di contrasto ad eventi meteo devastanti. In questo, restano incomprensibili i commissariamenti infiniti dei Consorzi di bonifica in alcune regioni del Sud Italia; tale prassi, frutto delle ingerenze della politica, priva le realtà locali delle potenzialità di enti, espressione delle comunità attraverso autogoverno e sussidiarietà. Bisogna invece valorizzare le risorse umane ed operative presenti anche in queste realtà.”

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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