CIMICE ASIATICA, CENTINAIO AL SENATO: CREA AUTORIZZATO A INTRODURRE LA ‘SAMURAI WASP’ PER MOTIVI DI STUDIO

Il ministro delle politiche agricole, Gian Marco centinaio, è intervenuto al Senato per rispondere a un’interrogazione di Gianpaolo Vallardi (Lega) in merito al contrasto alla diffusione della cimice asiatica. Nella sua interrogazione, Vallardi chiedeva a Centinaio di intraprendere iniziative per debellare questa piaga che sta affliggendo il mondo agricolo e a che punto siano le ricerche del Crea sull'efficacia dell'Ooencyrtus telenomicida in qualità di antagonista naturale da utilizzare per il contrasto alla diffusione della cimice asiatica.

“L’insetto, che arreca danni su vari frutteti e culture erbacee, ha dimostrato un’elevata capacità di diffusione nel Mediterraneo, pur non venendo poi incluso tra gli organismi nocivi e da quarantena per l’Unione visto che la sua rapidità di distribuzione su una vasta area geografica ne ha precluso ogni tempestivo intervento di eradicazione”, ha ricordato il numero uno del Mipaaf.

“Nell’ambito di misure di contrasto al parassita, che includono interventi di lotta dedicati e basati su sinergie e interventi integrati, risulta fondamentale l’attività di monitoraggio mirata nelle singole aziende agricole e sulle diverse culture; il successo nel contrasto al parassita non è assicurato dall’esclusivo utilizzo di trattamenti chimici, vista l’elevata mobilità della specie. In seno al comitato fitosanitario sono state identificate le azioni prioritarie volte a contrastare i danni del parassita che si sostanziano in attività di divulgazione e monitoraggio a cura dei servizi fitosanitari delle regioni interessate dal problema, in collaborazione con le strutture tecniche e territoriali per supportare gli agricoltori nella lotta all’insetto”.

In particolare, spiega Centinaio, “il Crea è stato identificato come istituto di supporto per gli approfondimenti degli aspetti scientifici e nel contempo sono state avviate sperimentazioni per individuare le sostanze più idonee al contrasto. Per quanto riguarda il controllo biologico per la difesa della frutticultura nazionale, sono stati avviati degli studi dedicati, per porre in essere interventi con antagonisti naturali al parassita. In particolare le ricerche svolte nell’ambito del progetto nazionale denominato Aspropi hanno permesso di individuare un imenottero parassita delle uova della cimice”.

“Per la verifica in campo, sono state effettuate prove dirette nei frutteti e l’antagonista ha dimostrato limiti d’efficacia. Per l’utilizzo di antagonisti naturali provenienti invece dal territorio d’origine del parassita, bisognerà prima risolvere le problematiche legate al divieto di introdurre in natura specie non autoctone. A questo proposito, il Mipaaf ha già autorizzato il Crea a introdurre in condizione di quarantena e per soli motivi di studio, la specie ritenuta più efficace – la “Samurai Wasp – a carico del quale sono in fase avanzata i necessari studi. Contestualmente, il Crea sta proseguendo le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della cimice che stanno iniziando a utilizzate la cimice come vittima”, ha concluso il ministro delle Politiche agricole.

Nella sua interrogazione, Vallardi rilevava come “il settore ortofrutticolo, in particolare delle regioni del Nord-Est, è colpito da un'emergenza dovuta dall'invasione, che si può definire biblica, della Halyomorpha halys, nome scientifico della cimice asiatica marmorata. Questo insetto, proveniente da Cina, Giappone, Taiwan e Corea, è particolarmente infestante e, non avendo antagonisti naturali efficaci, prolifera tranquillamente, creando seri danni all'agricoltura. A causa di questa invasione sono a rischio soprattutto le coltivazioni di pere e kiwi che rappresentano per il nostro Paese colture di punta nel mercato frutticolo a livello europeo e mondiale”.

Gli strumenti finora usati per frenarne l'espansione “consistono nell'uso dei fitosanitari, che però hanno un effetto limitato, e per avere un controllo sufficiente è necessario intervenire costantemente con ovvie conseguenze, oppure nell'utilizzo di coperture anti insetto ovvero di reti antigrandine messe sopra i filari od i frutteti, che risultano essere più efficaci ma difficili da utilizzare e dai costi elevati”

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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