CARNE ROSSA, PARLATO, CREA: TROPPO RUMORE PER NULLA. DA STUDIO 2015 ALLARMISMI PER ALTERARE PROFILI DI CONSUMO. IL CASO PUNTO PER PUNTO

“C’è una grossa distanza tra l’annuncio eclatante di tre anni fa e lo studio vero e proprio pubblicato oggi. Studi come questo vanno presi con le pinze perché necessitano di grandi approfondimenti e verifiche in tutti i nessi di casualità viste le variabili chiamate in causa”. Così ad AGRICOLAE il presidente del Crea Salvatore Parlato in merito alla pubblicazione dello studio sull’eventuale correlazione tra il consumo di carne e il tumore anticipato dall’Oms tre anni fa generando una vera e propria bomba mediatica. “Basti pensare che su 800 studi lo Iarc ne tiene buoni 14. E di questi, 7 dicono una cosa e 7 ne dicono un'altra”, prosegue Parlato.
Nelle scorse settimane è stato finalmente pubblicato lo studio completo sugli ipotetici danni che il consumo di carne avrebbe potuto generare alla salute umana. Quasi 500 pagine dalle quali è possibile oggi capire i reali effetti di quel sasso gettato nello stagno circa tre anni fa dall’anticipazione dellOms. Anche sulle imprese italiane. Un documento importante per la comunità scientifica che potrà ora costituire un punto di partenza per approfondire il tema dato che, rispetto alle poche righe pubblicate nel 2015, nella monografia uscita pochi giorni fa le cose sono un tantino diverse. Lo Iarc infatti, su circa 800 casi epidemiologici presi in esame ne ha giudicati attendibili sono 14. E di questi solo la metà evidenziavano una correlazione tra un eccessivo consumo di carne rossa e il tumore al colon retto. L’altra metà non individua alcun effetto. In sostanza su 800 casi solo 7 erano in linea con l’allarme lanciato all’epoca: vale a dire meno dell’un per cento.
“Occorre individuare degli equilibri che noi individuiamo nella dieta mediterranea per una corretta alimentazione”, prosegue ancora il presidente del Crea. “Il problema è che basta anche solo un vocabolo per generare pesanti allarmismi con tutte le conseguenze del caso. La verità è che lo studio in questione è stato fatto su consumi di carne completamente diversi da quelli della popolazione italiana”. Subentra anche il tema del rispetto dell’ambiente e delle condizioni degli animali “che suscita a volte – secondo Parlato - anche posizioni ideologiche su cui occorre avere anche un maggior equilibrio. L’apporto di proteine animali è infatti indispensabile soprattutto nel periodo della crescita. Da non scordare poi l’importanza del benessere animale: un animale sano trasmette prodotti di qualità, cosa che non accade quando un animale è in sofferenza, la cui carne potrebbe avere tossine”. “Studi come questo, seppure, vanno bene per paesi dove i consumi di carne rossa sono molto alti e la qualità è bassa”, conclude Parlato. “E non è il caso dell’Italia. Tutto questo ha generato l’alterazione dei consumi di carne sulla base di elementi che non erano completi e completamente attendibili”.

Era stato scritto:

OMS, IL 55% DELLE RACCOMANDAZIONI NON E’ AFFIDABILE. CLAMOROSO: LO DICE IL SISTEMA DI VALUTAZIONE SU CUI SI BASA LO STESSO OMSLO RIVELA UNA STATISTICA DEL JOURNAL OF CLINICAL EPIDEMIOLOGY. IN 160 CASI SU 289 LE RACCOMANDAZIONI "FORTI" ERANO FONDATE SU EVIDENZA SCIENTIFICA DI "BASSO" O "MOLTO BASSO" LIVELLO

600a141a29b057d484a90fde8742b4a6_articleLa pubblicazione del rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sugli effetti cancerogeni delle carni rosse o lavorate ha provocato un diffuso allarme in tutto il mondo. Tuttavia, stando alle statistiche, è lecito mettere in dubbio l’attendibilità della ricerca. Uno studio pubblicato dal Journal of Clinical Epidemiology nel settembre 2013 che AGRICOLAE ha potuto visionare rivela infatti un dato clamoroso: l’Oms emette “con molta frequenza” raccomandazioni con “bassa o molto bassa certezza sulle stime”. Il dato è impietoso: nei sei anni che vanno dal gennaio 2007 alla fine del 2012, l’Oms ha pubblicato 456 raccomandazioni, di cui 289 definite “forti” (quindi molto affidabili) e 167 “condizionali” o “deboli”. Delle 289 “strong recommendations”, 95 erano basate su un livello di evidenza scientifica classificato come “basso” e 65 addirittura come “molto basso”. In pratica, in 160 casi su 289 (il 55,5%) le raccomandazioni “forti” dell’Oms erano fondate su un’evidenza scientifica di basso o molto basso livello.

Va sottolineato che tale giudizio non è affatto arbitrario ma risulta dal sistema di valutazione scientifica denominato Grade (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), ufficialmente in vigore all’Oms.

FullSizeRenderSi tratta di un dato incredibile, considerando che le raccomandazioni dell’Oms influenzano le politiche sanitarie e alimentari dei governi dei 194 Stati membri. E che rende ancora più urgente la rapida consegna ai Paesi che ne fanno richiesta della documentazione tecnica relativa allo studio sulle carni da parte del segretariato Oms. Appare infatti quanto meno discutibile che le risultanze della ricerca siano state date alla stampa – con conseguente allarme nei quattro angoli del globo - prima di un adeguato confronto scientifico con tutta la membership.

*Il Journal of Clinical Epidemiology è una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo in campo medico-sanitario, al 7° posto su 162 come impact factor nel campo delle categorie di “salute pubblica, ambientale e occupazionale” e al 2° su 89 in quello delle Scienze mediche e dei servizi.

Ecco il testo in PDF

JOURNAL OF CLINICAL EPIDEMIOLOGY

Era stato scritto:

ALLARME CARNI, GIOVANNI LA VIA: OMS HA AMMESSO, COMUNICAZIONE NON IN LINEA CON LE RISULTANZE. ORA CORREZIONEIL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SALUTE DEL PARLAMENTO UE: ULTERIORI VERIFICHE PRIMA DI PUBBLICARE DATI CON TALE IMPATTO E CARNE FA BENE E NE ABBIAMO NECESSITA

Giovanni-La-ViaSi è concluso il secondo capitolo del caso dell’allarme della carne rossa generato dall’allarme Oms. L’organizzazione mondiale della Sanità, chiamata a rispondere in audizione in commissione Salute del Parlamento europeo in seguito anche a quanto pubblicato da AGRICOLAE sull’affidabilità dei dati della stessa, ha ammesso: C’è stato un errore nella comunicazione. La carne fa bene e ne abbiamo bisogno. “Sostanzialmente l’Oms ha ammesso che c’è stato un errore nella comunicazione”, spiega ad AGRICOLAE Giovanni La Via, presidente della Commissione Salute del Parlamento europeo. “Il rischio che si verifichi un tumore a causa del consumo di carne rossa trasformata è molto basso. Può generare un aumento delle possibilità del 18 per cento ma bisogna prima vedere le condizioni di uso, lo stile di vita, e il contesto”, prosegue La Via. “Quindi è evidente che il dato non è estrapolabile così come tale ed è stato erroneamente portato all’attenzione del pubblico senza spiegarne le ragioni. Ci sarà un nuovo Panel che farà delle raccomandazioni, nei mesi che verranno, relative al consumo massimo raccomandato per settimana a base di trasformati di carne rossa”. Ma non solo: “L’Oms ha anche ammesso che la carne rossa fa bene e ne abbiamo bisogno e quindi non va demonizzata”. Il risultato della prima ricerca “ha quindi bisogno di ancora molte verifiche e probabilmente verrà fatta una correzione della comunicazione in tal senso – conclude La Via - perché così come è stata presentata non fornisce ai consumatori europei indicazioni puntuali”.

Per saperne di più:

ALLARME CARNI: BERTUZZI (PD), PIU’ CAUTELA NEL DIFFONDERE STUDI CHE CREANO PREOCCUPAZIONELA SENATRICE PD IN COMAGRI: STUDIO DEL JOURNAL OF CLINICAL EPIDEMIOLOGY RIVELA DATO PREOCCUPANTE

CARNI, LORENZIN: HO CHIESTO A OMS DI POTER VEDERE DOCUMENTAZIONE. MI DICONO SOLO FRA UN ANNO. MARTINA: STUPITO CHE DOSSIER NON SIA STATO CONSEGNATO AI GOVERNI. TGSKY24 HA INIZIATO INCHIESTA SULLA CARNE LO SCORSO 10 OTTOBRE. E STUDIO APPARSO POCHI GIORNI PRIMA DELL'OK DEL PARLAMENTO EUROPEO AGLI INSETTI COME NUOVA FONTE PROTEICA

CARNI, SANI, PD: PREOCCUPANTE ATTEGGIAMENTO OMS CHE NON VUOLE CONSEGNARE DOSSIER PRIMA DI UN ANNO

ALLARME CARNI: OLIVERIO (PD), VALUTARE SISTEMA ETICHETTE VOLONTARIE SU INGREDIENTI

CARNI ROSSE E TRASFORMATE. GUIDI (CONFAGRICOLTURA) E CASTIGLIONE (SOTTOSEGRETARIO MIPAAF): “NO ALLA DEMONIZZAZIONE DELLE CARNI ROSSE FRESCHE E TRASFORMATE

OMS: FEDERALIMENTARE, “PRONTI A CHIEDERE DANNI”

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