COVID, RAZZANTE: AUMENTA BUROCRAZIA MA NON SOSTEGNO AZIENDE. CONGELARE TUTTO COME IL VIRUS IMPONE, IN PRIMIS LE TASSE

Le cose non funzionano. Al di là delle polemiche tra chi vuole fare “tana libera tutti”, chi vuole aprire gradualmente e chi vuole mantenere il tutto chiuso, le cose fin qui fatte a sostegno delle aziende e dei cittadini non vanno.

"Il Dl Liquidità smentisce la natura stessa del termine con cui è nato: sulle decine di miliardi annunciate, solo 3,6 miliardi sembra siano stati erogati. Le banche si tirano indietro e quelle che hanno accettato "finiscono i plafond".

Ma la carta e la burocrazia invece aumentano a suon di Cdm prima, e di certificazioni, garanzie, lettere poi (con il sovvertimento totale della categoria delle “fonti del diritto” che tutti abbiamo studiato all’Università, e che il prof. Cassese – credo difficilmente contestabile, al contrario di chi scrive - ci sta segnalando, insieme ad altri, in numerosi interventi pubblici)". Così Ranieri Razzante, direttore dell'Osservatorio sul terrorismo Crstitaly.org ad AGRICOLAE.

"Come commentare ulteriormente, ove non fosse chiaro (e mi pare di no), che i famosi 25.000 euro a disposizione di imprese e professionisti in difficoltà non siano automaticamente erogabili perchè: è la cifra “massima” erogabile, ma se si ha un reddito dichiarato di 100.000 euro; al di sotto, si otterrà credito in proporzione al 25% (quindi, se ho dichiarato nel 2019 euro 50.000, prendo al massimo 12.500 euro).

L’erogazione sarà non immediata, ovviamente, e richiede la presentazione di documentazione contabile asseverata, su richiesta. La garanzia del 100% richiede un complesso (e giusto, se ci si pensa bene, pur essendo stato pubblicizzato il contrario!) accertamento del merito di credito, nonché la disponibilità di somme ed assenza di altre istruttorie in corso sulla stessa persona".

"L’autocertificazione, infatti - prosegue - può non bastare, anche perché l’imprenditore non può compilarla senza l’aiuto di un commercialista, che comunichi allo stesso i dati che serve autocertificare.

Questo è un esempio di clausola che si deve dichiarare di conoscere: “”che il soggetto beneficiario finale, sulla base dei dati riportati nella richiesta, rispetta i parametri dimensionali previsti dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 06/05/2003 pubblicata sulla G.U.U.E. n. L124 del 20/05/2003, nonché dal decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18.4.2005 (consultabile sul sito www.fondidigaranzia.it)”.
Una 'soffocante burocrazia', così come definita da The Guardian il giorno dopo l'ultima conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte, che non allevia le sofferenze di chi ha fermato tutto: impresa, lavoratori, entrate. Rischia invece di dargli il colpo di grazia.

E la stessa burocrazia, se con una mano fa finta di dare, con l'altra dà la certezza di togliere e punire".

"Infatti, per un mese di posticipo del pagamento delle tasse è stato prorogata di due anni la possibilità di fare i controlli fiscali. Come dire: vi aspettiamo al varco per recuperare i soldi che vi abbiamo promesso di anticiparvi.


In un momento di congelamento totale del Paese, forse sarebbe bastato, invece di fare promesse su promesse difficili da mantenere, e che rischiano di creare un buco “moltiplicato” nel debito dello Stato, congelare tutto. Prime fra tutte, le tasse. Con il vincolo di solidarietà di sospendere ad libitum anche gli affitti di quei negozi che restano chiusi, le multe da pagare in scadenza, le assicurazioni, e così via, relativamente a tutte le incombenze normali in un mondo che si muove, ma non in uno che è completamente (sic!!) fermo", continua ancora.

"Chi non usa la macchina perché deve pagare il bollo anche per quei due mesi, che equivalgono a circa il 15 per cento del totale annuo? Idem per l'assicurazione. Anche perché se non si usa la macchina o lo scooter, il tasso di incidentalità sarà minore (percentuali più attendibili di quelle dei numerosi virologi alla ribalta, a quanto pare).

Considerando i prezzi di una città come Roma si parla, solo per quanto riguarda queste due voci, di un risparmio a famiglia di qualche centinaio di euro.
Se i soldi non ci sono - o arrivano troppo tardi - tanto vale non darli, ma neppure toglierli".

"Sarebbe forse più saggio - anzichè giocare agli illusionisti - non promettere quel che non si può dare e adottare invece la tecnica dello stare fermi (oppure fare le cose semplici, come pagare alle imprese debiti pregressi della PA, che solleverebbero un paese intero!).

Gli italiani non chiedono nulla allo Stato. Ma lo Stato non chieda nulla agli italiani. Restare in uno stato di quiescenza, aspettando che il tempo sia adatto per una nuova primavera", conclude.
Ranieri Razzante

Crstitaly.org

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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