CASO UNIPROM-CENTURIONE, SISTEMA PESCA MIPAAFT HA LAVORATO SEMPRE CORRETTAMENTE. GUP: STOP PROCEDIMENTOAMBROSIO E ABATE: RICONOSCIUTA LEGITTIMITA DEL NOSTRO COMPORTAMENTO. IANI: CALPESTATA E INFAMATA DIGNITA

Il GUP presso il Tribunale di Roma, Tamara De Amicis, ha emanato ieri la sentenza con la quale al termine dell’udienza preliminare ha dichiarato non doversi procedere perché il fatto non sussiste nei confronti dei Direttori Generali del Ministero delle Politiche Agricole, Giuseppe Ambrosio e Saverio Abate per la gestione dei finanziamenti a Uniprom e a IREPA.
Il procedimento attivato dalla Procura della Repubblica di Roma a seguito delle indagini del c.d. Processo Centurione (che aveva visto assolti nel 2016 tutti gli imputati perché il fatto non sussiste e che aveva sconvolto il Ministero di via XX Settembre) riguardava due finanziamenti uno a Uniprom e l’altro a IREPA.
Il finanziamento a Uniprom che ha visto coinvolti nelle indagini Ambrosio e Abate oltre ai massimi dirigenti delle associazioni professionali della pesca è stato concesso nel lontano 2001dal Direttore Gènèrale dell’epoca Aulitto per sostenere la piccola pesca in attuazione della legge 164 del 1998.
“In attesa di leggere le motivazioni della sentenza possiamo dire con soddisfazione - hanno dichiarato ad AGRICOLAE Ambrosio e Abate - che il Giudice ha riconosciuto la legittimità del nostro comportamento rispettoso delle norme come abbiamo sempre fatto nella nostra ventennale esperienza di direttori generali. Abbiamo dimostrato che tutti gli atti sono stati riconosciuti legittimi dagli organi di controllo e che abbiamo agito nel rispetto degli obiettivi di gestione assegnati dal Ministro”
La sentenza che AGRICOLAE pubblicherà non appena disponibile conferma ancora una volta che il sistema della pesca e acquacoltura ha sempre lavorato correttamente nel rispetto delle norme e nel solo interesse del ceto peschereccio interessato.
Rivendica la sua esperienza in Uniprom Ettore Ianì, già presidente di LegaPesca, dato che, spiega ad AGRICOLAE, "grazie a quella realtà sono stati fatti molti accordi con le università, è stato dato lavoro a decine e decine di aziende cooperative, e sono stati prodotti studi che ancora oggi sono alle alla base di decisioni della Commissione Ue e della Fao. Un contesto che la giustizia capricciosa ha disintegrato e, sebbene felice del risultato, nessuno mi può consolare del fatto che la mia dignità è stata calpestata e infamata e ancora oggi ne porto i segni". Oltre a questo "ha influito negativamente sull'attività di Legapesca - prosegue - nel momento in cui il sistema bancario e creditizio - a causa dell'indagine in corso - ha chiuso i rubinetti creando difficoltà insopportabili cui, forse, doveva e poteva supplire la robusta grande Legacoop".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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