CONVERSIONE DECRETO “TERRA DEI FUOCHI, COMMAGRI APPROVA PARERE, SANI: PROPOSTE MODIFICA MIGLIORANO LA LEGGE

«Questo pomeriggio – spiega il presidente Luca Sani - la Commagri della Camera ha approvato il parere relativo alla Legge di conversione del cosiddetto decreto legge “terra dei fuochi”, recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate.
Si tratta di un passaggio determinante in vista della conversione in legge di una serie di misure che avranno, fra gli altri, l’effetto di valorizzare e tutelare le produzioni agroalimentari della Campania, dando ai consumatori garanzie sulla salubrità dei prodotti agricoli destinati alla trasformazione. In particolare, la Commissione, consapevole dell’importanza del provvedimento, ha votato all’unanimità una serie di integrazioni relative all’individuazione più specifica dei contaminanti le aree escluse dalla coltivazione; alla caratterizzazione chimica delle acque di falda sottostanti al fine di identificare pozzi idrici non idonei alla estrazione a scopi irrigui ed alimentari; all’esplicita previsione che gli stessi terreni non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente, analogamente a quanto previsto dalla normativa sulle aree boscate e i pascoli percorsi dal fuoco (articolo 10 della legge n. 353 del 2000); alla definizione di un regolamento apposito per la combustione di materiali di risulta delle colture agricole legali e all’inserimento nella programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020 di misure di sostegno e promozione delle imprese e dei prodotti agroalimentari dei territori interessati».

TESTO OSSERVAZIONI
La XIII Commissione (Agricoltura),
esaminato, per i profili di competenza, il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 136 del 2013, recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate (C. 1885 Governo),
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
all’articolo 1, comma 1, siano inclusi tra i soggetti chiamati a svolgere le indagini tecniche per la mappatura dei terreni, l’Istituto nazionale di economia agraria (INEA) e le facoltà universitarie di agraria presenti nei territori interessati;
con riferimento all’articolo 1, comma 6, si evidenzia la necessità di basare l’individuazione dei terreni della regione Campania che non possono essere destinati alla produzione agroalimentare su un completo approfondimento delle ricadute che, in concreto, hanno i contaminanti sulle specifiche colture o attività agricole in atto e sui prodotti alimentari da esse derivanti, evitando che la delimitazione dei terreni non idonei sia effettuata sulla base di mere presunzioni di rischio. Si dovrebbe invece valutare la qualità, la quantità, la persistenza dei contaminanti e le ripercussioni effettive degli stessi sulla sicurezza alimentare, ai sensi degli articoli 14 e 15 del regolamento (CE) n. 178/2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare;
si preveda che nei terreni risultati positivi alla valutazione di contaminazione, le autorità designate provvedano ad effettuare una caratterizzazione chimica delle acque di falda sottostanti al fine di identificare pozzi idrici non idonei alla estrazione a scopi irrigui ed alimentari
con riferimento all’adozione del programma straordinario di cui all’articolo 2, comma 4, si previsto la consultazione delle organizzazioni agricole maggiormente rappresentative;
per salvaguardare la destinazione agricola dei terreni indicati come non idonei alla produzione agroalimentare in base al decreto in esame, sia previsto in modo esplicito che gli stessi terreni non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente, analogamente a quanto previsto dalla normativa sulle aree boscate e i pascoli percorsi dal fuoco (articolo 10 della legge n. 353 del 2000);
per assicurare la completezza e la qualità delle indagini tecniche relative ai terreni della regione Campania e per un più accorto utilizzo delle risorse destinate alla relativa mappatura, si preveda che i competenti soggetti, prima di procedere ad ulteriori indagini e attività tecniche, siano tenuti ad acquisire e a prendere in considerazione gli elementi conoscitivi e i dati già in possesso delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, della Regione Campania, che possono rappresentare una base sufficiente per la programmazione degli interventi urgenti e prioritari;
con riferimento all’articolo 3, che introduce la nuova fattispecie di reato di “combustione illecita di rifiuti”, si rileva che la formulazione della norma rischia di comprendere nella sanzione penale anche attività di combustione controllata di materiale vegetale effettuata dagli imprenditori agricoli o dai privati proprietari di orti o giardini, secondo normali pratiche e consuetudini tradizionalmente osservate nell’attività di coltivazione. Si ritiene pertanto indispensabile chiarire la differenza tra le attività illecite di combustione dei rifiuti che con la norma penale si intende reprimere e queste ultime attività, disciplinandone tempi e modalità di svolgimento;
all’articolo 6, comma 1, lettera b), si segnala l’esigenza di inserire i consorzi di bonifica tra i soggetti di cui possono avvalersi i commissari per il dissesto idrogeologico, per le attività previste dalla medesima disposizione;
e con le seguenti osservazioni:
si segnala l’esigenza di fissare, in linea generale, parametri certi per definire la qualità dei suoli agricoli e delle acque di irrigazione; per quanto riguarda in particolare la qualità delle acque destinate all’irrigazione, si raccomanda di prevedere l’adozione di apposito regolamento per definire i parametri fondamentali di qualità delle acque destinate ad uso irriguo su colture alimentari e le relative modalità di analisi, in modo da garantire la tutela dell’ambiente e della salute, nonché per disciplinare la verifica e l’eventuale modifica delle norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue;
si segnala l’opportunità che sia prevista, nell’ambito della programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020, l’adozione di misure di sostegno e promozione delle imprese e dei prodotti agroalimentari dei territori interessati dalle misure di cui agli articoli 1 e 2, nonché misure per la realizzazione di sistemi di approvvigionamento idrico.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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