CAPORALATO, IN MARCIA PER DIRE ‘NO’. CENTINAIO : BASTA SCHIAVI IN ITALIA. UILA: PAGATI COME BAMBINI IN BIRMANIA. PD: SI MUORE DI LAVORO

“Basta schiavi in Italia” è il tweet del ministro delle apolitiche agricole GianMarco Centinaio. E nel frattempo i sindacati organizzano due manifestazioni per dire “no” allo sfruttamento dei migranti nel lavoro nei campi e contro il caporalato con una marcia da San Severo a Foggia, e nel capoluogo pugliese. Nel corso della mattinata la marcia denominata “dei berretti rossi” – che simbolicamente ricorda il cappellino utilizzato dai migranti per lavorare nei campi – hanno partecipato numerosi extracomunitari presenti nel zona e utilizzati come manovalanza in agricoltura che hanno sfilato in corteo inneggiando ad alcuni slogan contro il fenomeno del caporalato e lo sfruttamento dei migranti.

La marcia, organizzata soprattutto per ricordare le 16 vittime dei due incidenti stradali in cui hanno perso la vita migranti impegnati nei lavori in agricoltura nel Foggiano, è partita dall’ex ghetto in località Rignano a San Severo è si concluderà davanti la Prefettura del capoluogo pugliese. Dove nel pomeriggio, attorno alle 18, si terrà un corteo a cui hanno aderito la Cgil, la Cisl e la Uil oltre a diverse organizzazioni. Al termine sono previsti diversi interventi di esponenti sindacali e di lavoratori. Intanto proseguono a ritmo incessante l’inchieste aperte della Procura della Repubblica di Foggia sui due incidente stradali in cui hanno perso la vita 16 migranti. Gli inquirenti avrebbero individuato alcune aziende, in gran parte della zona, in cui le vittime avrebbero lavorato prima di rimanere coinvolti nei sinistri mortali avvenuti in due giorni nell’area del Foggiano. Tra le ipotesi al vaglio dei magistrati anche se sia trattato di episodi di caporalato.

Duri i commenti fa parte del Pd e dei sindacati:

VOUCHER, UILA: LAVORATORI PAGATI COME BAMBINI BIRMANI

Posted by Redazione × Pubblicato il 08/08/2018 at 15:40

“Apprezziamo la presa di coscienza del ministro Centinaio in merito al lavoro nero diffuso nel settore agricolo e al Caporalato che lo governa. Apprezziamo anche il suo senso di vergogna nel constatare che chi lavora in queste condizioni riceve la stessa paga di un bambino della Birmania” cosi il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza commenta le dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro per le politiche agricole Gian Marco Centinaio ad alcune testate giornalistiche.

“Vogliamo però ricordare al ministro” prosegue Mantegazza “che il recente ampliamento della normativa sui voucher, da lui fortemente voluto, consente alle aziende di spalmare il compenso di 4 ore di lavoro con i voucher su dieci giorni, l’equivalente di 2,80 euro per 24 minuti di lavoro e che, per le aziende disoneste, questo sistema diventa un salvacondotto legale per nascondere il lavoro nero”.

CAPORALATO, OLIVERIO, PD: OGGI SI CONTINUA A MORIRE DI LAVORO

Posted by Redazione × Pubblicato il 08/08/2018 at 15:39

"In Belgio a Marcinelle l’8 agosto 1956 morivano 136 italiani, molti dei quali meridionali, in un incendio divampato nella miniera; erano gli emigrati italiani costretti dalla fame a emigrare all’estero.

Oggi si continua a morire di lavoro.

16 immigrati provenienti dai campi del Foggiano, assiepati in sovrannumero nei pulmini che li riportavano all’inferno dei ghetti-dormitorio, hanno trovato la morte sulla strada.

Ieri eravamo noi italiani, costretti a rinunciare alla nostra Terra e ai nostri affetti per il lavoro; oggi sono loro, stranieri in fuga dalle loro terre, a richiedere la stessa accoglienza.

Le imprese agricole e il Made in Italy hanno bisogno di loro per la raccolta nei campi.

Il Governo in massa accorre in Puglia.

Il Presidente del Consiglio chiede che vengano aumentati i controlli e che siano stanziate risorse per aiutare le imprese agricole ad essere in regola.

Il Ministro dell’Interno dice che no, non è un problema di manodopera in nero o di caporalato; si tratta di mafia e occorre svuotare i ghetti.

Di fronte alla morte bisogna solo essere onesti. La legge approvata la scorsa Legislatura, non solo inasprisce le pene per lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, ma delinea una rete di servizi, dal trasporto all’intermediazione tra il lavoratore e l’impresa, che deve essere garantita dallo Stato. L’infiltrazione mafiosa, se esiste, si configura come aggravante rispetto ai reati già inseriti nell’ordinamento dalla legge Martina-Orlando contro il caporalato".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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