COLDIRETTI, IN ITALIA SCAMBIO CARNI E’ VIETATO

In Italia lo scambio di carni all’insaputa dei consumatori non sarebbe possibile perché il decreto legislativo 109 del 1962 obbliga ad indicare in etichetta la specie animale da cui proviene la carne utilizzata come ingrediente. E’ quanto afferma la Coldiretti in rifermento allo scandalo della carne di cavallo trovata nelle confezioni di lasagne di una nota multinazionale in vendita in Inghilterra, che avrebbero dovuto contenere solo manzo. Lo scandalo che vede coinvolti alcuni paesi europei, dalla Romania alla Francia fino all’Inghilterra, attraverso i quali è avvenuta la commercializzazione della carne e delle lasagne, ripropone - sottolinea la Coldiretti - l’esigenza di una accelerazione nell’entrata in vigore di una legislazione piu’ trasparente sulla etichettatura della carne e degli altri alimenti a livello comunitario. Ad oggi - precisa la Coldiretti - ad esempio nell’Unione Europea è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza della carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza ma non quella della carne di maiale o di coniglio. L'Italia, dove con un provvedimento nazionale è obbligatorio inicare l'origine in etichetta anche per la carne di pollo è in anticipo sull' Europa dove si procede con estrema lentezza. Infatti con quasi nove anni di attesa (3.240 giorni) prima che si realizzi la completa applicazione, al Regolamento (Ue) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, spetta infatti il titolo di“provvedimento lumaca, a conferma della pesante e impropria influenza delle lobby sui temi dell’alimentazione e della trasparenza del mercato. Ci sono voluti 1.392 giorni (46 mesi), dal 31 gennaio 2008 al 22 novembre 2011, per concludere il procedimento di approvazione del regolamento, che è entrato in vigore il 13 dicembre 2011: ma l’odissea non è finita. Dal 13 dicembre 2014 (2.510 giorni dalla presentazione della proposta legislativa) scatta solo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili. Per le carni diverse come quella di coniglio e per il latte e formaggi tale data – continua la Coldiretti - rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità. L’entrata in vigore dell’obbligo di fornire ai consumatori maggiori informazioni in etichetta resta di fatto indeterminata. L’etichettatura nutrizionale, infine, si applicherà solo dal 13 dicembre 2016, per un totale appunto di 3.240 giorni. Si tratta – conclude la Coldiretti - di un arco di tempo intollerabile rispetto alle esigenze delle imprese agricole e dei consumatori che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare gravi emergenze alimentari che hanno pesato enormemente con pesanti conseguenze in termini economici e soprattutto di vite umane
com/gan

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