CARNE CAVALLO, COLDIRETTI: UNO SCANDALO ALIMENTARE ALL’ANNODALLA MUCCA PAZZA ALLA MOZZARELLA BLU FINO AL BATTERIO KILLER

cavalli in amoreUna media di uno scandalo alimentare all’anno ha segnato l’inizio del secolo, dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina, dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli di soia fino alla carne di cavallo nei ravioli. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della decisione della Nestlè di ritirare dagli scaffali italiani e spagnoli ravioli e tortellini di manzo Buitoni, dopo che sono state rinvenute tracce di Dna di carne di cavallo pari all'1 per cento. Il ritardo dell’Unione Europea nell’adottare misure di trasparenza dell’informazione al consumatore, come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime utilizzate, ha favorito - sottolinea la Coldiretti - il moltiplicarsi degli allarmi a tavola provenienti dalle diverse parti del mondo. L’emergenza mucca pazza del 2001 - riferisce la Coldiretti - è quella che ha più segnato la filiera alimentare seguita dal 2003 dall’allarme aviaria. Nel 2008 è stata invece la volta della carne alla diossina, a seguito della contaminazione nei mangimi, e del latte alla melamina in Cina. Due anni più tardi (2010) è arrivata la mozzarella blu a spaventare i consumatori mentre nell’estate del 2011 è comparso il batterio killer, che fece salire ingiustamente i cetrioli sul banco degli imputati. In tempi lontani – continua la Coldiretti -, si ricorda la vicenda del metanolo nel 1986 che ebbe un vero effetto purificatore nel settore del vino e che favorì un processo di qualificazione del settore che ha portato il Made in Italy a primati mondiali. La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero, con effetti che - continua la Coldiretti - rischiano di provocare una rincorsa al ribasso con effetti drammatici. Soprattutto in un momento di crisi in cui molti sono costretti a risparmiare sull’alimentazione è necessario garantire trasparenza ai cittadini consumatori e - conclude la Coldiretti - metterli in condizione di conoscere ciò che va sulle loro tavole.

com/elf

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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