COMUNI MONTANI, COMAGRI SENATO. LE DICHIARAZIONI DI GALLONE, TESTOR E UNCEM

“L’Italia è il paese dei piccoli comuni, non possiamo dimenticarli, anche perché spopolare i territori significa gravare sulla città. Il disegno di legge nasce proprio con questo obiettivo di evitare l’abbandono e lo spopolamento dei comuni montani, da attuare anche attraverso le agevolazioni e il sollievo fiscale. Al contrario del governo dai grandi titoli ad effetto, noi lavoriamo su fatti concreti”. Così la senatrice Alessandra Gallone nel corso della conferenza stampa di presentazione dei disegni di legge in materia di istituzione di "Zone economiche speciali nei piccoli comuni montani.

“La montagna perde la sua popolazione, a fronte delle città che invece continuano a crescere”, ha dichiarato la senatrice Elena Testor.

“Notiamo però che lo spopolamento non è uniforme, laddove esistono buone pratiche e buona amministrazione, ciò significa che questi comuni non sono condannati dall’orografia ma dalle cattive politiche. È fondamentale -ha proseguito Testor- attenuare il gap sulla mancanza di servizi, poiché le famiglie hanno le stesse esigenze di chi vive in città. Il turismo rappresenta poi una risposta efficace allo spopolamento, ma non tutte le località possono fare affidamento a questa modalità”.

“Ci troviamo di fronte ad un tema abbandonato per decenni, e che ha portato a concentrare l’attenzione su aree metropolitane sempre più vaste” ha affermato il vicepresidente di Uncem, Mazzoleni.

“In questo momento si stanno riscoprendo i luoghi montani, ma c’è bisogno di qualcuno che legiferi. Queste piccole realtà sono gli unici presidi che restano per lo sviluppo e la coesione territoriale, e il disegno di legge rappresenta la giusta strada da perseguire”.

“Quindici anni fa non sarebbe stato possibile tutto questo, sarebbe stato impossibile fare o pensare delle riforme” ha dichiarato invece il presidente di Uncem Bussone.

“Bisogna tornare a sviluppare questi territori, dove si può vivere bene e fare impresa. Questa attenzione politica finalmente ribalta il vecchio meccanismo culturale, che aveva visto la montagna abbandonata a se stessa. Bisogna combattere le diseguaglianze, servono sgravi fiscali e meno burocrazia per far sopravvivere questi luoghi.”

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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