CRESCE MERCATO DEI DOLCIFICANTI. IN TESTA IN ITALIA LA STEVIA DEL PARAGUAYINCREMENTO MEDIO ANNUO E' DELLO 0,56%

stevia_hebam3000Uno dei sapori a cui è più difficile rinunciare sembra essere il dolce dello zucchero, come dimostrano i numeri del mercato che, a livello globale hanno raggiunto i 57 miliardi di euro nel 2012, con una crescita media annua del 4,6 per cento, che dovrebbe toccare quota 71,45 miliardi di euro entro il 2017, secondo un’analisi della BCC Research. Ma esistono numerose alternative: dolcificanti naturali come il miele, il fruttosio, il succo d’agave, e la stevia (pianta originaria del Paraguay). Quest’ultima è stato il quinto dolcificante più venduto al mondo nel 2012 (in Italia rappresenta il 10% del totale mercato, e in meno di tre anni raggiungerà il 20%) dopo sucralosio, aspartame, saccarina e ciclammato. E il mercato globale degli edulcoranti a basso contenuto calorico che raggiungerà una quota di 1.25 miliardi di dollari entro il 2018, secondo un report della Global Industry Analysts. A livello italiano ed europeo (Europa Occidentale), il trend in crescita del mercato degli edulcoranti artificiali a basso contenuto calorico viene confermato dai dati appena presentati da Food For Thought (FFT) S.A. che considerano la vendita al dettaglio, la ristorazione, la produzione artigianale ma escludono la grande industria alimentare, per poter comparare in maniera esatta i paesi europei considerati.

In Italia, nel 2007 la domanda era pari a 56mila tonnellate (per un valore di 232,2 milioni di euro), nel 2013 si è arrivati a 58,2 mila tonnellate (256 milioni di euro). L’incremento medio annuo è circa lo 0,56%. A livello europeo, invece, si è passati da 188mila tonnellate (648 milioni di euro) a 203mila (732,1 milioni di euro). Per la fine del 2015 le previsioni indicano a livello italiano una domanda di 59,8 mila tonnellate (268,2 milioni di euro) e a livello europeo una richiesta pari a 211,7mila tonnellate (795,2 milioni di euro). La crescita è dunque continua e costante, stimolata dalla sempre maggiore necessità delle persone di perdere peso, dallo sviluppo di cibo per diabetici, di bevande ipocaloriche, e per le sempre maggiori preoccupazioni relative alle carie dentarie. A cui va aggiunta la necessità di molte industrie del settore alimentare di ovviare al problema della volatilità dei prezzi del mercato dello zucchero.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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