CONFEURO: RIFORMA PAC, IL DECENTRAMENTO NON BASTA PER GARANTIRE MAGGIORE EFFICIENZA

Assegnare un ruolo più diretto alla regioni nelle politiche di sviluppo rurale può tradursi in una politica agricola europea più efficace, ma le amministrazioni locali devono mostrarsi all’altezza dei compiti loro assegnati – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo le notizie che arrivano oggi da Bruxelles, per l’entrata in vigore della nuova Pac dovremo aspettare almeno fino al 2023. Se da un lato la proroga delle regole attuali impedisce di imprimere una svolta immediata, dall’altro concede più tempo per analizzare i punti deboli di un’architettura che mostra ormai i segni del tempo.

Durante il Consiglio europeo sull’agricoltura, la ministra Bellanova ha sottolineato che la riforma della Pac non consente ancora di soddisfare appieno le aspettative delle regioni. Un maggiore coinvolgimento delle regioni è sicuramente auspicabile nell’ottica della semplificazione e di una vera sussidiarietà. Il decentramento, tuttavia, non è di per sé sufficiente ad assicurare una migliore gestione dei fondi. Lo dimostra il caso della Puglia, che non è riuscita spendere 142 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo rurale entro il termine previsto del 31 dicembre 2019 – ricorda Tiso.

Le amministrazioni locali conoscono più da vicino le esigenze dei loro territori ed è logico pensare che possano allocare le risorse europee per l’agricoltura in modo più rapido ed efficiente. Il decentramento delle competenze amministrative deve però essere accompagnato da un’attenta verifica delle competenze gestionali dell’ente che è chiamato a svolgere le nuove funzioni. L’esperienza mostra infatti che il solo decentramento non è in grado di migliorare l’operato della nostra burocrazia, in assenza di politiche volte a semplificare gli adempimenti e ad avvicinare le amministrazioni ai reali bisogni delle imprese.

Riteniamo infine positiva la proposta avanzata dalla ministra Bellanova di utilizzare una parte degli aiuti diretti per far fronte alle future emergenze climatiche e fitosanitarie.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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