COPAGRI: CORONAVIRUS, CRISI SANITARIA ED ECONOMICA POST-BELLICA; SERVONO MISURE ADEGUATE A GARANTIRE RIPARTENZA

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La grave crisi sanitaria che sta attraversando il nostro Paese, legata alla pandemia del COVID19, o cosiddetto Coronavirus, si sta purtroppo trasformando, come ampiamento previsto, in una crisi di carattere economico, che rischia di lasciare gravissime cicatrici sull’intero tessuto produttivo nazionale, con ripercussioni a cascata che potrebbero essere irreparabili; parliamo di un’emergenza non dissimile nei suoi risvolti economici da quella causata da un conflitto bellico e in ragione di ciò riteniamo prioritario mettere in campo misure adeguate alla gravità della situazione, che possano nel prossimo futuro garantire la ripartenza e la ricostruzione del tessuto economico produttivo”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, facendo notare che “per il comparto primario, in sofferenza da anni, tali problematiche vanno ad aggiungersi a quelle ataviche che pesano sul settore, prime fra tutte la mancanza di liquidità”.

 

“Per la ripartenza del Paese, così come per quella di ogni Stato Membro dell’UE, diventa quindi fondamentale poter beneficiare oltre che della sospensione del Patto di stabilità e crescita-PSC, come anticipato dalla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, anche degli importanti interventi allo studio della Banca Centrale Europea-BCE, e di ogni strumento che possa garantire liquidità alle imprese”, aggiunge il presidente.

 

“Dare alle imprese la possibilità di congelare l’indebitamento pregresso attraverso l’erogazione di mutui a tasso zero a durata ventennale, o meglio ancora trentennale, sarebbe a nostro avviso una misura positiva, oltre che dal costo contenuto, per garantire liquidità, accompagnando le imprese nella ripartenza e stimolando la crescita del PIL”, suggerisce Verrascina, spiegando di aver già avanzato tale proposta in occasione di diverse videoriunioni con i vertici delle istituzioni agricole nazionali.

 

“La forma tecnica con cui potrebbe essere attuata questa misura è la concessione da parte di tutti gli istituti di credito di mutui a tasso zero con la garanzia dello Stato, ricorrendo ad esempio al Fondo Nazionale di Garanzia. Va da sé che nell’ambito di un’operazione di questo tipo vada prevista la possibilità di richiedere un importo congruo e sufficiente al riavvio dell’attività; tale importo dovrebbe essere pari al totale dei debiti verso lo Stato e verso i privati, compresi gli Istituti di Credito, incrementato fino ad un massimo del 50%, limitando il mutuo al 130% del fatturato annuo del richiedente”, conclude il presidente della Copagri.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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