CACCIA E PESCA VENETO, RIORDINO COMPETENZE TRA REGIONE, PROVINCE E COMUNI

La nuova legge razionalizza e fa chiarezza nella distribuzione delle competenze tra Regione, Province e Comuni e tra livello politico (cioè la Giunta) e quello gestionale, cioè cosa fa la struttura regionale competente, in materia di caccia e pesca. In particolare affida la vigilanza al nuovo Servizio regionale di vigilanza e valorizza il ruolo dei Comuni, ente amministrativo territoriale più vicino ai cittadini, ai quali ora spetta riscuotere e incamerare le sanzioni in ambito venatorio e ittico”.

Così l’assessore regionale alla caccia e alla pesca, Giuseppe Pan, commenta l’approvazione in Consiglio della nuova legge di riordino delle funzioni provinciali in materia di caccia e di pesca.

“Con questa legge prosegue il lavoro di riordino legislativo e amministrativo intrapreso dalla Regione Veneto a seguito del confuso quadro venutosi a creare con la riforma delle Province – sottolinea Pan – La Regione si sta via via sostituendo agli enti provinciali, per continuare a garantire compiti, funzioni ed efficienza. Si tratta di una assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini, che va a sopperire i vuoti e le incongruenze creatisi nelle funzioni provinciali di pianificazione, gestione, controllo, vigilanza a seguito della riforma voluta dalla legge Delrio”.

“Mi preme sottolineare soprattutto un aspetto della nuova legge – aggiunge l’assessore regionale – relativo al riconoscimento della specificità della provincia di Belluno, anche nelle pianificazione faunistica venatoria: il nuovo veneto piano faunistico venatorio 2019-2024 sarà redatto d’intesa con la Provincia e le associazioni e gli organismi di rappresentanza e di gestione venatoria del territorio bellunese. Il piano, che la Giunta regionale ha appena adottato - a titolo preliminare e come linee guida del processo complessivo di pianificazione - prevede appunto un processo di partecipazione e di coinvolgimento della Provincia dolomitica nella nuova programmazione quinquennale, nonché l’affidamento diretto all’ente provinciale di alcuni puntuali compiti gestionali sia in materia di caccia che in materia di pesca. Si tratta di una scelta rispettosa degli impegni assunti dall’amministrazione regionale e della particolare conformazione dell’unica provincia integralmente montana del Veneto”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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