CONFAGRICOLTURA NAPOLI PROTAGONISTA DEL PROGETTO RECUPERO URBANISTICO MAC

Le città hanno bisogno di agricoltori e agricoltura per essere vive, sostenibili e continuare ad offrire opportunità di lavoro e di reddito ai giovani. E' questo il messaggio che si ricava da quanto sta avvenendo a Pozzuoli in provincia di Napoli, nel quadro del progetto Monterusciello agro city, con Confagricoltura Napoli che sta sviluppando un forte impegno in questa direzione.

 

Qui un programma di riqualificazione urbana sposa le tipicità del territorio – come il “Pomodoro cannellino flegreo”recuperando suolo all’agricoltura, ricostruendo paesaggi agrari e puntando ad offrire nuove opportunità di lavoro e di autoimpiego. Non a caso il 20 luglio in serata è in programma un incontro tra l’amministrazione comunale di Pozzuoli e un pool di esperti, nel quale si affronterà il tema della valorizzazione dei prodotti di questo territorio che sta tornando produttivo dopo quasi 40 anni di abbandono.

 

Il Mac è uno strumento di riqualificazione urbana volto a riportare in coltura 56 ettari di territorio agricolo abbandonato di proprietà del Comune di Pozzuoli ed è stato finanziato per circa 4 milioni di euro dal fondo europeo Urban innovation action. I terreni erano stati abbandonati dopo la costruzione del quartiere, che seguì gli eventi del bradisismo della città flegrea degli anni ’80 del secolo scorso.

 

Capofila del programma è il Comune di Pozzuoli e tra i partner coinvolti nel progetto - Università di Salerno, Agrocultura, Associazione di promozione sociale L'iniziativa e Fondazione Formit – spicca il ruolo di Confagricoltura Napoli e delle aziende associate, che stanno realizzando importanti interventi.

 

Perché il progetto Mac si pone l'obiettivo di ridurre la povertà urbana del quartiere di Monterusciello di Pozzuoli, dove l'alto tasso di disoccupazione giovanile coesiste con un ambiente anonimo, decadente e inutilizzato, composto anche dal suolo agricolo non più coltivato.

 

Un esempio di recupero, l’area 17, curata dall’azienda Tammaro

Per avere un’idea del valore del lavoro sin qui svolto bisogna andare sui singoli appezzamenti recuperati, che sono stati individuati con ciascuno con un numero: come l’area 17, dove sta operando per la pulizia e la messa a coltura l’Azienda vivaistica Tammaro. I terreni, una volta predisposti per l’uso agricolo saranno assegnati ad aziende di giovani, mediante bando pubblico. In questa fase si va definendo il ripristino delle singole aree e la messa a coltura.

 

L’azienda Tammaro su una superficie complessiva di 6 ettari ne ha già stati riportati in produzione tre. E’ stato ripristinato un preesistente frutteto da 0,5 ettari (prugne “Pappagone” e altre cultivar locali), e su 1,5 ettari è stata predisposta la coltivazione del tipico “Pomodoro cannellino flegreo”, altro mezzo ettaro è stato destinato ad un orto delle tipicità, dove è possibile osservare dalla “Zucchetta napoletana” al “Peperoncino friariello”. Infine, un’altra quota di 0,5 ettari è stata dedicata alle patate. Mentre sono appena terminati i lavori di sfrondo della vegetazione selvatica dei restanti tre ettari, dove saranno impiantati un oliveto e un vigneto. Nell’area 17 c’è un canale di scolo delle acque meteoriche, che è stato completamente ripulito, risolvendo il problema dell’allagamento dell’area agricola ed anche di quella urbana confinante. Questo manufatto si presta ad essere ulteriormente ingegnerizzato per un utilizzo delle acque a scopo irriguo, vista la presenza in loco di una vasca di raccolta per le pluviali ad uso anti - incendio. Inoltre, la presenza di un casolare, potrebbe offrire la possibilità di predisporre i locali per la prima trasformazione del “Pomodoro cannellino flegreo”: che va necessariamente conservato in barattoli tagliato a filetti.

 

Valorizzare i prodotti, una Dop per il Pomodoro cannellino flegreo

La scommessa per un definitivo riscatto dell’area si vince con la redditività di questi terreni. Pertanto occorrerà dare valore aggiunto ai prodotti – come il “Pomodoro cannellino flegreo” – a valle del progetto. Non a caso i 20 luglio alle 19, proprio sull’area 17, si terrà un confronto per verificare le varie possibilità, tra questa anche quella dell’avvio del riconoscimento di una denominazione di origine protetta per il pomodorino. Parteciperanno: il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, l’assessore al governo del territorio del Comune di Pozzuoli Roberto Gerundo, il project manager del Mac - Monterusciello Agro City, Agostino di Lorenzo. Sono previsti interventi di Alberto Ritieni, docente di chimica degli alimenti all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, di Luca Iovine, divulgatore CCS, e Massimo di Porzio, presidente Fipe Campania.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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