CREA, LETTERA APERTA DEI PRECARI A MADIA: TENGA CONTO DELLA REALTÀ

il movimento precari del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria), nell'ultimo anno persegue come obiettivo principale di dare voce al personale precario del più grande ente di ricerca che si occupa di agroalimentare. Proprio per questo, in un momento politico tanto delicato, ci rivolgiamo a Lei, visto l'enorme impegno che, insieme al Suo dicastero, ha profuso nella risoluzione dell'annosa questione del precariato nella Pubblica Amministrazione.

Molti precari degli EPR ripongono enormi speranze nell'articolo 20 del Testo Unico della Pubblica Amministrazione, in prossima uscita, e sperano in una legge equa che tenga conto delle peculiarità degli enti di ricerca. La legge, nella sua interpretazione più stringente, prevederà, molto probabilmente, che nel comma 1 ricada solo quel personale che, negli ultimi 8 anni, abbia maturato almeno 3 anni a TD. Questo sarebbe equo se, e solo se, il TD rappresentasse la principale forma contrattuale di cui gli enti di ricerca si avvalgono, ma purtroppo così non è: borse di studio, assegni di ricerca, contratti di collaborazione sono le forme più utilizzate. Pertanto il TD è solo una delle tante forme a cui gli EPR fanno ricorso, e non sempre tiene conto di un preciso percorso lavorativo, ma il più delle volte è legato alle esigenze progettuali e, soprattutto, alla disponibilità economica del gruppo di ricerca. Altri ministri prima di Lei hanno provato a risolvere il “problema” precariato e, ad oggi, nessuno è riuscito nell'impresa, perché mai si è tenuto conto del precariato nel suo insieme, ma si è sempre risolto il problema di pochi, discriminando la maggioranza e, poi, quelli che restano, diventano i precari di cui si dovrà occupare il ministro successivo. ​In Italia è​ sempre un rimandare del problema!

Questa volta, auspicavamo in una legge che tenesse conto delle particolarità degli EPR, ma continuiamo a porre speranza nel suo decreto e speriamo vivamente in una legge che, a fronte anche di un concorso superato a TD, a TI o con Assegno di Ricerca (in fondo negli EPR questa forma contrattuale dovrebbe avere pari dignità di un TD) e anzianità pregressa, permetta l'inserimento diretto al comma 1, senza passare per l'ennesima selezione (anche se riservata). Il comma 2 dovrebbe essere un'opportunità per chi non ha selezioni alle spalle, perché comunque rappresenta un onere economico (concorsi riservati, concorsi senza riserva, con tutto quel che comporta) per lo Stato. 

Abbiamo seguito con trepidazione l'iter legislativo del Suo decreto legge e sappiamo che sono state chieste modifiche, alcune delle quali troveranno sicuramente il Suo avallo, ma quello che a noi preme più di ogni altra cosa è far sentire la voce di chi tutti i giorni aiuta questo Paese, attraverso la ricerca, ad essere un'eccellenza in ambito internazionale.

Lunedì incontrerà i sindacati e poi, finalmente, la legge concluderà il suo iter.

Speriamo vivamente, Ministra, che tenga conto della realtà, che tenga conto che non sempre è possibile essere in servizio in uno specifico momento, anche quando si hanno anni di precariato alle spalle, speriamo che per una volta qualcuno non veda solo dei numeri sulla carta da spostare come pedine a suo piacimento, ma vite sospese, in alcuni casi per quattro lustri, che scritto così sembra poetico, ma parliamo di un intero ventennio.

Siamo, soprattutto, fiduciosi che nella stessa legge il governo decida di investire fondi ad hoc, perché una legge che non prevede fondi è una scatola vuota. Lodevole atto, ma senza alcun valore. 
RingraziandoLa per la sua disponibilità

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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