COPAGRI PUGLIA: IL COMPARTO AGRICOLO TARANTINO CHIEDE UN PIANO DI SVILUPPO ECOCOMPATIBILE

“Il comparto agricolo chiede un piano di sviluppo agroalimentare della provincia di Taranto che punti a sviluppare un’agricoltura ecocompatibile, andando a valorizzare le tante eccellenze delle produzioni tarantine, che vanno dalle clementine IGP al primitivo di Manduria e al capocollo di Martina Franca”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista, che ha partecipato oggi a Taranto a una riunione del Tavolo Istituzionale Permanente, svoltasi alla presenza del Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e del Ministro per il Sud Barbara Lezzi, durante la quale ha illustrato una serie di proposte avanzate dalla Federazione. “Ringraziamo il direttore generale dell’ICE Roberto Luongo per aver preso atto e recepito molte delle nostre istanze, che sono confluite in un protocollo di intesa tra la Camera di Commercio di Taranto e lo stesso ICE, che ha confermato come l’attività dei prossimi 18 mesi sarà rivolta proprio nella direzione indicata dalla Copagri”, spiega Battista. “Alcune azioni concrete che vadano nella direzione dello sviluppo di un’agricoltura ecocompatibile possono essere la realizzazione di protocolli di produzioni agricole che puntino sull’utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale e sulla creazione di centrali che producono biometano dagli scarti di lavorazione al fine di avviare la riconversione dei mezzi, agricoli e non solo, a metano”, osserva il presidente, evidenziando che “uno dei problemi con i quali spesso si trovano a doversi purtroppo confrontare i produttori agricoli locali è rappresentato binomio tra produzione e inquinamento, che fa deprezzare il valore delle produzioni agroalimentari del territorio, spingendo addirittura alcune aziende a mascherare la territorialità per non avere ritorni negativi commerciali”. “Per invertire questo trend si può inoltre puntare sullo sviluppo di una piattaforma logistica che si interfacci con il porto e con l’aeroporto, su un’attività di promozione dei prodotti agroalimentari che interessi tutte le eccellenze alimentari locali e che vada a coniugare storia, ambiente e agricoltura, in linea con i Distretti del Cibo; altri punti sui quali fare leva per rilanciare il territorio possono essere azioni di penetrazione commerciale verso i paesi arabi, con la creazione di mostre permanenti nelle città più rappresentative al fine di avviare e consolidare gli scambi commerciali, oltre alla partecipazione a fiere nazionali internazionali”, conclude Battista.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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