CORONAVIRUS, CONFAGRICOLTURA CAMPANIA: ORTOFRUTTA A RISCHIO

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Frutta e verdura sono un orgoglio della cucina della Campania Felix e pilastro della dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Ma la crisi da Covid -19 ne sta riducendo l’immissione sul mercato e Confagricoltura Campania chiede interventi alla Commissione Ue per il ritiro straordinario di prodotto, al fine di tutelare il comparto.

 

L’ ortofrutta – evidenzia Confagricoltura Campania - rappresenta circa un terzo del valore della produzione agricola regionale ed il 20% della spesa alimentare. Ed è anche una voce importante dell’export agroalimentare regionale, atteso che a fine 2019 secondo Istat i prodotti agricoli della Campania - da colture permanenti e non permanenti, in netta prevalenza frutta e ortaggi - avevano complessivamente un valore all’esportazione di oltre 147,4 milioni di euro.

 

In questo periodo le aziende ortofrutticole campane stanno garantendo senza interruzione i rifornimenti ai punti vendita, cosicché sulle tavole non sono finora venuti a mancare ortaggi e frutti di stagione. Ma l’emergenza Coronavirus inizia a destabilizzare anche questo comparto. Le cause sono molteplici: dalla difficoltà di mercato alla logistica, fino alla carenza di manodopera che sta preoccupando non poco gli agricoltori campani.

 

Attualmente il problema è limitato alle primizie, come le fragole (di cui la Campania è la seconda regione produttrice dopo la Basilicata) mentre l’Italia è il quarto produttore al mondo, con 3.700 ettari coltivati e un export, seppure in flessione, che vale 29,8 milioni di euro), o alla IV gamma, che solo in Piana del Sele vale 2,5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), ed esportata per il 30%. Ma il timore degli operatori è che l’emergenza si acuisca nei prossimi giorni, quando inizierà la raccolta di zucchine, melanzane, pomodori e peperoni. Confagricoltura Campania pone anche l’attenzione alle esportazioni di ortaggi e frutta, che hanno subito un rallentamento dell’80%, o addirittura si sono azzerate.

 

Di qui la necessità di misure ad hoc, quale la richiesta alla Commissione UE di poter effettuare un ritiro straordinario dal mercato di prodotti ortofrutticoli e con metodologie da individuarsi in base al momento straordinario, allargando l’attuale elenco e snellendo le procedure, con risorse aggiuntive a quelle dei correnti programmi operativi: come era capitato in passato per altre emergenze sanitarie che avevano colpito il comparto.

 

Confagricoltura è intervenuta predisponendo alcuni emendamenti al decreto “Cura Italia”, nell’ambito delle misure di sostegno al settore agricolo, quali la previsione di risorse straordinarie di almeno 20 milioni di Euro da utilizzare a supporto di quei comparti ortofrutticoli, come la IV gamma, particolarmente colpiti dall’effetto dell’emergenza COVID-19, prevedendo l’estensione della copertura anche ai produttori non soci delle OP.

 

Rimane valido, poi, l’invito alla grande distribuzione a fare la propria parte, sostenendo il prodotto italiano in questo periodo di generale difficoltà economica.

 

Confagricoltura ritiene che la pandemia Coronavirus segni il punto di svolta per riorganizzare la filiera ortofrutticola italiana, che manifesta ancora punti di debolezza a sfavore dei produttori agricoli e di tenuta sui mercati internazionali. Senza contare poi l’organizzazione del lavoro all’interno degli stabilimenti post COVID-19, dove la sicurezza degli addetti necessiterà di ulteriori precauzioni.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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