CERTIFICAZIONE ANTIMAFIA, COMAGRI CAMERA. PAGLIARDINI (AGEA): INNALZARE ESENZIONE A 50.000 EURO PER MENO BUROCRAZIA, EROGAZIONI PIÙ VELOCI E ASSICURARE CONTROLLI REALI

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“Una recente modifica, nel novembre 2017, del codice antimafia ha introdotto l’obbligarietà della richiesta della documentazione antimafia per tutti gli aiuti erogati in agricoltura. La norma attualmente in vigore stabilisce l’esenzione per le attività di richiesta delle informative antimafia a 25.000 euro” dichiara Gabriele Papa Pagliardini, direttore di Agea. “Questa soglia ha determinato un incremento esponenziale delle certificazioni antimafia.

Precedentemente, come Agea, avevamo una richiesta di 546 richieste, mentre oggi mediamente abbiamo 60.000 richieste, cambiando in modo netto il carico burocratico.

Rispetto a queste 60.000 domande del 2018, noi abbiamo formalizzato dai Ca 21.000 domande, quindi non tutte le domande sono state inserite nel sistema. E di queste 21.000 domande solo 14.000 sono state acquisite dal sistema” prosegue Pagliardini.

“La questione dei 25.000 euro di limite è un punto di caduta già insufficiente a garantire un processo veloce di erogazione delle risorse, quindi il livello di cautela che si richiede rispetto all’acquisizione di questa documentazione andrebbe conciliato sia con le capacità amministrative delle pubbliche amministrazioni di seguire l’applicazione di questa norma, sia con la procedura di erogazione delle risorse. Per un’impresa agricola diventa fondamentale il fattore tempo, ricevere le risorse oggi o riceverle tra sei mesi non è assolutamente un elemento di indifferenza” sottolinea il direttore di Agea.

“Per gli aiuti nazionali invece le imprese agricole sono soggette non all’informativa antimafia, bensì alla comunicazione antimafia, in questo caso senza alcun limite di esenzione” chiarisce Pagliardini.

“Per garantire la reale efficacia del controllo dobbiamo rimanere sulle 15/20.000 domande annue da trattare. Se la soglia dei 25.000 euro ci obbliga a trattarne 60.000, la soglia dei 50.000 euro può ridurre in maniera sostanziale questo carico, garantendo controlli reali e non solo teorici o successivi all’erogazione.

Invece un limite di 50.000 euro sulla comunicazione antimafia escluderebbe tutti, perché gli aiuti nazionali sono aiuti di carattere minore rispetto a quelli comunitari. Si deve quindi ragionare su limiti diversi, stante il fatto che oggi non esistono limiti e tutti sono soggetti alla comunicazione antimafia” conclude Pagliardini.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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