CONFCOOPERATIVE, COOPERMONDO DIVENTA ONG. FORMULA VINCENTE PER SVILUPPO E CRESCITA

Un risultato straordinario, che non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per una nuova fase di crescita che caratterizzerà le nostre attività”. Il presidente di Coopermondo - Confcooperative Francesco Carri saluta così la notizia del riconoscimento da parte del Ministero degli Affari Esteri di Coopermondo come Organizzazione Non Governativa (ONG). Questo significa nuove opportunità, nuove responsabilità di trasparenza e un nuovo slancio per rafforzare il lavoro già strutturato negli ultimi anni. 

Attraverso il suo lavoro Coopermondo mette in rete oltre 70 progetti portati avanti dalle cooperative aderenti a Confcooperative e, attraverso la piattaforma europea di Cooperatives Europe, si lega a 270 progetti con oltre 500 partner nel mondo.Un’organizzazione come Coopermondo che supporta e promuove i principi dell’impresa cooperativa è segnale di una cooperazione internazionale che sta cambiando, in cui il ruolo che il settore privato può giocare insieme alle ONG tradizionali è fondamentale.

 

Il mondo cooperativo, infatti, ha una duplice peculiarità che gli permette di essere un attore chiave nella cooperazione internazionale. Da un lato ha la natura di settore privato, di modello di sviluppo economicamente efficiente e orientato all’imprenditorialità. Dall’altra, pur essendo un settore privato ha però nel suo DNA i valori di solidarietà e rispetto delle comunità e dei territori che lo rendono particolarmente compatibile con le dinamiche di cooperazione allo sviluppo. 

 

"Ad oggi sono più di 250 le ONG riconosciute dal Ministero degli Affari Esteri, ma Coopermondo trova la sua specificità nell’essere rappresentativa di un mondo, quello della cooperazione e di Confcooperative e delle banche di credito cooperativo, che la rendono unica nel panorama. La mission di Coopermondo - dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - è promuovere, nei paesi in via di sviluppo, il modello di crescita inclusivo che imprese cooperative sono in grado, più di altri modelli economici, di valorizzare persone e territori, perché generano sviluppo dal basso".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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