CETA, TUTTI CONTRO TUTTI. COLDIRETTI “SMENTISCE” UE E AGRINSIEME DICE: EXPORT AUMENTA DEL 7%IL DOSSIER GIURIDICO CON I PRO E I CONTRO. IL 26 RIUNIONE A MONTREAL

La Commissione Ue rende noti i dati dell'export verso il Canada in occasione del primo anniversario dall'avvio provvisorio dell'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e il Canada. Ed è subito polemica.

L'argomento Ceta, che già nella passata legislatura aveva diviso in due fronti contrapposti il mondo politico (anche all'interno degli stessi partiti) tanto da creare una commissione interparlamentare, il mondo associazionistico e il mondo scientifico, 'scotta' così tanto che basta un cenno o una manciata di numeri per riaccendere i fuochi.

Un tema così caldo che addirittura il ministro delle Politiche Centinaio, che inizialmente aveva detto 'niet' al Ceta, in seguito si è mostrato più cauto.

Secondo il report della Commissione Ue le esportazioni agroalimentari 'made in Italy' verso il Canada raggiungono un quinto dell'export totale italiano. Le bevande, incluse vino e alcolici forti, sono aumentate del 2,5%, pari al 10% delle esportazioni complessive.

In particolare il vino, scrive l'ANSA, che rappresenta la principale esportazione tricolore verso il Canada, ha raggiunto il valore di 214 milioni di euro.

In crescita anche altri settori: oltre ad abbigliamento e calzature (con un balzo in particolare di magliette di cotone, cardigan e pullover a +70%), i macchinari e parti meccaniche registrano +5,1%, aerei e pezzi di ricambio +15,5%, metalli preziosi +50%. Risultati molto positivi sono stati raggiunti poi dal comparto ceramiche (+37%), marmi (+11%), gioielleria (+77%), e cucine in legno (24,3%). Nel complesso le esportazioni dei 28 verso il Canada sono cresciute del 7% anno su anno nel periodo ottobre 2017-giugno 2018. Tra i settori che più hanno beneficiato dell'intesa commerciale, segnalano i dati della Commissione Ue, macchinari (+8% a livello Ue), farmaci (+10%), mobili (+10%), profumi e cosmetici (+11%), calzature (+8%) e abbigliamento (+11%). Sul fronte dell'agroalimentare a livello Ue, le cifre più interessanti riguardano invece frutta e noci (+29%), cioccolato (+34%), vino frizzante (+11%) e whisky (+5%).

Ma a rispodere a fuoco aperto "smentendo il trionfalismo europeo" è subito il Movimento Cinque Stelle, con Tiziana Beghin, che già in passato in prima linea contro l'accordo gudicato penalizzante per il made in Italy.

CETA, BEGHIN (M5S): TRIONFALISMO COMMISSIONE EUROPEA SMENTITO DAI FATTI, RESTA NOSTRA OPPOSIZIONE

“A un anno dalla firma del Ceta, l’accordo di libero scambio fra Europa e Canada, le perplessità sollevate da numerosi operatori del settore sono confermate. I produttori italiani di pomodoro pachino, ad esempio, hanno recentemente denunciato il blocco canadese delle importazioni dalla Sicilia con il pretesto di un insetto non presente nelle spedizioni. Inoltre, il meccanismo delle quote di esportazione in Canada dei formaggi europei e italiani non funziona visto che sta portando i costi di “affitto” delle quote a valori stranamente simili a quelli dei dazi formalmente cancellati”, così dichiara l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Tiziana Beghin durante l'inaugurazione della 12ma edizione del Salone del Gusto di Torino.

“Il trionfalismo del Commissario al Commercio Cecilia Malmström è smentito dai fatti. Secondo i dati Istat nell’ultimo trimestre del 2017 le esportazioni in valore verso il Canada sono risultate in crescita dell’8,5%, ben al di sotto del 12,5% fatto registrare nello stesso periodo nell’anno precedente l’entrata in vigore del trattato. Il Ceta crea benefici solo per le grandi multinazionali e abbandona al proprio destino le piccole e medie imprese. Confermiamo nostra forte contrarietà”.

A ruota anche Ylenia Lucaselli, Fratelli d'Italia che parla di "autostrada per la contraffazione".

CETA, LUCASELLI, FDI: AUTOSTRADA PER CONTRAFFAZIONE MADE IN ITALY

“Al di là dei dati Ue che ostentano esultanza sull’export agroalimentare italiano nell’ambito dell’entrata in vigore provvisoria del Ceta, ci preoccupano i rilievi di Coldiretti. La sigla che rappresenta i produttori, infatti, segnala un calo del 3% dell’export del vino, con alcune criticità gravissime”. Lo dichiara la deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli. “Da un lato, manca la tutela di denominazioni nate dopo il 2003. Dall’altro lato, poi, non c’è nessuna messa al bando dei ‘wine kit’. Il risultato è un’autostrada per la contraffazione alimentare, e la diffusione di finti-vini che fanno strame della nostra tradizione. Rincuora che il ministro Centinaio abbia assicurato volontà di ridiscutere l’accordo, ci auguriamo che il governo dimostri fermezza su questi temi ineludibili”, conclude.

A "contraddire " la Commissione Ue è la Coldiretti, da sempre contraria al Ceta. Sebbene il presidente Roberto Moncalvo sia anche vicepresidente del Copa Cogeca, da sempre invece favorevole all'accordo. E punta il dito sul vino.

CETA, COLDIRETTI, IN PRIMO SEM. -3% EXPORT VINO ITALIANO IN CANADA

Calano del 3% le bottiglie di vino made in Italy esportate in Canada nel primo semestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione del primo anniversario dell'entrata in vigore in via provvisoria dell'accordo Ceta il 21 settembre 2017, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero. Con il Ceta si è verificata - sottolinea la Coldiretti - una brusca inversione di tendenza, sia in quantità che in valore, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando le bottiglie esportate erano aumentate di ben il 14%. Il vino è il prodotto agroalimentare italiano più venduto nel Paese nordamericano dove rappresenta quasi il 40% del valore totale dell'export.

L'accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) - denuncia la Coldiretti - non protegge dalle imitazioni l'Amarone così come l'Ortrugo dei Colli Piacentini insieme a molti altri vini e non prevede nessun limite per i 'wine kit' che promettono di produrre in poche settimane le etichette più prestigiose dei vini italiani, dal Chianti al Valpolicella, dal Barolo al Verdicchio che il Canada produce ed esporta in grandi quantità in tutto il mondo. L'intesa raggiunta con il Canada, sebbene abbia mantenuto l'accordo siglato nel 2003, non ha previsto - precisa la Coldiretti - l'aggiornamento dell'elenco con le denominazioni nate successivamente. E pertanto non trovano al momento tutela importanti vini quali l'Amarone, il Recioto e il Ripasso della Valpolicella, il Friularo di Bagnoli, il Cannellino di Frascati, il Fiori d'arancio dei Colli Euganei, il Buttafuoco e il Sangue di Giuda dell'Oltrepo' Pavese, la Falanghina del Sannio, il Gutturnio e l'Ortrugo dei Colli Piacentini, la Tintillia del Molise, il Grechetto di Todi, il Vin santo di Carmignano, le Doc Venezia, Roma, Valtenesi, Terredeiforti, Valdarno di Sopra, Terre di Cosenza, Tullum, Spoleto, Tavoliere delle Puglie, Terre d'Otranto. La mancata protezione delle denominazioni di vino italiane nei diversi Paesi non solo rischia di favorire l'usurpazione da parte dei produttori locali ma - conclude la Coldiretti - favorisce anche l'arrivo su quei mercati di prodotti di imitazione realizzati altrove.

A smentire i dati invece elaborati dalla Coldiretti e a ribadire quelli della commissione europea è Agrinsieme, il coordinamento composto dall'Alleanza delle Cooperative, dalla Confagricoltura, dalla Cia e dalla Copagri. Secondo Agrinsieme, l'export agroalimentare italiano, a seguito dell'accordo, è aumentato.

CETA, AGRINSIEME: EXPORT AGROALIMENTARE VERSO CANADA +7,4%; RIUNIONE IL 26 A MONTREAL

“I dati sulle esportazioni agroalimentari comunitarie verso il Canada diffusi oggi dalla Commissione Europea, che per l’Italia certificano un aumento del 7,4%, indicano con assoluta chiarezza che per il primario nazionale i risultati sono positivi e che gliallarmismi lanciati nei mesi scorsi sono ingiustificati e azzardati, dal momento che tali previsioni sono state categoricamente smentite dalle statistiche dell’esecutivo comunitario”. Così il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Alla vigilia dell’anniversario dell’entrata in vigore in via provvisoria dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, i dati della Commissione Ue, realizzati sulla base delle ultime statistiche disponibili relative al periodo ottobre 2017-giugno 2018, indicano per il settore agricolo un aumento delle esportazioni del 29% per la frutta e la frutta secca, del 34% per il cioccolato e dell’11% per i vini frizzanti; per non parlare dei formaggi, che nel primo semestre del 2018 sono cresciuti del 19%, con Parmigiano Reggiano e Grana Padano che segnano un +7%”, evidenzia il coordinamento, ricordando che il Ceta tutela ben 41 denominazioni italiane, pari a oltre il 90% del fatturato dell’export nazionale a denominazione d’origine nel mondo, ed elimina le tariffe doganali per il 98% dei prodotti che la UE esporta verso il Canada.

“Il Ceta non è ovviamente privo di aspetti critici, sui quali occorre continuare a lavorare”, afferma il coordinatore di Agrinsieme Franco Verrascina, ricordando che “per la ratifica non ci sono tuttavia scadenze e tempistiche precise e che quindi l'applicazione provvisoria può continuare a lungo”.

“Nel frattempo, la Commissione Ue sta continuando a lavorare su ‘particolari questioni d’interesse’ dell’accordo, che saranno ad esempio oggetto di una riunione che si terrà il 26 settembre a Montreal”, conclude il coordinatore.

Qui di seguito AGRICOLAE riporta lo studio esclusivo redatto per cercare di fare chiarezza in una diatriba che rischia di divenire più demagogica che oggettiva.

CETA, DOSSIER GIURIDICO CON I PRO E I CONTRO. ANALISI DI UNA POLEMICA GIURIDICAMENTE INFONDATA

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