CASO DE GIROLAMO, MOZIONE SFIDUCIA M5S. INTERPELLANZA NCD (SUO PARTITO) E PD PERCHE’ SI CHIARISCA CONDOTTA DI TUTTICAMBIO AL MIPAAF SEMPRE PIU' PROBABILE. RENZI RIMANDA LA RESPONSABILITA' A LETTA. E RICORDA JOSEFA IDEM

NUNZIAPeggiora la situazione del ministro delle Politiche agricole in seguito al caso intercettazioni abusive che l’ha vista coinvolta nel caos della sanità beneventana. E un rimpasto (o comunque un cambio di poltrona al Mipaaf) sembra essere ormai scontato. Con Matteo Renzi che rimanda la responsabilità al premier Letta. Depositate al tribunale del riesame di Napoli nuove intercettazioni raccolte abusivamente dal manager Pisapia a casa del padre dell’allora deputato nel luglio del 2012. E non è escluso che si aprano nuovi capitoli sulla vicenda, sebbene ad oggi De Girolamo non risulti tra gli indagati per l’inchiesta beneventana su presunti favori e abusi nella gestione delle nomine ed appalti nel Sannio. E’ stato Vincenzo Regardi, difensore di Pisapia, a deposìtare le intercettazioni ricavate nel corso dei colloqui avuti. Oltre alle trascrizioni depositate l’ufficio del pubblico ministero ha depositato nuovi atti.

renzi11-960x638Ma è sul piano politico che le cose si mettono male: il segretario del PD (new deal) Matteo Renzi senza troppi indugi fa capire al Premier Letta che deve essere lui a dover prendere la decisione ricordando però come il ministro per lo sport Josefa Idem si sia dimesso con un altro stile. Se da una parte Angelino Alfano ha fatto quadrato intorno al proprio ministro, dall’altra cominciano a partire le interpellanze urgenti e le mozioni di sfiducia. Da una parte un’interpellanza PD in cui si chiede al ministro di via Venti Settembre di chiarire in Parlamento, dall'altra una del Nuovo Centro Destra – lo stesso partito del ministro – con la quale si chiede che chiarisca la “propria condotta per tutelare la sua immagine”. E, come se non bastasse, da quanto apprende AGRICOLAE sarà depositata nel pomeriggio alla Camera una mozione di sfiducia a firma Movimento 5 Stelle.

Intervenuto sulla vicenda anche il Garante per la Privacy che spiega in una nota che “il dibattito, sviluppatosi a partire dalla vicenda che coinvolge il Ministro Nunzia De Girolamo, tocca questioni più volte poste dal Garante all’attenzione di Governo e Parlamento. Anche in occasione della scorsa Relazione annuale, si è infatti sottolineata l’esigenza di coniugare al punto più alto diritto di cronaca e dignità della persona, evitando quel ‘giornalismo di trascrizione’ che spesso finisce per violare gravemente la vita privata delle persone, in modo a volte irreparabile”. Lo riferisce una nota del Garante per la protezione dei dati personali. “In questa prospettiva, l’Autorità sta, da un lato, promuovendo un’ampia riflessione sull’aggiornamento del Codice dei giornalisti e, dall’altro, vigila costantemente sul rispetto del necessario bilanciamento tra libertà di stampa e diritto alla riservatezza”. La nota dell’authority continua: “Con riferimento al caso di specie, in particolare, pur non essendo stato formalmente richiesto di un intervento dai soggetti coinvolti, il Garante segue con attenzione gli sviluppi della vicenda e pertanto, anche a seguito delle sollecitazioni ricevute dal Ministro Gaetano Quagliariello, ritiene di dover chiarire, allo stato, alcuni aspetti”.

Per il Garante, “in primo luogo, da quanto può evincersi dalle notizie di stampa, la conversazione pubblicata sembrerebbe essere stata registrata da uno degli interlocutori e la rilevanza penale di tale condotta – che sembrerebbe peraltro da escludersi – non è ovviamente oggetto di sindacato da parte di questa Autorità. Come spetta, del resto, alla magistratura e non certo al Garante la valutazione della rilevanza, liceità e quindi ammissibilità dei mezzi di prova prodotti in giudizio, anche qualora contengano, come in questo caso, dati personali. Ed è parimenti riservata al giudice la valutazione della eventuale rilevanza penale (in termini di violazione del segreto investigativo o di pubblicazione arbitraria) della pubblicazione di atti del procedimento”.

La nota ricorda ancora che “al Garante è assegnato un compito diverso, ma non meno importante per una società democratica: la vigilanza – anche in ordine a notizie caratterizzate da interesse pubblico – sul rispetto del principio di essenzialità dell’informazione, quale presupposto fondamentale del corretto bilanciamento tra dignità della persona e diritto di cronaca. Va peraltro rilevato che il diritto alla riservatezza ben potrebbe ricevere maggiore tutela – anche in relazione a ipotesi quali quelle in esame – in virtù di idonee fattispecie che il Parlamento dovesse, eventualmente, ritenere di introdurre nell’ordinamento”.

E la De Girolamo, che riferirà venerdì in aula, fa sapere in una nota di aver dato mandato ai propri legali: “Ho dato mandato agli avvocati Gaetano Pecorella, del foro di Milano, e Angelo Leone, del foro di Benevento, di predisporre un esposto da inviare alla magistratura di Benevento e al Garante per la Protezione dei dati personali in relazione alla captazione illecita di conversazioni registrate abusivamente in un colloquio al quale partecipava la sottoscritta, allora deputato della Repubblica Italiana, nonché alla loro divulgazione attraverso i mezzi di informazione. Congiuntamente si chiederà di chiarire le responsabilità di tutti coloro che con atti e fatti gravemente lesivi della mia privacy hanno tentato di ledere la mia immagine e la mia onorabilità”.

 

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