CETA, CENTINAIO: ITALIA “NON RATIFICHERA ACCORDO PERCHE NON TUTELA PICCOLE PRODUZIONI DOP E IGP”. IL REPORT CON I PRO E I CONTRO

L'Italia non ratificherà il Ceta. Il neo-ministro all’Agricoltura Gian Marco Centinaio spiega - dalle pagine de La Stampa - che l’Italia non ratificherà il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) “perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp”.

“Chiederemo al parlamento di non ratificare quel trattato e gli altri simili al Ceta, del resto è tutto previsto nel contratto di governo”, spiega il ministro in un’intervista sul quotidiano.

Il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) è il trattato di libero scambio negoziato tra Canada e Unione Europea e deve essere ratificato dai paesi membri.

L'accordo sul Ceta ha diviso nel vero senso della parola il mondo agricolo ed agroalimentare e quello politico tra chi è a favore e chi contrario. Ad esprimersi 'conto' era stato già il presidente del Veneto ed ex ministro dell'Agricoltura leghista Luca Zaia:

ZAIACETA. PRESIDENTE VENETO, “BENE STOP A ACCORDO CHE UCCIDEREBBE LE NOSTRE TIPICITA’ AGRICOLE”

“E’ stato bloccato un vero e proprio attacco alle tipicità agricole, che sono il fiore all’occhiello dell’agricoltura veneta e italiana. Il trattato Ceta non va ratificato mai. Lo vogliono gli stessi che sostenevano che gli ogm sarebbero stati la salvezza del settore”.

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto commenta “con grande soddisfazione e altrettanto sollievo”, lo slittamento sine die della ratifica del trattato commerciale tra Europa e Canada, deciso oggi in Senato.

Il Governatore, che il 5 luglio scorso aveva partecipato a una manifestazione organizzata a Roma da Coldiretti per dire no alla ratifica, sottolinea che “era e resta assolutamente inaccettabile che solo 41 denominazioni d’origine su 291 fossero tutelate in un accordo che manca di rispetto per i nostri agricoltori, per il loro lavoro, per la nostra identità produttiva e per la sicurezza alimentare”.

“Leggendo questo accordo e i suoi allegati – aggiunge il presidente Veneto – è evidentissimo che si prevederebbe non solo l’abbattimento pressochè totale dei dazi e delle norme di tutela e qualità, ma anche che si potrebbero liberamente commercializzare prodotti simili al nostro ‘Asiago’ con la semplice dizione ‘simil’ o ‘tipo’. E allora che ne sarebbe –conclude – di tutta la nostra battaglia contro l’italian sounding, il falso ‘Parmesan’ e i rischi di contraffazione?”.

A favore era invece Maurizio Martina, attuale segretario reggente del Partito Democratico ed ex ministro dell'Agricoltura sotto il governo Renzi.

MARTINA

il ministro ha fatto sapere che si è svolta proprio oggi a Foggia “la riunione preliminare della prima sezione territoriale della rete del lavoro agricolo di qualità

CETA, MARTINA LO DIFENDE ALLA CAMERA MA IL SENATO RINVIA SINE DIE

Tutto fermo per il Ceta. Nonostante il ministro Martina lo abbia difeso in audizione alla Camera, il Senato lo rinvia senza un termine preciso. Che l'esame della ratifica del Trattato commerciale euro canadese Ceta sarebbe slittato sine die lo ha reso noto, al termine della Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama è stata la presidente del gruppo Misto Loredana De Petris. "La proposta di Sinistra italiana di farlo slittare - ha detto la senatrice - è stata accolta anche dagli altri gruppi e di questo siamo molto soddisfatti"

"Il Ceta rappresenta un primo passo utile, soprattutto a difesa delle nostre piccole imprese. È per loro che abbiamo bisogno di regole giuste in mercati aperti e reputo un avanzamento positivo il venir meno dei dazi e della burocrazia ad essi collegata" aveva affermato in Question time il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, rispondendo in merito agli effetti del Trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada (Ceta) sul comparto agricolo e agroalimentare nazionale. "Sul fronte della sicurezza alimentare - prosegue Martina - va chiarito che non accetteremo nessuna proposta legislativa europea o accordo commerciale che diminuisca le garanzie attuali. Così non è per il Ceta che prevede espressamente che i produttori canadesi che vorranno esportare in Europa dovranno applicare le norme europee alla loro produzione. Ad esempio non potranno essere importati nell'Ue prodotti trattati con sostanze vietate all'interno della Ue".

"Per quanto riguarda il richiamato possibile impatto sull'importazione in Europa di prodotti Ogm - aggiunge il ministro -, come ricordato l'accordo dispone espressamente che le sue norme troveranno comunque applicazione nella misura in cui non deroghino alle disposizioni previste dagli Stati a tutela della salute dei propri cittadini".

"Un altro aspetto da valutare con favore - conclude Martina - è l'attenzione e la tutela ottenute sul fronte delle Indicazioni geografiche. Più di tante mie parole valgono i commenti positivi dei consorzi di tutela e di migliaia di imprese che con il Ceta ottengono più protezione. Ad oggi infatti in Canada nessuna Indicazione geografica italiana veniva tutelata, anzi avevamo casi di divieto di utilizzo del nome come per il Prosciutto di Parma, in quando confliggeva con un marchio commerciale registrato in Canada. Con l'accordo ai 41 prodotti DOP e IGP, che valgono il 92% dell'export agroalimentare di qualità italiano in quel Paese, viene finalmente riconosciuto il diritto esclusivo al nome. In sostanza l'uso improprio di una denominazione è vietato. Si tratta di un passo in avanti cruciale nella lotta alla contraffazione e nel contrasto del fenomeno dell'Italian sounding".

Il CASO CETA UE-CANADA. ANALISI DI UNA POLEMICA GIURIDICAMENTE INFONDATA

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il dossier scientifico redatto in esclusiva:

AGRICOLAE pubblica un Dossier giuridico sul caso CETA, che ha diviso il mondo politico, il mondo agricolo, quello dell'industria e quello della rappresentanza. Il tempo stringe ed entro il 21 settembre tutti i paesi dovranno aver ratificato il trattato.

L'autore Luigi Cerciello Renna presenta in esclusiva un Report a sua firma che ne analizza - lontano dalla demagogia e dagli interessi di parte - gli aspetti più salienti, fornendo risposte ai vari interrogativi susseguitisi nel dibattito nazionale.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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