CETA, DI MAIO: SARA RESPINTO IN AULA. E RIMUOVEREMO FUNZIONARI CHE LO DIFENDONOPD CONTRO. SCALFAROTTO: PAROLE DETTATE DA IGNORANZA. GADDA: ANTEMPONE SUA CARRIERA A PAESE

DI MAIO M5SRitorno ai voucher e stop al Ceta. Con tanto di rimozione dei funzionari che lo difendono. È quanto Luigi Di Maio ha dichiarato nel corso dell’Assemblea Coldiretti. Purché non si torni allo sfruttamento nei campi.

 

Dei voucher il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ne aveva già parlato stamattina su Rai 3: "Se si vogliono reintrodurre i voucher per pagare giovani e meno giovani a me non va bene: se invece si vogliono reintrodurre in specifici settori come l'agricoltura e in specifiche mansioni che non prevedono lo sfruttamento di chi vuole lavorare nel settore, allora vanno bene", ha detto. Specificando che occorre "capire bene come viene scritta la norma", ha detto ad Agorà. "Non vorrei che la reintroduzione fosse un modo per reintrodurre lo sfruttamento che c'era prima con l'abuso di questi strumenti". "Ho parlato con il ministro Centinaio, abbiamo detto reintroduciamoli in agricoltura, facciamo una riflessione sul turismo, ma se si prova a sfruttare i nostri giovani non va bene".
Altro tema toccato da Di Maio è stato quello del Ceta: "Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà". E ha poi aggiunto: "Se anche uno solo dei funzionari italiani che rappresentano l'Italia all'estero continuerà a difendere trattati scellerati come il Ceta, sarà rimosso".

CETA, SCALFAROTTO, PD: PAROLE DI DI MAIO DETTATE DA IGNORANZA

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio sul Ceta sono chiaramente dettate o dall'ignoranza o dalla follia. Il ministro propone di bocciare un trattato già in vigore, grazie al quale il 98% dei dazi sulle merci italiane esportate in Canada è stato azzerato, che ci consente per la prima volta di veder riconosciuti e tutelati i prodotti IGP in un Paese anglosassone extraeuropeo, che permette per la prima volta alle imprese italiane di partecipare agli appalti pubblici in Canada e che apre il mercato canadese alle nostre imprese anche dal punto dei vista dei servizi. Secondo i dati forniti della Commissione europea, dall'entrata in vigore provvisoria del Ceta le esportazioni italiane verso il Canada sono aumentate dell'8%. Si tratta di dati semplici da reperire, e il ministro incaricato di far crescere la nostra economia dovrebbe ben sapere che l'Italia, che è il nono paese esportatore al mondo, può prosperare solo se nuovi mercati vengono aperti ai nostri prodotti e se dazi e barriere non tariffarie sul Made in Italy vengono eliminate. Invece di minacciare di licenziamento i funzionari del ministero, con un'arroganza e una prepotenza che sono proporzionali soltanto alla sua ignoranza, Di Maio li utilizzi per capire, si faccia spiegare come utilizzare correttamente gli strumenti contenuti nel Ceta, a partire dalle quote aggiuntive di esportazione di formaggi, che richiedono la presenza assidua e la capacità negoziale del governo al fianco dei nostri imprenditori. Sarà un training che gli farà bene e che gli eviterà il rischio di passare alle cronache come il ministro del Suicidio Economico.

Lo afferma Ivan Scalfarotto, deputato del Pd in commissione Esteri della Camera.

CETA, GADDA, PD: DI MAIO ANTEPONE SUA CARRIERA A INTERESSE PAESE

"Le dichiarazioni di oggi sul Ceta dimostrano che tra qualche punto in piu' nei sondaggi personali e l'interesse dall'Italia, Di Maio sceglie senza problemi i primi. Al punto, come in questo caso, di danneggiare pesantemente il Paese". Lo dichiara Maria Chiara gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera, a proposito delle parole di Luigi Di Maio sul Ceta. "Il ministro- spiega- annuncia che fara' di tutto per impedire la ratifica del Ceta. Dovrebbe sapere- spiega- che grazie al Ceta lo scorso anno l'Italia ha esportato in Canada, paese fondamentale per l'export del Made in Italy, ben oltre 811 milioni di euro tra prodotti agricoli, cibi e bevande a cui si aggiungono moltissimi altri comparti chiave come quello della moda o dell'arredamento. Da ottobre 2017 a gennaio 2018, fase transitoria del trattato, gli arrivi di grano canadese sono diminuiti del 46% mentre le spedizioni tricolori agroalimentari verso il Canada sono aumentate del 9%. Le esportazioni di vino sono aumentate del 12%. Possibile che Di Maio non sappia niente di tutto questo? Oppure, cosa ancora piu' incredibile, vuole sacrificare questi risultati solo per cercare di rintuzzare

Salvini nell'osteggiare tutto quello che viene da fuori i confini italiani? Per ostentare la forza che non ha si dice pronto a licenziare i funzionari che non gli ubbidiranno, confondendo evidentemente i ministeri con il suo movimento, dove si puo' espellere all'istante chi non si allinei con il capo". "Oggi Di Maio ha dimostrato che la sua sfrenata ambizione viene prima degli interessi dei lavoratori e delle imprese italiane. Il ministro Centinaio, che e' giustamente a favore di questi accordi, intervenga a tutela del Made in Italy", conclude.

CETA, MAGORNO (PD): “DI MAIO VUOLE IL MALE DEL MADE IN ITALY”

Gravi le parole di #DiMaio sul #Ceta. Il Ministro mostra di non aver studiato, ignora i dati positivi delle esportazioni in Canada e arriva a minacciare i funzionari che non lo seguiranno. Una presa di posizione che ha dell’assurdo e che può solo fare male al Made in Italy.

Lo dichiara il Senatore Pd, componente della Commissione Agricoltura, Ernesto Magorno che commenta così le parole d Ministro Di Maio sul Ceta.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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