CETA, CERCIELLO RENNA: “POLEMICA GIURIDICAMENTE INFONDATA, RIVENDICAZIONI NANOMETRICHE ZAVORRANO L’ECONOMIA ITALIANA”

“Il CETA è a mio avviso un importante strumento di giuridificazione della globalizzazione. Ma nelle ultime settimane è tornata ai miei occhi l’immagine di un’Italia dove la piazza urla e il diritto tace”: sono le parole con cui il giurista Luigi Cerciello Renna conclude il Report scientifico a sua firma dedicato al CETA, che, pubblicato oggi da "Agricolae", si pone tra gli studi più importanti ad oggi condotti in Italia sull’Accordo di libero scambio sottoscritto tra Unione Europea e Canada. Un documento circostanziato composto da più di 20 pagine, in cui l’autore si addentra nel tessuto normativo del CETA, sviscerandolo e commentandolo in rapporto al diritto commerciale mondiale, senza risparmiare l’approfondimento dei temi che hanno originato lo scontro tra favorevoli e contrari all’approvazione del trattato.
Il titolo è emblematico: “Il Caso CETA UE-Canada: analisi di una polemica giuridicamente infondata”. Come pure emblematica è la posizione di Cerciello Renna, che bene emerge in più punti del suo Dossier.
E’ così che, nel richiamare la demagogia dei muri che sta orientando la discussione pubblica in atto, l’editorialista scientifico di “Agricolae” afferma che “spinte antiliberiste e anèliti protezionistici hanno preso il sopravvento in Italia ammantandosi di indispensabile partigianeria per le eccellenze nostrane”, rivelando espressamente che “la prima sensazione che mi attraversa è che la crociata italiana contro la ratifica del CETA abbia raccolto numerosi proseliti perchè molti sono coloro che tendono ad accordare centralità più al profilo degli organizzatori della protesta che non al merito tecnico della contesa”.

Cerciello Renna osserva che “le recenti ostilità contro il CETA svelano il grave rischio che la nostra agricoltura finisca con l’avvitarsi su se stessa, retrocedendo nelle dinamiche commerciali mondiali” e ammonisce sul fatto che “in Italia, di fatto, la tutela dei prodotti locali si è lentamente trasformata da priorità in ideologia e il settore primario si rivela innervato dalle tendenze neo-protezionistiche di elìte e gruppi che hanno fatto del localismo il proprio manifesto politico”.

Nel suo Dossier, il giurista illustra meticolosamente come le regole di ingaggio del commercio mondiale siano diverse da quelle europee e dimostra la conformità del CETA al regime giuridico dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, cui tanto l’UE e l’Italia quanto il Canda sono tenuti ad attenersi. “Ma nel sentire comune” - puntualizza Cerciello Renna - “qualunque misura o decisione internazionale che non corrisponda ai criteri e agli standard ‘domestici’ assurge ad un’aberrazione giuridica che da oltre confine attenta alla nostra economia”.

E prosegue rimarcando l’incidenza al riguardo delle “pubbliche rivendicazioni nanometriche di vari gruppi e organizzazioni”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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