APICOLTURA, COMAGRI SENATO. LE PROBLEMATICHE E LE SOLUZIONI PER IL COMPARTO DI FAI E UNAAPI

“In Italia il trend degli impollinatori è in crescita così come gli alveari che gli apicoltori italiani conducono. Siamo il quarto paese su scala europea. Negli ultimi tre anni il patrimonio è in crescita costante e questo ci fa capire l’alto livello professionistico del comparto, sia a livello economico dell’allevatore che su quello della produzione ad uso proprio” dichiara Raffaele Cirone, presidente Fai (federazione apicoltori italiani).

“L’apicoltore amatoriale dal punto di vista legislativo e normativo non è un termine che esiste e non vorremo più utilizzarlo perché sminuisce il lavoro di tutti gli apicoltori che esistono a livello nazionale. Il valore della nostra apicoltura è un valore sistemico in cui tutti concorrono a sviluppare dei valori aggiunti, anche economici” prosegue.

“Dunque l’auto consumo è un principio arbitrario perché i principi fondanti sono legati alla biodiversità e non al peso dei chili che dai nostri alveari viene prodotto.

Dal punto di vista commerciale il potenziale italiano è di 15mila tonnellate l’anno, ricordiamo poi che il biennio 2018-2019 non è andato bene, così come l’anno 2020 e se si produce meno l’economia di tutto il comparto ne risente.

Importiamo da tantissimi paesi ma il comparto produttivo cinese non è che uno dei tanti fornitori insieme all’Argentina, la Romania, l’Ungheria e la Spagna per citarne alcuni. La gran parte di prodotto che importiamo è di natura europea e meno del 15% è il miele cinese” sottolinea Cirone.

“L’export di miele italiano in altri tempi era fortissimo e bilanciava le importazioni adesso sta morendo, riusciamo ad esportare solo 25 milioni di euro l’anno di miele sui mercati internazionali. Questo ci dice la difficoltà del comparto produttivo a mettere insieme quantità.

C’è tanto da fare per condividere un lessico e per attivare una serie di programmi di lavoro che in modo discontinuo governi e ministero hanno sostenuto finanziariamente.

Dall’Ue riceviamo aiuti per 7 mln di euro l’anno ed è un programma che annualmente viene rifinanziato, destinando le risorse agli apicoltori professionali. Ma moltissimo lavoro c’è da fare nel creare rapporti tra il nostro mondo è quello dell’agricoltura, specialmente quando vengono impiegati fitofarmaci non professionali e bisogna fare chiarezza sul divieto di trattamento in fioritura per evitare la moria delle api.

Chiediamo di incrementare i pascoli produttivi inoltre e di snellire il carico burocratico.

Le piccole produzioni locali sono poi una grandissima risorsa e forza per il settore ed è fondamentale dare sostegno a queste realtà.

C’è anche un problema di trasparenze delle etichette, perché il consumatore deve sapere da quale paese proviene il miele che sta comprando nel caso in cui sono state fatte miscele” conclude il presidente Fai.

“In Italia abbiamo un milione e mezzo di alveari detenuti da circa 60mila operatori, e su questi 19mila svolgono apicoltura a livello economico mentre il resto è autoconsumo.

Il settore ha molte problematiche produttive come fotografato dal rapporto Ismea 2019 con produzioni in calo fino al 70% e anche quest’anno abbiamo scarse produzioni primaverili che fanno registrare medie di 7/8 kg ad alveare, che è davvero poco. In Italia abbiamo un grave problema di produzione a causa dei cambiamenti climatici che incide sullo sviluppo degli alveari e sulle secrezioni nettarifere delle piante” dichiara Giuseppe Cefalo, presidente Unaapi.

“L’altro enorme problema è l’utilizzo di un modello agricolo basato su fitofarmaci e diserbanti che comportano un malessere generale dell’alveare con incapacità di produrre.

C’è poi una grossa perdita di superficie di specie nettarifere e l’avvento nei nostri territori di specie animali esogene.

Tra le soluzioni utili al settore che potrebbero venire introdotte ci sono le polizze assicurative agevolate, che possono indennizzare l’agricoltore in caso di mancata produzione. Ne abbiamo estremo bisogno di questo strumento” prosegue.

“C’è necessità come sistema paese e come agricoltura introdurre il divieto per l’utilizzo di alcuni fitofarmaci che sono devastanti per il nostro comparto. Fondamentale diventa allora anche il sistema dei controlli sia per prevenire l’uso illecito di questi prodotti che per quanto riguarda la qualità del miele importato.

Servono campagne a sostegno del miele italiano, un piano di controlli più efficace e maggiore digitalizzazione e innovazione nel comparto” conclude il presidente di Unaapi.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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