CIA, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE. GLI INTERVENTI DI SCANAVINO E DEGLI ASSESSORI REMASCHI (TOSCANA), MAMMI (EMILIA-ROMAGNA), PAN (VENETO) E ROLFI (LOMBARDIA)

“Usciamo da un periodo drammatico che ci ha insegnato tante cose, tra cui il fatto che l’agricoltura è un settore strategico, infatti non abbiamo mai chiuso perché l’approvvigionamento non poteva passare che tramite il sistema agricolo” dichiara il presidente di Cia, Dino Scanavino, nel corso della videoconferenza attorno il tema della sostenibilità ambientale nell’emergenza covid-19.

“Abbiamo però rilevato abbondanti presenze di cibi stranieri nonostante avessimo prodotti nazionali sugli scaffali. Ciò nonostante occorre notare come i negozi di prossimità sono stati riscoperti dai cittadini che però andrebbero tutelati con politiche di sostegno, così come le aree rurali” prosegue.

“Nella sfida ambientale che l’Ue ci propone l’agricoltura dovrà essere protagonista, senza subire ma essendo parte di un processo di cui vogliamo essere protagonisti. L’agricoltura nella nuova visione green del mondo è fondamentale.

Abbiamo molto chiaro il nostro ruolo nella relazione stretta con l’ambiente che ci circonda e con l’ecosistema, per questo dobbiamo essere più resilienti e meno pesanti sotto l’aspetto dell’inquinamento” sottolinea Scanavino.

“Ci sono risorse molto importanti in campo con cifre significative ma senza indicazioni sui tempi di erogazione e su come queste risorse faranno parte di un sistema.

Anche le inefficienze burocratiche e le incapacità saranno la difficoltà che dovremo superare nell’investire queste risorse.

Abbiamo ribadito il problema che l’agricoltura non è presente nei processi di discussione sui dossier del green new deal, questo è il vero tema da affrontare” conclude il presidente di Cia.

Di seguito gli interventi di alcuni degli assessori regionali intervenuti nel corso della webconference.

Marco Remaschi, assessore Toscana:

L’agricoltura finalmente viene rivalutata come merita, come settore strategico per le sfide future. Il bilancio con ulteriori fondi messi a disposizione potranno supportare in maniera più strategica la biodiversità ed il farm to fork.

L’agricoltura deve proiettarsi verso uno sviluppo più tecnologico, sostenibile e funzionale, questa è la direzione verso cui l’Italia e l’Europa devono andare.

Mi preoccupa però la questione dell’aumento delle foreste urbane ed extraurbane a conseguenza dell’abbandono della superficie agricola. Il bosco bisogna coltivarlo e non invece abbandonare i campi.

Alessio Mammi, assessore Emilia Romagna:

Mi preme sottolineare che è necessario concentrarsi nell’uscire da questa emergenza sanitaria ed impegnarci in seguito ad affrontare le ripercussioni sociali ed economiche. Suinicoltura, pesca, floricoltura hanno bisogno di risposte immediate e rapide e le risorse individuate nei provvedimenti dei decreti nazionali devono arrivare nel più breve tempo possibile. Stiamo cercando di accelerare i pagamenti per sostenere il settore agroalimentare, che proprio in questo periodo di crisi ha dimostrato quanto sia importante per il paese, dal punto di vista della sostenibilità, dell’autosufficienza, della salute.

Di fronte a queste sfide noi come Emilia Romagna non ci sottraiamo, abbiamo già fatto passi in avanti notevoli, basti pensare al 30% della nostra agricoltura biologica. Ma occorre mettere in campo una visione di prospettiva portando con noi il mondo delle imprese.

Dobbiamo evitare approcci dogmatici, senza generalizzare ed evitando di fissare obiettivi standard per tutti i territori. Occorre fare politiche sartoriali che intercettino le caratteristiche dei territori. Tra pac e new green deal servono maggiori risorse e non meno, si tratta di un aspetto fondamentale. L’Europa deve assumersi il ruolo di tutelare e valorizzare le eccellenze e promuovere la ricerca e l’innovazione. Le regioni vanno preservate e vogliamo conservare il nostro protagonismo nelle scelte agroalimentari.

Giuseppe Pan, assessore Veneto:

Il paese in questi mesi ha riscoperto l’agricoltura come settore strategico ma adesso non vorrei che tutti i problemi ambientali siano causati dell’agricoltura. Se dobbiamo convertire al biologico e produrre di meno, chi paga tutto questo? Guardiamo anche industriali, artigiani e tutte le altre categorie. Non sono i trattori veneti il problema dell’inquinamento.

Nella Ue l’agricoltura è fuori dai tavoli, la risposta ai problemi non è solo il biologico ma tutto il sistema deve essere accompagnato verso la sostenibilità. Noi siamo i primi difensori della terra e della sostenibilità ma bisogna accompagnare questo processo, senza abbandonare gli agricoltori. Serve più velocità da parte del governo per queste piccole risorse messe in campo, perché nella realtà ci aspettavamo fondi più importanti, ma fondamentale è che arrivino subito alle imprese evitando i soliti ritardi della burocrazia.

Fabio Rolfi, assessore Lombardia:

Serve aprire un dibattito con le regioni sulle prospettive dell’Europa. Mi stupisce negativamente che l’Ue non stia mutando orientamento strategico a seguito della pandemia.

La pac rischia di trasformarsi in politica comunitaria per l’ambiente, mentre dovrebbe promuovere la competitività delle imprese e difendere il reddito degli agricoltori. Rimangono poi i problemi burocratici ed il pericolo di far ricadere sugli agricoltori i costi e gli oneri ambientali e della sostenibilità. Non servono approcci puramente ideologici.

Bisogna vincere sui mercati per la qualità e la capacità. La sostenibilità non può prescindere dall’innovazione attraverso un sostegno convinto e non con imposizioni come la plastic tax.

L’Italia si deve poi dare una strategia agricola di lungo periodo, con politiche sartoriali ma avendo una strategia complessiva a livello di paese. Ciò permette di essere anche più forti in Europa e di imporre la nostra idea di agricoltura" conclude Rolfi.

 

Per saperne di più: 

L’agricoltura italiana sia protagonista delle nuove sfide lanciate dall’Europa con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Next generation Eu plan. Le Regioni diventino centrali nella gestione di questo processo virtuoso per condurre il Paese fuori dall’emergenza Coronavirus anche in chiave sostenibile. Così Cia-Agricoltori Italiani rivolgendosi agli assessori regionali all’agricoltura, incontrati in sede di giunta nazionale, nel corso della videoconferenza dal titolo “La sfida della sostenibilità ambientale nell’emergenza Covid-19. Politiche europee, territori e sistemi produttivi”.

Per Cia, infatti, il livello regionale è, in questa “Fase 2”, strategico al pari del governo nazionale e ancor più incarna l’interlocutore ideale per calare alle realtà territoriali, gli obiettivi e le risorse della transizione verde europea.

L’emergenza epidemiologica, sottolinea Cia, ha messo a dura prova la tenuta sociale ed economica del Paese e l’agricoltura, pur avendo, con impegno e responsabilità, lavorato per garantire sempre cibo sano e di qualità per tutti, non è uscita indenne dallo shock causato dalle restrizioni per contenere la diffusione del virus. In particolare, il tema della sostenibilità ambientale, già caro a Cia che lo ha riportato al centro del dibattito istituzionale con il progetto sulle aree interne “Il Paese che Vogliamo”, è diventato prioritario di fronte agli effetti del lockdown, con il blocco delle attività di forestazione e manutenzione del verde da una parte, e il proliferare della fauna selvatica, con crescita ulteriore dei danni per le attività agricole, dall’altra.  Scenario tale, secondo Cia, da richiedere a tutti, soprattutto alle Regioni, una rinnovata riflessione sul ruolo delle aree rurali e dei suoi agricoltori, custodi dell’ambiente e del paesaggio, motore della ripartenza economico-sociale delle comunità, soprattutto alla luce delle sfide Ue.

Al centro del confronto con gli assessori regionali ci sono gli impegni e le opportunità targate Ue, prossime azioni da intraprendere con chiarezza e  tempestività, a partire dalla strada obbligata tracciata dal Green Deal per un’Europa a neutralità climatica entro il 2050 e affiancata dalle strategie Biodiversità 2030 e Farm to Fork. Entrambe, guardano ad azioni significative e ambiziose per un equilibrio fra natura, sistemi alimentari e bio, come la riduzione dell’impatto ambientale e climatico della produzione animale.

Inoltre, segnala Cia, sempre all’interno della cornice delineata dal Green Deal europeo, il Next generation EU plan, stanzia risorse aggiuntive importanti, pari a 15 miliardi, per lo sviluppo rurale Ue all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale.

“In questo quadro, senza dimenticare l’appuntamento con la riforma della Pac -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- le Regioni saranno chiamate a giocare un ruolo chiave e dovranno avere dalla loro parte, la capacità di cogliere nella sfida, una grande opportunità di crescita”.

“L’agricoltura dovrà necessariamente rivedere i suoi metodi di produzione -ha continuato Scanavino- e le istituzioni regionali con le quali stiamo dialogando da tempo, saranno centrali nel guidare il cambio di passo e di approccio delle imprese del settore agro-alimentare”.

“Abbiamo chiesto al governo di accelerare su un solido e credibile piano di riforme per accedere alle risorse messe a disposizione dall’Europa per il rilancio post Covid-19 -ha concluso Scanavino. Sul fronte interno a noi, insieme con le istituzioni regionali, spetta il compito di condurre il Paese verso una nuova consapevolezza, quella che vede il settore agro-alimentare produttore non solo di beni alimentari, ma anche, sempre più, di servizi ecosistemici, indispensabili per la transizione verso lo sviluppo sostenibile”.

Hanno partecipato alla videoconferenza, con il presidente nazionale Dino Scanavino e i presidenti Cia regionali: Emanuele Imprudente (vicepresidente e assessore all’Agricoltura Regione Abruzzo); Francesco Fanelli(vicepresidente e assessore Politiche agricole Regione Basilicata); Gianluca Gallo (assessore all’Agricoltura Regione Calabria); Nicola Caputo (consigliere del presidente della Regione Campania con delega alle Politiche agricole); Alessio Mammi (assessore all’Agricoltura e Agroalimentare Regione Emilia-Romagna); Stefano Mai (assessore all'Agricoltura, Sviluppo dell'entroterra e delle zone rurali Regione Liguria); Fabio Rolfi (assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Regione Lombardia); Anna Casini (vicepresidente Regione Marche con delega all’Agricoltura); Marco Protopapa (assessore all’Agricoltura Regione Piemonte); Michele Emiliano (presidente Regione Puglia con delega all’Agricoltura); Edy Bandiera (assessore all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca Regione Sicilia); Marco Remaschi (assessore all’Agricoltura Regione Toscana); Giulia Zanotelli (assessore all’Agricoltura Provincia autonoma di Trento); Roberto Morroni (vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e agroalimentari Regione Umbria); Giuseppe Pan (assessore all’Agricoltura Regione Veneto).

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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