CONFAGRICOLTURA: MALTEMPO CHOC IN E.ROMAGNA. BENE REGIONE

L’allerta è massima in Emilia-Romagna, nelle

aree dell’Appennino più sensibili al dissesto idrogeologico, dove si teme

ora per la tenuta dell’economia produttiva. Circa il 19% della superficie

regionale è a rischio frane (fonte: elaborazione Centro Studi

Confagricoltura su dati ISPRA); un’area complessiva di 4.249 chilometri

quadri rappresentata da piccoli comuni rurali che spesso sopravvivono grazie

alle attività legate all’agricoltura di montagna e di alta collina. Qui, in

particolare, è stata colpita la filiera del latte, con la perdita totale del

primo taglio di foraggio, mentre le strutture agrituristiche restano ferme

al palo». Sono gli ultimi timori espressi dalla presidente di

Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi, sull’incubo maltempo

che ha stravolto l’agricoltura regionale.

«Temiamo inoltre – continua Bergamaschi elencando le maggiori criticità -

per la produzione di pomodoro da industria: l’Emilia-Romagna ha la quota più

consistente di superfici coltivate pari a 24.140 ettari. È uno dei più

importanti comparti dell’agroalimentare italiano, già provato, in regione,

da una progressiva disaffezione alla coltura che, nel 2018, ha registrato un

calo del 6% degli ettari dedicati». Dopo una prima ricognizione eseguita

sulle aziende produttrici, si registra un ritardo nei trapianti di almeno

tre settimane e quindi una conseguente sovrapposizione delle produzioni nel

periodo di raccolta, con ripercussioni sulla trasformazione del prodotto; le

piantine piccole sono state gravemente danneggiate dal freddo, che ha

raggiunto punte fino a 6 gradi nel Parmense; invece nel Piacentino a

preoccupare maggiormente è il fenomeno dell’asfissia radicale per eccesso

idrico; infine, l’aumento improvviso delle temperature, segnalato nelle

ultime ore soprattutto nell’areale ferrarese, può creare le condizioni per

una facile diffusione delle fitopatie più aggressive, con inevitabili

contraccolpi sulla produzione».

«Bene la Regione che si è attivata subito con la dichiarazione di stato di

crisi regionale e con la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza

di rilievo nazionale. Adesso occorre uno sforzo da parte di tutti e, in

primo luogo, da parte delle associazioni agricole nella raccolta e

segnalazione dei danni al fine di dare - conclude la presidente di

Confagricoltura Emilia Romagna – una risposta concreta e tempestiva agli

agricoltori».

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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