CRISI CONIGLI, ANLAC: QUOTAZIONI SCANDALOSE, MINISTRO AGISCA SU ANTITRUSTDE BONIS: NON CI RESTA CHE SPERARE IN QUALCHE MAGISTRATO

toskana6_1390575251Gli allevatori italiani si trovano sempre più nella condizione di dover pagare prezzi più alti per quello che acquistano ed ottenere prezzi più bassi per ciò che vendono. Lo ha dichiarato Saverio De Bonis, presidente dell’ Anlac, associazione nazionale liberi allevatori di conigli, dopo le scandalose quotazioni del coniglio di queste ultime settimane. Il prezzo è arrivato ad euro 1,37/kg che significa una perdita secca di 70 centesimi a chilo carne!

Qualcuno – prosegue - tenta di far passare questa situazione come una condizione di scarsa competitività dei nostri produttori, oppure di eccessivo import, ma l’affermazione è falsa, in molti casi siamo di fronte ad una vera restrizione della concorrenza, che fa leva sia sui prezzi di vendita che sui costi di produzione.

Ma chi si occupa in Italia di tutelare i produttori agricoli? – continua l’Associazione - Il Ministero non di certo, l’Antitrust nemmeno, le organizzazioni sindacali neanche. Non ci resta che sperare in qualche magistrato.

Per evitare che si arrivi al far west, che gli allevatori non temono - sottolinea De Bonis - in cui ognuno si fa giustizia da sé, è opportuno che lo Stato svolga il proprio ruolo, come fece Roosevelt dopo la crisi del 29 inasprendo le pene.

L’ attuale legislazione, ad esempio - fa notare l’ Anlac - non solo non prevede alcuna sanzione penale per i soggetti vigilati che dovessero causare contrattazioni anomale o alterazioni nel mercato delle merci, ma non stabilisce nemmeno quale sia l’ autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia la cui attività sia rivolta alla tutela dei commissari, all’ efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato delle merci agricole italiane.

L’ Autorità Garante – aggiunge - che conosce bene i meccanismi opachi di formazione dei prezzi nel settore, non ha ancora aperto un’istruttoria! In compenso, però, nelle sue relazioni annuali, parla di divieto di vendita sottocosto e di nuovi poteri previsti dall’ articolo 62, senza agire concretamente a tutela dei produttori. Del resto, mai sino ad ora gli organi del Ministero e le organizzazioni sindacali hanno segnalato all’ antitrust la vergognosa vendita sottocosto che stà distruggendo gli ultimi allevamenti rimasti in Italia! Per loro è tutto ok.

Durante i periodi di crisi - conclude - sono forse consentite delle deroghe, come quelle del Piano di settore mai partito. Del resto i manovratori non vanno disturbati. Altrimenti i monopoli non potrebbero rafforzarsi.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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