COPAGRI LOMBARDIA: VINO, NELL’OLTREPÒ PAVESE GRAVE DANNO D’IMMAGINE; SERVE UNA SERIA RIFLESSIONE SULL’ETICA DEL LAVORO

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I gravi e recenti fatti di cronaca che hanno interessato la vitivinicoltura dell’Oltrepò Pavese, se accertati, impongono una seria riflessione sull’etica del lavoro e sulla necessità di dotarsi di un vero e proprio codice etico, concertato e condiviso, che possa in qualche modo andare a tutelare i tanti produttori danneggiati dalla vicenda, ma anche al contempo a rassicurare i consumatori, sempre più disorientati da situazioni di questo tipo”. Lo afferma il presidente della Copagri Lombardia Roberto Cavaliere, a proposta dell’inchiesta della Procura di Pavia

“Oltre a concludere rapidamente le indagini, così da accertare la realtà dei fatti, è necessario continuare a lavorare tutti insieme per evitare il rischio di andare a vanificare il grande lavoro fatto negli ultimi anni per rilanciare l’Oltrepò Pavese”, aggiunge il presidente della Copagri Lombardia.

“Il rischio concreto derivante da fatti di questo tipo è quello di avere pesanti ripercussioni a livello di vendite, sul mercato nazionale ma anche su quello estero, senza contare il grave danno d’immagine per l’intera filiera vitivinicola nazionale, e in particolare per quella locale, così come quello economico. Ringraziamo quindi la Procura e le forze dell’ordine per i controlli che hanno fatto emergere questa grave situazione; la priorità ora, oltre alla conclusione delle indagini, deve essere quella di non macchiare il prestigio della vitivinicoltura locale”, prosegue Cavaliere.

“Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di una zona dove sono presenti quasi 14mila ettari di terreni coltivati a vigneto, nei quali operano circa 1700 aziende vitivinicole, per la maggior parte medio-piccole e a conduzione familiare, e in cui si concentra il 62% della produzione vinicola della Lombardia; la realtà locale, rinomata per la produzione di Pinot nero, Riesling e Croatina, può vantare la presenza della DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico, oltre a 7 DOC e 1 IGT”, ricorda la vicepresidente della Copagri Lombardia e presidente della Copagri Pavia Emilia Maini.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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