CREA, DAL PROGETTO RETIBIO LA RETE DEI DISPOSITIVI SPERIMENTALI DI LUNGO TERMINE: GLI AVAMPOSTI DELLA RICERCA BIO

Sono 7 e distribuiti dalla Toscana alla Sicilia. Sono i dispositivi sperimentali di lungo termine (LTE), appezzamenti controllati in cui i ricercatori possono condurre in piena sicurezza esperimenti di vario tipo per testare innovazioni e buone pratiche di processo e di prodotto in agricoltura biologica. Sono tutti parte del progetto Retibio coordinato dal CREA e sono stati presentati oggi nella prima giornata del convegno conclusivo che è in corso a Roma.

Cinque sono gestiti direttamente dal CREA: Maior (Roma) per la frutticoltura; PALAP9 (Lentini Siracusa) per l’agrumicoltura; Mitiorg (Metaponto, Matera), Move LTE (Monsampolo del Tronto) per l’orticoltura; Biolea (Lentini, Siracusa) per l’olivicoltura; uno, invece, Moregreen a Valenzano (Bari), per i seminativi è seguito in collaborazione con il CIHEAM-IAMB e infine Mascot (San Piero a Grado, Pisa) per l’orticoltura è condotto interamente dal CiRAA Enrico Avanzi dell’Università di Pisa.

Si tratta di veri e propri laboratori a cielo aperto di innovazione del biologico, dove vengono  individuate le varietà più adeguate e messe a punto tecniche innovative e sostenibili, strizzando l’occhio sia ad abbassare i costi di produzione (e quindi quelli finali per rendere il bio alla portata di tutti) sia a venire incontro alle esigenze del consumatore. Dai concimi organici a frutti disponibili più a lungo, dal brevetto di un nuovo attrezzo agricolo a nuovi sistemi di rotazione delle colture orticole, dalle tecniche di gestione dei seminativi biologici in grado di sequestrare il carbonio atmosferico a quelle più efficienti sul fronte della biodiversità e dell’impatto ambientale: sono molteplici  le attività condotte dai ricercatori negli LTE e tra queste anche il trasferimento alle imprese e la condivisione con la comunità scientifica internazionale. E d’altronde gli obiettivi del progetto Retibio sono proprio il sostegno alla rete LTE e il consolidamento delle relazioni scientifiche sulla ricerca green, anche per andare oltre lo stereotipo del bio solo come “agricoltura senza”.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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