ANCORA UNA VITTORIA PER L’ACETO BALSAMICO DI MODENA IN GERMANIA SUL FRONTE DELLA TUTELA

La Suprema Corte Federale tedesca conferma la piena tutelabilità dell’Aceto Balsamico di Modena in Germania contro prodotti che lo imitano o evocano: questa mattina, infatti, la sentenza d’appello con cui la Corte di Karlsruhe nel 2017 aveva negato la tutela del termine “balsamico” in Germania, è stata definitivamente cancellata.

“Una notizia che conferma la correttezza e lungimiranza della nostra posizione e delle iniziative intraprese negli ultimi anni e segna un passaggio storico nella tutela del nostro prodotto a livello comunitario – ci spiega Mariangela Grosoli Presidente del Consorzioche da oggi sarà ancora più forte e determinata. Rinnovo il ringraziamento all’On. Paolo De Castro e alle Istituzioni italiane che hanno dimostrato grande sensibilità e competenza ed un costante interesse per la tutela dei prodotti DOP e IGP Italiani”.

Questa sentenza arriva dopo il pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che, lo scorso dicembre, ha emanato un provvedimento erroneamente interpretato come contrario alla tutela del termine “balsamico”.

Il Consorzio di tutela, fin dai primi giorni successivi all’emanazione del provvedimento, ha sostenuto con forza che quanto definito dalla Corte di Giustizia non riduceva in alcun modo le possibilità di tutelare l’IGP contro i casi di evocazione. La stessa posizione è stata confermata all’inizio del mese di aprile dal Commissario europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski che, su istanza dell’On. Paolo De Castro, ha emanato una nota di chiarimento proprio sul contenuto della sentenza della Corte confermando la posizione del Consorzio e che certamente ha contribuito a far chiarezza su quale fosse la corretta interpretazione.

Oggi arriva la definitiva conferma anche dai giudici tedeschi, che evidentemente hanno condiviso la stessa interpretazione, riaffermando che anche nel caso dell’Aceto Balsamico di Modena la tutela contro le evocazioni è pienamente garantita e va verificata caso per caso, secondo i criteri dettati dalla giurisprudenza comunitaria.

“Dal punto di vista giuridico – evidenzia il direttore del Consorzio Federico Desimoni questa sentenza è di fondamentale importanza perché chiarisce l’ambiguità della sentenza della Corte di Giustizia confermando la piena tutela del nostro prodotto; ritengo che avrà una ricaduta molto positiva anche sugli altri contenziosi in corso in Germania e in Italia”.

Il Consorzio, quindi, da oggi può proseguire con maggior forza e determinazione e nuovi strumenti la politica di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori della qualità certificata italiana in tutto il mondo.

Questo provvedimento annulla dunque la sentenza della Corte d’Appello tedesca che aveva giudicato non applicabile all’Aceto Balsamico di Modena la tutela garantita dall’articolo 13 del regolamento base contro i casi di evocazione. La cancellazione di questa sentenza riporta in pieno vigore quella di primo grado emanata il 18 settembre 2015 dal tribunale di Mannheim che con grande profondità d’argomentazione riconosceva i prodotti contestati dal Consorzio come evocativi dichiarandone l’irregolarità. Ora, proprio a partire da tali argomentazioni, la Corte di Karlsruhe, dovrà tornare a valutare il caso seguendo gli orientamenti della Corte Federale che verranno pubblicati nelle prossime settimane.

“Un grande successo dell’Aceto Balsamico di Modena, ma non solo – sottolinea l’On. Paolo De Castroperché questa sentenza chiarisce un punto focale per la tutela di tutti i prodotti DOP e IGP. Oggi più che mai la tutela della qualità certificata dei nostri prodotti è la strategia più importante per affrontare un mercato globale sempre più orientato a logiche contrapposte a quella della qualità”.

Tutti soddisfatti a Modena, ma non solo, perché questa vittoria, non va dimenticato, è anche e soprattutto dei consumatori e di tutti coloro che giustamente chiedono al mercato sempre maggior correttezza, trasparenza ed eticità. Il meccanismo dell’evocazione, infatti, è una modalità subdola attraverso cui operatori economici cercano di approfittare della rinomanza di prodotti e territori che ha costruito la propria reputazione in secoli di storia e duro lavoro.

Quindi, ben venga lo sforzo dei Consorzi di tutela che investono risorse economiche ed umane per la tutela di questi interessi collettivi che fanno parte del bene comune del nostro Paese.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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