COMAGRI SENATO, AGRINSIEME: OCCORRE MODELLO NUOVO DI PAC. RIVEDERE ART.62. SERVE PARITA DI INTERVENTI

Sicuramente un provvedimento molto atteso che punta a una filiera totalmente trasparente”. Così Agrinsieme in audizione in Commissione Agricoltura del Senato sulle Pratiche Sleali e la Pac. “Auspichiamo una rapida revisione delle normative nazionali una volta approvata la normativa europea, aggiornando l’articolo 62”, spiega Copagri. “Apprezzabile che la Commissione abbia riconosciuto l’eterogeneità dell’agricoltura europea. Per quanto riguarda le pratiche sleali “importante la riservatezza della denuncia”.

Fondamentale per la Cia pensare a un passaggio di transizione. Sullo sviluppo rurale siamo un paese al penultimo posto per capacità pagamenti. “Abbiamo bisogno di una Pac diversa, più performante per il nostro paese sia per il metodo che per i contenuti. Una Pac innovativa che vuole mettere insieme l’ambiente con la produttività attraverso l’innovazione e la ricerca, attraverso il legame con il territorio, e la filiera a partire dall’aggregazione fino alla creazione di valore aggiunto. Con la nuova Pac non è pensato di avere ancora dei pagamenti diversificati. Dobbiamo arrivare a un sistema diverso e nuovi criteri. Un eventuale intervento di questo tipo potrebbe penalizzare alcuni settori per i quali dobbiamo trovare delle soluzioni”.

“La proposta di riforma oggi come oggi non sembra sia immediata” secondo Vincenzo Lenucci per Confagricoltura. “Abbiamo calcolato che l’Italia perderà circa 4oo milioni di euro ogni anno e 2,8 miliardi in sette anni scendendo sotto la soglia psicologica del 30 per cento del budget comunitario”. Ma abbiamo un altro problema, prosegue: “Bruxelles prevede l’aumento della convergenza esterna. E’ un problema di ripartizione e di programmazione di interventi. Ogni Paese dovrebbe articolare gli interventi. Intravediamo due rischi: un certo dirigismo della Commissione Ue nei confronti di alcune decisioni che andrebbero negoziati e rischi di complessità che potrebbero portare a ritardi di pagamenti e trasparenza pubblica”. Poi gli impegni ambientali: bene, ma occorre incentivare gli imprenditori agricoli, spiega la Confagricoltura. Secondo la quale questa Pac ha un pregiudizio nei confronti delle aziende più grandi che devono ripartire per una ridistribuzione verso le imprese più piccoli. Chiediamo che si ritorni a una parità di interventi”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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