BIOLOGICO, CENTRO STUDI UE: RIDUCE DRASTICAMENTE BIODIVERSITA. COMEGNA: DDL “COSTA” AD AGRICOLTURA NAZIONALE 50 MLN DI EURO. ECCO IL RAPPORTODIBATTITO APERTO SU AGRICOLTURA BIO

"Si discute a livello politico - e non solo - del disegno di legge sul biologico, attualmente sotto esame da parte del Senato della Repubblica, dopo che il testo è stato licenziato dalla Camera dei deputati, con una ampia maggioranza.

Il provvedimento in fieri però è sotto attacco, da una schiera sempre più folta di scettici, dubbiosi e contrari convinti che ne hanno evidenziato numerosi punti di debolezza ed aspetti critici, tanto che si fanno sempre più frequenti ed autorevoli le prese di posizione tendenti a chiederne una revisione, con la correzione dei principali elementi critici.

Il più evidente tra tutti i difetti è la mancanza di equilibrio, con la discriminante politica a favore del biologico e, di conseguenza, contro il sistema agricolo tradizionale, implicitamente considerato inferiore.

Il biologico è definito "attività di interesse nazionale con funzione sociale ed ambientale, in quanto settore economico basato prioritariamente sulla qualità, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale, sulla tutela dell'ambiente, ecc.".

Come se il 93,4% delle aziende agricole italiane (quelle non aderenti al protocollo biologico) non avesse tali virtù. Chi conosce a sufficienza il sistema primario del nostro Paese coglie immediatamente non solo il carattere fuorviante di tali dichiarazioni, ma la loro pericolosità ed il senso di frustrazione inflitto agli imprenditori attivi fuori la nicchia del biologico.

Peraltro, la superiorità del metodo biologico in materia di sostenibilità ambientale è messa autorevolmente in discussione. "A tale riguardo è chiaro che l'agricoltura biologica e la sua implementazione nell'agro-ecologia, non è spesso la migliore soluzione. A livello aziendale, tutti gli studi di meta analisi condotti a livello scientifico indicano che l'aumento della biodiversità è piuttosto marginale. Mentre a livello globale, comporta una drastica riduzione di biodiversità, poiché l'agricoltura biologica è approssimativamente meno produttiva del 25% rispetto a quella convenzionale".

Questa frase è ripresa dal paragrafo introduttivo del rapporto edito dal Servizio ricerche del Parlamento europeo, pubblicato i primi giorni del corrente mese di marzo. Anche la percezione che i prodotti fitosanitari naturali utilizzati in biologico siano meno tossici e lascino meno residui, non è sempre corretta ed andrebbe confermata da ulteriori studi scientifici, si legge sulla stessa fonte.

Si nota una tendenza trasversale nei vari articoli del disegno di legge, tesa a creare una separazione netta tra l'agricoltura biologica e quella convenzionale, come se fossero due distinte ed inconciliabili attività e sancire per legge la superiorità del primo modello.

Ciò emerge in diversi punti. Ad esempio quando si dichiara di volere promuovere la conversione delle aziende convenzionali al metodo biologico. E' un chiaro intervento di dirigismo politico e di invasione nella sfera delle libertà degli imprenditori agricoli, in contraddizione con i principi di orientamento al mercato che sembrerebbe un patrimonio culturale acquisito da molte forze politiche rappresentate in Parlamento.

Un evidente accanimento contro l'agricoltura tradizionale emerge nell'articolo del disegno di legge che istituisce il fondo per lo sviluppo del metodo biologico. L'intenzione del legislatore è di applicare un prelievo sui mezzi tecnici utilizzati dagli agricoltori (prodotti fitosanitari, fertilizzanti di sintesi e presidi sanitari), definitivo ipocritamente "contributo annuale per la sicurezza alimentare" e, con il gettito ottenuto, finanziare il piano di sostegno per l'agricoltura biologica.

In pratica, si parla di una tassa che grava sul 100% degli agricoltori italiani, del valore indicativo di circa 50 milioni di euro per anno, da utilizzarsi per interventi di supporto a favore della minoranza degli agricoltori biologici.

Sembra sensata una manovra del genere? E' un'operazione del tipo Robin Hood al contrario che toglie agli agricoltori in difficoltà (si pensi agli agrumicoltori del Salento che con le motoseghe hanno tagliato gli alberi nei giorni scorsi, ma pure agli olivicoltori ed agli allevatori sardi), per ribaltare le risorse così intercettate verso un settore che oggettivamente registra performance migliori, come immancabilmente evidenziano gli stessi rappresentanti dell'agricoltura biologica.

Ci sono altri elementi che hanno generato contrarietà diffuse al provvedimento in via di preparazione. I rappresentanti della ricerca e dell'Università italiane osteggiano le scelte di prevedere specifici corsi di laurea nelle università pubbliche e destinare una quota parte del fondo nazionale alla ricerca per attività legate all'agricoltura biologica. Anche in questo caso si denuncia una’eccessiva invadenza del legislatore.

Non si avverte il bisogno e di sicuro non è adeguatamente motivata l'equiparazione dell'agricoltura biodinamica a quella biologica. Come ha affermato la senatrice Elena Cattaneo in una recente intervista su Il Sole 24 Ore, in questo modo si "promuove la stregoneria di Stato".

Non è opportuno avere fretta nel chiudere il dibattito politico su una materia che, così come è trattata nel testo in discussione, avrà un influsso notevole sui futuri equilibri del sistema agricolo nazionale.

Il disegno di legge sul biologico è un pugno nello stomaco scagliato contro gli agricoltori italiani che non producono secondo le regole di tale regime produttivo ed è un virus che minaccia l'unità e l'armonia del settore".

L'editoriale di Ermanno Comegna

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il rapporto Ue:

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-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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