CONTI TRIMESTRALI, ISTAT: VALORE AGGIUNTO AGRICOLTURA CALATO DELL’1,4%

Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell’industria e dei servizi cresciuti rispettivamente dello 0,1 e dello 0,3%, mentre il valore aggiunto dell’agricoltura è diminuito dell’1,4%. E' quanto emerge dalla nota Istat sui Conti economici trimestrali 2018.

L’Istat rende disponibili le nuove serie dei conti economici trimestrali coerenti con la revisione dei Conti economici nazionali diffusa lo scorso 21 settembre e che ha riguardato gli anni 2015, 2016 e 2017. Sulla base dell’attuale politica di revisione, i conti trimestrali grezzi e destagionalizzati sono rielaborati per l’intera lunghezza della serie, ovvero a partire dal primo trimestre 1995 o dal primo trimestre 1996 (nel caso dei dati espressi in forma concatenata).

Nel secondo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti del secondo trimestre del 2017.

La crescita congiunturale del Pil e quella tendenziale risultano invariate rispetto alle stime diffuse il 31 agosto 2018.

Il secondo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2017.

La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,9%.

Nel secondo trimestre, rispetto a quello precedente, i consumi finali nazionali risultano invariati mentre gli investimenti fissi lordi registrano una crescita pari al 2,8%. Le importazioni sono cresciute dell’1,6% mentre le esportazioni sono diminuite dello 0,1%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,6 punti percentuali alla crescita del Pil, con 0,5 punti degli investimenti fissi lordi e un contributo nullo sia dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP, sia della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil (+0,2 punti percentuali), mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo pari a 0,5 punti.

La revisione per l’intero periodo di stima dei conti trimestrali è dovuta all’introduzione delle eventuali modifiche dei modelli di trimestralizzazione e di destagionalizzazione che risultano necessarie per migliorarne la robustezza statistica delle stime a seguito della revisione dei nuovi dati annuali negli anni più recenti.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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