CANAPA, CHIARAMONTE: OLTRE I PUNTI VENDITA. ORA PIANO NAZIONALE DI FILIERA PER USO INDUSTRIALE, DALLE RETI DA PESCA A EDILIZIA SOSTENIBILE

Importante incontro sabato 15 giugno a Imola, all'interno della nona edizione della Fiera Agricola del Santerno, una tre giorni, 14/15/16, in cui sarà rappresentata tutta la filiera della Canapa, dai coltivatori agli utilizzatori principali delle materie grezze e dei prodotti finiti, ovvero il Canapulo e la Fibra per agricoltura, zootecnia e bioedilizia.

Abbiamo fatto il punto della situazione con uno dei massimi esperti del settore Canapa, Antonino Chiaramonte, Presidente Nazionale di A.N.C.I.CA. (Associazione Nazionale Coltivatori Italiani di Canapa).
“In questi anni ci siamo impegnati molto nella promozione della coltivazione della canapa, e in Italia ci sono moltissime aziende che già la producono, ma soltanto in piccole quantità, perché nessuno ha uno sbocco commerciale affidabile e adeguatamente consistente", spiega ad AGRICOLAE. "Purtroppo la situazione legislativa non del tutto definita ne ha impedito lo sviluppo nonostante le potenzialità enormi di questo prodotto.
Il nostro impegno è stato sempre quello di focalizzare l'attenzione sulla canapa in agricoltura, per condividere quelle che sono da millenni le proprietà di questa pianta straordinaria che offre una vastissima possibilità di utilizzi. Elemento molto importante nel settore agricolo, ha i plus di avere costi bassissimi, sia di produzione di materia prima, sia di lavorazione del trasformato. Da tener presente che la coltivazione e la produzione di canapa tutelano e rigenerano l'ambiente, ad esempio: produce 4 volte più cellulosa rispetto al legno”.

Continua Chiaramonte, “Essendo l'Italia rimasta fin dagli anni '50 completamente fuori da questo meccanismo di filiera, in parte per un pregiudizio ideologico, in parte per l'oggettiva inadeguatezza strumentale, ci troviamo oggi a dover dipendere da sementi estere e a non avere le attrezzature adeguate per la lavorazione industriale di filiera dei diversi prodotti. A questo stiamo già lavorando con i primi importanti risultati rispetto alle innovazioni tecniche e meccaniche.
Abbiamo combattuto per una legge adeguata e, già diversi anni fa, siamo finalmente giunti ad avere la L. 242/16, alla quale ho personalmente contribuito e di cui sono il primo a sostenere il suo necessario adeguamento rispetto alle tendenze e alle richieste del mercato di oggi, e proprio su questo ci confrontiamo e interloquiamo con la politica. La 242 è nata proprio per spronare e stimolare la coltivazione italiana, vista la crisi che vive tutto il settore agricolo del nostro Paese: con il grano non si riesce più ad ottenere un giusto margine di guadagno; con i foraggi non si lavora più perché i pochi allevamenti che ci sono usano solo mangimi preconfezionati, etc. Tutte situazioni di disagio che, molto spesso spostano l'agricoltura su impianti fissi (frutteti, vigneti) a scapito dei seminativi, base da sempre dell'agricoltura italiana.
La canapa si presta come alternativa altamente innovativa e facilmente gestibile, a condizione che ci sia una filiera che tuteli e garantisca tutte le tappe del percorso.

Il confronto con il mondo dell'equitazione al centro dell'evento di Imola, ad esempio, è già un primo passo verso lo sviluppo di filiera in questa direzione, perché il canapulo, cioè la parte legnosa della pianta, è la fibra naturale migliore in assoluto per fare la lettiera degli animali da stalla. Perché non si deteriora, impedisce la proliferazione di batteri e assicura la salubrità degli ambienti e degli animali ospitati. Per non parlare delle corde e delle funi. Ma non solo, dove ci sono grandi impianti e serre con le coltivazioni in verticale le piante vengono legate con dei fili di plastica, facilmente sostituibili con lacci di canapa al naturale.

Gli organizzatori di questo importante evento, hanno dato alla canapa uno spazio importante. Sabato alle 16,00 presenteremo anche le nuove macchine brevettate al Politecnico di Torino. Una macchina ha un costo di circa 70-80 mila euro ed essendo trasportabile, potrebbe essere servire 20/25 aziende della stessa area che la utilizzerebbero per lavorare in loco tutta la canapa prodotta. La procedura è molto veloce: dalla pianta intera escono Fibra da una parte e Canapulo dall'altra.

Sarà presente anche Olver Zaccanti, Presidente di A.N.A.B. una vera autorità nell'ambito della bioedilizia a base di canapa. L'utilizzo di canapa nell'edilizia darebbe il via ad un meccanismo virtuoso, considerando quanti edifici, scuole e abitazioni pubbliche e private necessitano di interventi realizzabili in calce e canapa”.

Continua il Presidente di A.N.C.I.CA., “Il nostro obiettivo è il “Progetto Pilota Nazionale Canapa” che prevede di suddividere l'Italia in comprensori interregionali, per poi, successivamente, arrivare ad avere un filiera territoriale per ogni provincia con una grande azione mirata di informazione, di sperimentazione e di verifica sui territori.
Anche la vendita di “Light” nei negozi è uno degli aspetti a cui con urgenza serve una normativa chiara, ma appunto è uno dei tanti sbocchi commerciali che, se bene integrati e supportati da vere e proprie filiere territoriali, porterebbero come già dimostrato, a migliaia di posti di lavoro sia di manodopera non qualificata, che di nuove figure professionali qualificate.

L'UCI, Unione Coltivatori Italiani e il suo Presidente Mario Serpillo, con le sue sedi in tutta Italia, è tra i soci fondatori dell'A.N.C.I.CA. e questo ci consente di essere sempre presenti e avere rapporti diretti non solo con gli agricoltori, ma anche con le istituzioni locali, dai Sindaci alle Regioni.
Abbiamo parlato più volte con i funzionari del Ministero dell'Agricoltura del fatto importantissimo di organizzare corsi di aggiornamento per gli agricoltori ma non solo, anche per le stesse Forze dell'ordine, competenti per i dovuti controlli”.

Conclude Antonino Chiaramonte, “La canapa si può fare. E nel Paese dell'eccellenza agroalimentare dobbiamo puntare a creare un seme italiano, certificato, che esprima l'italianità della canapa e la qualità comprovata delle nostre produzioni. Da qui, potremmo certamente diventare noi esportatori di semi all'estero e questo è uno dei grandi obiettivi che ci siamo posti”.

Qui il programma dell’evento scaricabile in pdf:Imola FieraAgricola

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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